mercoledì, 14 Aprile 2021
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Permessi invalidi, scoperto un altro abuso

Ennesimo abuso scoperto dalla Polizia Municipale in materia di permessi per la circolazione e la sosta degli invalidi. Stavolta si tratta di una donna che ha utilizzato il contrassegno della madre ultraottantenne per non pagare una multa di divieto di sosta e si è scoperta poi indagata per truffa e abuso d'ufficio.

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La donna, residente fuori Firenze, si è vista recapitare la notifica di un verbale che accertava la violazione e ha pensato bene di utilizzare il permesso invalidi intestato alla madre, per evitare di pagare l’ammenda. Lasciando all’oscuro di tutto quest’ultima, la donna ha fotocopiato il contrassegno, fatto una certificazione a nome della madre falsificandone la firma e con tutta questa documentazione ha presentato il ricorso contro il verbale al distaccamento di Porta Romana. Nell’istanza la donna ha dichiarato che l’auto era in divieto di sosta perché a utilizzata dalla madre invalida che era stata a trovare un’amica.

Il ricorso ha però destato i sospetti degli agenti di Polizia Municipale: i vigili che avevano elevato il verbale avevano infatti avuto cura di annotare sul verbale redatto che l’auto non esponeva nessun titolo di autorizzazione alla sosta nell’area in cui l’infrazione era stata rilevata. Ulteriori accertamenti hanno consolidato i dubbi degli agenti: prima l’età della donna invalida, ultraottantenne, e soprattutto il luogo, il giorno e l’ora in cui era stata rilevata l’infrazione (la zona della movida fiorentina un venerdì sera all’ora dell’aperitivo). Fatti ulteriori controlli è emerso che anche in passato la donna si già era opposta al pagamento di altre infrazioni utilizzando sempre il contrassegno della madre invalida.

Su queste basi gli agenti del distaccamento di Porta Romana hanno inviato una nota informativa alla Procura della Repubblica di Firenze per la valutazione dei fatti. E i dubbi sono stati ritenuti fondati. Il magistrato ha infatti delegato la Polizia Municipale di Porta Romana di informare la donna che era indagata per i reati di truffa e abuso d’ufficio con l’errore determinato dall’altrui inganno; reati reiterati ed in concorso con altre persone. La donna è stata invitata a rispondere di questi reati con interrogatorio delegato alla presenza del difensore di fiducia, ma alla data concordata non si è presentata. L’attività inquirente quindi proseguirà secondo delle valutazioni della Procura della Repubblica.

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