martedì, 24 Novembre 2020
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Parcheggi deserti: quando le aree di sosta fanno flop / FOTO

Il parcheggio c’è, ma chi lo usa? Un paradosso in una città con 202mila auto, afflitta dalla lotta quotidiana per il posto sotto casa.

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Il parcheggio c’è, ma chi lo usa? Un paradosso in una città con 202mila auto, afflitta dalla lotta quotidiana per il posto sotto casa. Eppure è lunga la lista dei parcheggi di struttura che rimangono spesso e volentieri semivuoti. Il multipiano di piazza Alberti, lo scambiatore di viale Europa e il nuovo reparto per motorini sotto la stazione Santa Maria Novella sono solo alcuni dei parking snobbati da automobilisti e scooteristi. Nonostante le decine di milioni di euro servite per realizzarli.

SANTA MARIA NOVELLA. Partiamo dall’ultima creazione di Firenze Parcheggi, la spa che gestisce la sosta in città: l’area sotterranea per le due ruote inaugurata a fine luglio a Santa Maria Novella. È misero il resoconto di un sopralluogo effettuato alle dieci di mattina di un mercoledì d’inverno: dei 181 posti per gli scooter solo 28 sono occupati. A niente, per ora, è valsa la tariffa superscontata di un euro al dì. A niente è valso riservare alle due ruote una strada d’accesso al parcheggio seminterrato. Eppure per realizzarlo sono serviti 50mila euro. “I centauri, non c’è verso, continuano a preferire la sosta abusiva”, allarga le braccia l’ad di FiPark, Marco Carrai.

VIALE EUROPA. Pure peggio in periferia. Tocca il fondo lo scambiatore di viale Europa, che venne inaugurato sei anni fa per consentire ai pendolari di lasciare l’auto e raggiungere il centro con i mezzi pubblici. Prova sul campo: 19 posti occupati su 202 disponibili. Praticamente, lo scambiatore non riesce a riempire nemmeno un decimo della sua capacità. Il suo indice di occupazione è del 20 per cento, secondo la media di FiPark. E sembra una stima che pensa positivo. “Questione culturale”, come dice Carrai? Sta di fatto che il parcheggio non ha mai spopolato. E nel 2011, inesorabile, è arrivato il tracollo da crisi: tra gennaio e settembre incassi in picchiata del 20,3%. Dai 35mila euro del 2010 a 28mila. I bus Ataf 8 e 23 diretti verso il centro sfrecciano davanti allo scambiatore senza fermarsi, tanto di passeggeri nemmeno l’ombra. L’unico che incontriamo è Duccio Cerreti, che torna dalla sua cartoleria in centro: “Ho fatto l’abbonamento, pago solo due euro per 12 ore, è un po’ scomodo ma conviene”.

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FORTEZZA E ALBERTI. Altro flop il parcheggio di Fortezza Fiera, che tutto sommato tiene dal punto di vista degli incassi (+6% dal 2010 al 2011) ma che riporta un indice medio di occupazione giornaliera poco incoraggiante, pari al 20%. Più scuro che chiaro anche il quadro del multipiano in piazza Alberti. In mattinata, durante il nostro sopralluogo, il piano terra è pieno, gli altri assai meno. Quando si sale sulla terrazza sembra di stare in mezzo alla tundra desolata. Non c’è nemmeno una macchina. Una beffa, considerati i 313 posti disponibili. Il suo indice di occupazione è ballerino, spiega Carrai. Fino al pomeriggio si aggira intorno al 30%. Durante la notte, grazie ai residenti con l’abbonamento, si riempie per l’80%. Ma è insufficiente per non far rimpiangere i 16 milioni di euro in project financing che sono serviti per costruirlo.

BECCARIA E SANT’AMBROGIO. Qualche gioia (economica) per Fipark arriva dalle strutture di piazza Beccaria e Sant’Ambrogio, che insieme al sotterraneo della stazione lavorano a pieno regime. Sono loro che tengono in piedi il bilancio della spa della sosta. Il parcheggio di piazza Beccaria, con un indice di occupazione del 100%, ha incassato 490mila euro tra gennaio e settembre 2011: il 17% in più rispetto all’anno precedente. Sant’Ambrogio, nello stesso periodo, regala a Fipark un tesoretto da 302mila euro (+29%).

PORTA AL PRATO. Boom per il posteggio di Porta al Prato, vera sorpresa dell’anno con 42mila euro (+36%). In totale, FiPark è passata da 6,6 milioni di incassi del 2010 a 8,2 nel 2011 (+25%). Merito dell’aumento delle tariffe dal gennaio scorso. E di un aumento degli accessi che, fino a luglio, è stato del 4 per cento.

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