sabato, 15 Maggio 2021
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Multificio autovelox, valanga di ricorsi accolti. Ma ci costano lo stesso

Autovelox in viale Etruria e viale Lavagnini, è una valanga di ricorsi accolti. Oggi i giudici di pace Agostino Virzì e Sonia Salerno ne hanno accolti un'altra trentina. Il motivo? Quegli autovelox su quelle strade non potevano starci. E così si va avanti a suon di annullamenti. E spese legali, rimborsi...

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Autovelox in viale Etruria e viale Lavagnini, è una valanga di ricorsi accolti. Oggi i giudici di pace Agostino Virzì e Sonia Salerno ne hanno accolti un’altra trentina. Il motivo? Quegli autovelox su quelle strade non potevano starci. E così si va avanti a suon di annullamenti. E spese legali, rimborsi…

VIALE ETRURIA. La maggior parte degli annullamenti sono per l’autovelox di viale Etruria (foto da www.aduc.it) con la sua dote di circa 50.000 multe (dati 2010 al 6 ottobre) rispetto alle 150.000 multe autovelox di tutta la città. Ma c’è una novità: il giudice Virzì ha accolto due ricorsi, uno per viale Etruria, l’altro per Lavagnini, adducendo la motivazione che in quelle strade i velox non potevano essere attivati senza agenti accertatori. “L’amministrazione – denuncia l’Aduc – ha fatto carte false, spacciando alcune strade per ciò che non erano, facendosi approvare gli autovelox dal prefetto (che non ha fatto i dovuti controlli…). Quindi gli autovelox di viale Lavagnini e viale Etruria, ma anche – di conseguenza – viale Gramsci, viale Matteotti e via Senese, oltre ad altri validi motivi specifici, sono tutti irregolari, non essendo queste strade classificate come di scorrimento”.

CLASSIFICHE. Le uniche strade considerate di scorrimento, secondo il piano urbano del traffico, sono infatti alcuni tratti di viadotto dell’Indiano, viale Marco Polo e viale XI Agosto. “Le sentenze di accettazione dei ricorsi dei giudici Virzì e Salerno – sottolinea l’Aduc – si aggiungono a quelle che nei giorni scorsi avevano emesso i giudici Alfredo Iorio, Maria Barbara Benvenuti e Simone Bozzi. Nei prossimi giorni gli stessi e altri giudici dovranno nuovamente pronunciarsi”.

SPESE. E così le spese si accumulano, tra corsi e ricorsi, sia a carico dei cittadini che di Palazzo Vecchio (e quindi, di nuovo, dei cittadini). “Ogni ricorso, tra tasse e altro – spiegano dall’Aduc – costa mediamente un importo tra 40 e 70 euro che, anche se viene accolto, non comporta la restituzione di questi soldi. Se poi il cittadino si fa assistere da un avvocato (e in diversi ne abbiamo visti nelle aule dei giudici di via Fattori), c’è anche la parcella di quest’ultimo”. E invece per quanto riguarda la parte pubblica, “ci sono i funzionari del Comune che assistono alle udienze e che, per ogni udienza, hanno preparato memorie che consegnano per l’occasione. Perdendo tutti i ricorsi, il Comune vede sfumare la possibilità di recuperare qualche soldo di questi già spesi con il pagamento della multa e, se c’è un avvocato, il giudice condanna il Comune anche a versare a questi un importo medio di 150 euro”. Che in tempi di crisi farebbe comodo tenersi stretti.

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