mercoledì, 23 Settembre 2020
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Olio CBD: può essere utile per gli attacchi d’ansia?

Possono l’olio o la canapa light ad alto contenuto di CBD risultare efficaci contro gli attacchi d'ansia?

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Gli attacchi d’ansia sono un disturbo psichico molto comune e diffuso, specialmente se si considerano i casi sporadici. Recenti ricerche, infatti, hanno dimostrato che circa il 25% della popolazione ha sofferto di almeno un attacco di ansia e panico nel corso della propria vita.

Il progetto europeo ESEMeD, inoltre, studiando le patologie psichiche che colpiscono le popolazioni di Francia, Germania, Belgio, Spagna, Italia e Olanda, ha messo in evidenza come gli attacchi d’ansia cronici (disturbo d’ansia generalizzata) coinvolgono il 2% della popolazione.

Quali possono essere le soluzioni ad una condizione così diffusa? Possono l’olio o la canapa light ad alto contenuto di CBD risultare efficaci anche in queste circostanze?

L’ansia: un disturbo comune

L’ansia è un termine che spesso viene impiegato anche impropriamente per indicare il senso di agitazione o di paura, quando il disturbo vero e proprio si manifesta in una condizione in cui la persona è, di fatto, impossibilitata allo svolgimento normale delle proprie funzioni mentali e motorie da fenomeni psico-fisici collegati a battito cardiaco accelerato, respiro affannato, sudorazione, nausea, tremori, bocca secca e sensazione di vertigini.

Si tratta di sintomi molto specifici che, stando allo studio dell’ESEMeD, insorgono ogni anno in circa 2,5 milioni di persone nei paesi presi in considerazione.

Allo stesso tempo, su un campione di 4.712 intervistati, il 2% ha riscontrato i sintomi di continui attacchi d’ansia.

Un disturbo, questo, che è risultato essere maggiormente presente tra i soggetti femminili, predisposti a maggiori fonti di stress collegate agli attacchi d’ansia. I soggetti maschili, invece, hanno dimostrato di ricondurre cause molto simili a disturbi di altra natura, quale distimia e depressione.

Quali le cause principali?

Situazione precaria, stress legato alla perdita di lavoro o alla ricerca continua di lavoro che non vede mai soluzione: disturbi, dunque, comuni e legati ad una situazione politica e sociale diffusa in molti stati europei.

Olio CBD: può alleviare l’ansia?

Gli esperti si interrogano da tempo sull’efficacia di prodotti come i derivati della cannabis light per il trattamento di disturbi psichici lievi.

Al centro della questione vi è proprio la possibilità di impiegare l’olio CBD per lenire le manifestazioni corporee dei disturbi legati allo stress e all’ansia. Riuscire a controllare le manifestazioni somatiche di questi disturbi, infatti, condurrebbe il paziente che ne è affetto a riuscire ad aver la meglio sulla natura disabilitante del disturbo.

Al centro degli studi, si è detto, vi è l’olio ad alto contenuto di CBD. Ma come mai?

Questo prodotto, infatti, può contenere concentrazioni variabili di Cannabidiolo, un cannabinoide della cannabis che non possiede alcuna proprietà psicotropa ma va ad interagire con il sistema endocannabinoide umano. Il sistema endocannabinoide comprende numerosi recettori che svolgono importanti funzioni regolatorie degli equilibri interni al corpo e al sistema nervoso.

In particolar modo gli studi condotti dall’Università di San Paolo in Brasile hanno dimostrato la capacità del CBD di legarsi a due importanti recettori, il CB1R e il 5-HT1A.

CBD e i neurotrasmettitori della felicità

Perché questi recettori sono così importanti?

Ebbene, la ricerca medica, specialmente per quanto riguarda i disturbi depressivi, si è molto concentrata sullo studio del recettore 5-HT1A proprio in quanto esso è il principale responsabile della regolazione di tre sostanze particolari.

Si tratta di tre neurotrasmettitori fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio psichico di un soggetto: serotonina, dopamina e noradrenalina.

Questi tre, anche detti neurotrasmettitori della felicità, infatti, hanno la proprietà di favorire uno stato distensivo, di rilassamento e di generale tranquillità, andando a combattere direttamente i sintomi principali dello stress e degli attacchi d’ansia, come il battito cardiaco accelerato e il respiro affannato.

La scoperta degli studiosi dell’Università di San Paolo in Brasile è di importanza fondamentale per la ricerca futura in quanto i dati raccolti sembrano suggerire che l’azione del CBD sul 5-HT1A sia di gran lunga più veloce rispetto agli SSRI (Inibitori Selettivi del Reuptake di Serotonina), ovvero delle sostanze alla base dei farmaci antidepressivi.

Allo stesso tempo, nel 2006, il Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia dell’Università di Bonn, in Germania, scoprì che il CBD svolgeva una funzione allosterica negativa, quindi inibitoria, nei confronti dei principali recettori coinvolti nella creazione di relazioni di dipendenza da altre sostanze stupefacenti, anch’esse coinvolte nella regolazione del rilascio di serotonina e dopamina (in particolare recettori μ-oppioidi e δ-oppioidi).

Il risultato?

Il CBD si è dimostrato essere non solo un efficace antidepressivo, ma anche una sostanza capace di combattere le dipendenze, aiutando in generale a superare tutte le condizioni e le abitudini negative connesse ad attacchi di panico e ansia e a disturbi psichici minori.

Olio CBD in Italia: un rimedio naturale già in atto

Una serie di studi hanno finalmente confermato le intuizioni di numerosi italiani e le tante informazioni divulgative che circolavano sull’argomento.

L’olio al CBD, diffuso come prodotto dai molti utilizzi e acquistabile liberamente in diverse concentrazioni sul sito di JustBob, infatti, era già impiegato da alcuni degli italiani che soffrono sporadicamente di ansia.

Se poteva sopravvivere fino a poco tempo fa il dubbio sulle sue proprietà benefiche, esso è ora costretto a prendere in considerazione i molti studi che dimostrano il contrario. Gli effetti dell’olio al CBD non sono un effetto placebo: la sostanza è potenzialmente capace di migliorare la condizione di tutti coloro che si trovano ad affrontare ansia, stress, depressione lieve o distimia, quando viene usato come ausilio alla terapia tradizionale.

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