D’Angelis lancia il suo appello internazionale con un video pubblicato su YouTube e scrivendo una lettera a Bioversity International, l’organizzazione internazionale, con sede centrale a Roma e con 16 centri di ricerca in tutto il mondo, che dal 1974 opera su mandato anche della Nazioni Unite per difendere la biodiversità e salvaguardando dall’estinzione le specie vegetali.

“Purtroppo il parassita dei pini marittimi – spiega D’Angelis – ha già colpito dal 2003 ben 184 Comuni della Toscana e un’area vasta 216 ettari nella sola zona tra Pisa e Viareggio, con circa 10 mila pini marittimi da abbattere e un intervento imponente di reimpianto e ricostruzione della fascia verde. Il Leptoglossus occidentalis, che distrugge i pinoli dei pini domestici costieri sta facendo registrare una contrazione del 70% nella produzione di pinoli nella Maremma, che concentra due terzi della produzione nazionale, con la crisi in circa 40 aziende del settore”.

I pini – chiosa D’Angelis – non sono né di centrodestra né di centrosinistra ma sono un patrimonio dei toscani e del bel paesaggio italiano, per questo tra le prime misure del nuovo governo devono essere garantite le risorse necessarie per gestire questa emergenza, aumentare i controlli sul commercio di materiale legnoso infestato che veicola la diffusione degli insetti killer, rafforzare le risorse per individuare il parassita già dai primi focolai che potrebbero interessare anche altre Regioni, garantire risorse per la rapida ricostruzione del paesaggio, magari concentrandosi sulla ricerca di pini resistenti all’attacco dell’insetto”.