mercoledì, 23 Settembre 2020
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Omicidio Sandri, udienza annullata

annullata l'udienza preliminare per l'omicidio Sandri

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 E’ stata annullata l’udienza preliminare del processo per l’omicidio di Gabriele Sandri, detto “Gabbo”, tifoso laziale ucciso nell’area di servizio di Badia al Pino nel 2007. L’avvocato dell’agente imputato Luigi Spaccarotella, ha spiegato che il gup ha accolto un’eccezione della difesa: ad uno dei due difensori dell’agente non e’ stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini.

La procura adesso dovra’ redigere un nuovo avviso e notificarlo alle parti interessate

Luigi Spaccarotella, il poliziotto accusato di omicidio volontario per l’uccisione di Gabriele Sandri, ha scelto di non presentarsi all’udienza. Il legale dell’agente che doveva intervenire in aula per l’udienza preliminare ad Arezzo, ha spiegato che c’erano timori per la presenza di ultra’ e per le minacce.

Cristiano Sandri, fratello della vittima, ha detto che si tratta di ‘un processo limpido e di non avere ‘paura di nessuna sorpresa’

“Sono mamma, non voglio vendetta ma giustizia“. Cosi’ Daniela, mamma di Gabriele Sandri, commenta l’annullamento dell’udienza preliminare. Il viso rigato dalle lacrime, tiene stretta in mano una felpa nera, l’ultima che il “Gabbo” ha indossato quella terribile mattina prima di partire per Milano.

Parlando di Spaccarotella, Daniela ha aggiunto: “Se ha una coscienza deve riconoscere la sua colpa”. Sul fatto che l’agente non fosse stamane in aula la mamma ha detto “avrei voluto guardarlo in faccia, guardarlo negli occhi, e capire come gli e’ saltato in testa di sparare da una parte all’altra della strada”.

La madre di Sandri ha sottolineato come Spaccarotella “dovrebbe chiedere scusa, non abbiamo – ha aggiunto – mai ricevuto niente neanche tramite terze persone”. “Spero – ha concluso Daniela – in una giustizia giusta, Gabriele la deve avere”.

Sull’annullamento per un vizio di forma dell’udienza preliminare di stamane ha preso la parola Giorgio, papa’ di Gabriele: “E’ sconcertante – ha detto – che si cerchi di prendere due mesi di tempo in un processo per omicidio. Non si sa a cosa servano”.

Ai giornalisti che gli domandavano di commentare le possibili minacce ricevute dall’agente Spaccarotella il padre ha detto: “Sono dieci mesi che non vedo in faccia l’assassino di mio figlio. Non so come facciano gli ultra’ a sapere chi e’ e a minacciarlo“.

A chi gli domandava se fosse disposto a perdonare, ha risposto: “ha sempre cercato di dire bugie e non sono assolutamente disposto a perdonare“. A chi gli chiedeva che cosa avrebbe detto a Spaccarotella ha affermato: “gli mando a dire di fare l’uomo“.

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