venerdì, 26 Febbraio 2021
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Ponte di Rignano, la svolta. Via ai nuovi lavori, a spese del progettista

A causare il cedimento del ponte di Rignano sull'Arno nel 2008 furono errori progettuali. Si è conclusa la perizia tecnica. E ora può partire il cantiere per il ripristino. A spese di chi fece sbagliò.

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A causare il cedimento del ponte di Rignano sull’Arno nel 2008 furono errori progettuali. Si è conclusa la perizia tecnica. E ora può partire il cantiere per il ripristino. A spese di chi fece sbagliò.

FASE NUOVA. “Finalmente registriamo un’accelerazione in questa lunga vicenda che vede la Provincia di Firenze come parte danneggiata – spiega Laura Cantini, vicepresidente della Provincia con delega alle Infrastrutture –. Con il deposito in tribunale dell’accertamento tecnico si apre una fase nuova che ci permetterà di mettere fine ai disagi patiti dai cittadini. In attesa della sentenza del giudice civile possiamo già avviare il progetto di ripristino del ponte sull’Arno, finora transitabile solo in modo limitato e con mezzi leggeri. Il nostro obiettivo è quello di riportare il ponte sull’Arno alla piena funzionalità”.

RESPONSABILITA’. Negli atti consegnati al Tribunale di Firenze, il Ctu (Consulente tecnico d’ufficio) ha configurato il 60% delle responsabilità per quanto è accaduto al ponte di Rignano, a carico dei progettisti che furono individuati all’epoca dall’impresa costruttrice; il 20% delle responsabilità sono invece attribuite direttamente all’impresa che ha eseguito i lavori, mentre il restante 20% è attribuito al progettista generale, nonché direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento.

I DANNI.  Adesso, alla luce delle risultanze emerse dalla perizia del Ctu, la Provincia agirà per chiedere i danni. Il danno stimato è nell’ordine di circa 500 mila euro.
La svolta nella complessa vicenda del ponte di Rignano è giunta dopo che a settembre da Palazzo Medici Riccardi era partito un sollecito al Tribunale per ottenere prima possibile le conclusioni del Ctu.

RIPRISTINO. A progettare le opere di ripristino sarà il professor Andrea Benedetti, della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, lo stesso a cui la Provincia aveva affidato la sua perizia di parte.

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