“Una reazione inaccettabile e fuori misura, per i modi e per i toni. Non si può licenziare chi chiede più sicurezza o una maggiore attenzione per situazioni giudicate a rischio. Se si crede che non vi siano carenze, si replica nel merito, ricordando quanto fatto e costruendo un tavolo di confronto”.

Per il presidente della Toscana non c’è altro modo per commentare il licenziamento di Andrea Marco Bogazzi, l’operaio e delegato sindacale della Filt Cgil licenziato il 6 marzo scorso dalla Porto spa di Carrara dopo aver denunciato presunte carenze e reclamato, nel corso di un convegno organizzato dal suo sindacato, l’esigenza di una maggiore sicurezza per i portuali toscani.

Il presidentedella Toscana, che chiede ora all’azienda un gesto di buona volontà e il ritiro del provvedimento, ha ricevuto l’operaio nel suo studio di Firenze a Palazzo Bastogi. Con lui c’erano il segretario della Cgil di Carrara e i vertici toscani dei tre sindacati confederati.

Il video con il commento del presidente della Toscana dopo l’incontro con l’operaio è disponibile su You Tube.

Tutto avrebbe pensato, racconta il portuale, che di ricevere quella lettera di licenziamento: recapitata, per una coincidenza beffarda, proprio nel giorno di gioia in cui a Roma veniva approvato il testo sulla sicurezza sul lavoro.

Nel corso dell’incontro, durato oltre mezz’ora, il presidente della Toscana ha manifestato al lavoratore la propria solidarietà. Ha chiesto i dettagli della vicenda e notizie sulle reazioni tra i lavoratori che oggi hanno partecipato ad uno sciopero di due ore.

Ha anche sottolineato che le imprese non possono usare due pesi e due misure, chiedendo di non essere criminalizzate per le morti bianche e quindi sanzioni meno aspre e comportandosi poi così con cui cerca solo di dare il proprio contributo affinché le condizioni di lavoro possano migliorare.

Il presidente della Toscana ha quindi informato la delegazione di aver inviato due lettere: una all’amministratore delegato dell’azienda, la Porto spa di Carrara, e l’altra ai ministri ai trasporti e al lavoro Bianchi e Damiano.