sabato, 23 Ottobre 2021
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Operai in nero e contributi non versati. Nuovi controlli della Guardia di Finanza

Proseguono i controlli della Guardia di Finanza. Questa volta, a finire nel mirino delle fiamme gialle, sono state due cooperative di trasporti per conto terzi. Scoperti due lavoratori in nero, 13 irregolari e 49 con retribuzioni ''in grigio''.

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Proseguono i controlli della Guardia di Finanza. Questa volta, a finire nel mirino delle fiamme gialle, sono state due cooperative di trasporti per conto terzi. Scoperti due lavoratori in nero, 13 irregolari e 49 con retribuzioni ”in grigio”.

I CONTROLLI. A seguito di due controlli congiunti effettuati dalle fiamme gialle di Empoli e dagli ispettori della direzione territoriale del lavoro di Firenze, sono emerse irregolarità in due cooperative operanti nel territorio regionale, nel settore dei trasporti per conto terzi. Gli accertamenti hanno riguardato il periodo compreso tra luglio 2008 e settembre 2011.

IRREGOLARITA’. Dai controlli è emerso che tredici autisti erano occupati con la formula dell’associazione in partecipazione e due lavoratori ”in nero”. Ben quarantanove operai ricevevano invece retribuzioni ”in grigio”. Inoltre, le cooperative, hanno omesso di versare ritenute d’acconto per 112mila euro e prestazioni di servizio non fatturate per 300mila euro. Omesso anche il versamento di contributi previdenziali ed assistenziali per 107mila euro.

CONTRIBUTI NON PAGATI. Per evitare il pagamento di contributi dovuti all’Inps una cooperativa di Empoli ha stipulato con i propri dipendenti contratti di associazione in partecipazione. Gli accertamenti hanno permesso di rilevare come questi contratti, in realtà, siano un mero espediente per sottrarsi al pagamento degli oneri contributivi e per essere, quindi, più competitivi sul mercato locale dell’autotrasporto offrendo prestazioni ad un costo molto inferiore rispetto alle altre aziende del settore.

I LAVORATORI. Con questa tipologia di contratto stipulato gli associati (autisti) non avevano autonomia nell’esecuzione dell’attività lavorativa, né subivano alcun rischio di impresa in quanto nei contratti è stata prevista l’esclusione dalle perdite. Nessuno dei lavoratori sentiti è risultato a conoscenza del diritto a visionare il rendiconto di gestione della cooperativa e del diritto a percepire una quota di utile al termine dell’esercizio. Al contrario tutti sapevano che la retribuzione mensile veniva calcolata sulla base di un importo fisso giornaliero variabile da 65 a 90 euro a seconda dei luoghi di destinazione delle consegne, moltiplicato per il numero delle giornate di lavoro effettuate, senza ricevere alcun conguaglio.

RETRIBUZIONE MENSILE. La retribuzione mensile veniva divisa in due parti: l’importo sino a 600euro, veniva riportato sul libro di lavoro come “utile di associazione in partecipazione” e assoggettato alla ritenuta d’acconto del 20% come reddito di lavoro autonomo. Mentre l’importo eccedente i 600euro, veniva riportato come “rimborso spese documentate” – spese in realtà mai sostenute – e quindi non assoggettato a contributi o ritenuta d’acconto.

LE DUE COOPERATIVE. La prima cooperativa controllata – una società consortile – dopo aver raccolto gli ordini subappaltava le prestazioni di servizio ad una seconda cooperativa a cui concedeva in noleggio i mezzi anticipando le spese per il carburante. La seconda cooperativa, invece, gestiva gli autisti “assunti” con il sistema “dell’associazione in partecipazione”. Complessivamente, le due cooperative, non hanno proceduto alle relative fatturazioni per un importo pari a 300mila euro.

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