Probabilmente la prossima volta si morderà forte la lingua, prima di offendere e minacciare qualcuno. Il cacciatore aretino protagonista dell’episodio, un anno fa, era stato colto in flagrante nelle campagne intorno a Vitiano, mentre abbatteva alcuni esemplari di fauna protetta (tre pispole), la cui uccisione prevede- fa sapere il WWf-una violazione penale.

Una volta vistosi scoperto dagli agenti del WWF aveva prima cercato in tutti i modi di non farli procedere e poi, constatata la fermezza delle guardie (che altro non potevano fare) le aveva pesantemente insultate e minacciate di serie conseguenze se lo avessero denunciato.


Gli agenti dell’Associazione, per nulla intimoriti conclusero l’accertamento e successivamente inoltrarono denuncia per ingiurie e minacce a Pubblico Ufficiale alla Procura della Repubblica di Arezzo, in seguito alla quale fu avviato il procedimento penale che ha portato alla condanna dell’imputato, che adesso rimane in attesa di essere processato, spiega ancora Wwf, per l’abbattimento degli uccelli protetti.

E così il giudice di pace Maria Nino, del tribunale di Arezzo ha deciso di condannarlo ad una multa di 800 euro, ai quali vanno ne vanno aggiunti altri 2100 di risarcimento danni morali e materiali per le due vittime dell’agggressione, e altri 1300 di spese legali, quelle sostenute dalle due guardie.

“Siamo estremamente soddisfatti per questa sentenza che ha fatto giustizia dei gravi fatti avvenuti”, afferma Mauro Cordì, Presidente del WWF Arezzo, che continua: “soltanto grazie alla serietà e professionalità dei nostri agenti furono evitate conseguenze ben peggiori. La gran parte dei cacciatori aretini, che oramai da quasi trent’anni conosce le nostre guardie, si è sempre comportata in modo rispettoso e corretto. Casi di questo genere per fortuna si sono verificati raramente e ci auguriamo che anche l’esito di questa condanna possa scongiurarne altri”.