mercoledì, 22 Settembre 2021
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Primo maggio anti-shopping: sciopero in tutta la Toscana

Non solo Firenze, ma tutta la regione. Commesse e commessi incroceranno le braccia il prossimo primo maggio, contro l'apertura dei negozi nel giorno della festa dei lavoratori.

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Non solo Firenze, ma tutta la regione. Commesse e commessi incroceranno le braccia il prossimo primo maggio, contro l’apertura dei negozi nel giorno della festa dei lavoratori. Si estende così la protesta, annunciata nei giorni scorsi nella città gigliata.

SARACINESCHE GIU’. Lo sciopero nel settore del commercio per l’intera giornata del primo maggio è stato proclamato dai sindacati regionali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltcus in tutta la Toscana, contro quelle che hanno definito le “aperture selvagge” in vari comuni della regione. Quindi quella che si preannunciava (tra molte polemiche) una giornata di shopping, rischia di vedere invece le saracinesche abbassate.

NO ALLE APERTURE SELVAGGE. La protesta è stata proclamata, si legge in una nota congiunta “in tutti i comuni della Toscana che hanno deciso unilateralmente di violare le norme vigenti in materia di codice del commercio regionale ed in presenza di un confronto aperto tra la Regione Toscana in cui pubblicamente, per bocca del Presidente Rossi, si doveva avviare un tavolo di concertazione finalizzato ad una revisione condivisa del codice del commercio, che tenesse conto di alcune festività civili e religiose assolutamente escluse dalle aperture selvagge”.

IL COMMENTO. “Una scelta più coerente rispetto a quella annunciata all’inizio”, ha commentato il sindaco di Matteo Renzi, che nei giorni scorsi aveva parlato di “sciopero ad personam”. Inizialmente la protesta era stata annunciata solo a Firenze, dove il Comune ha dato la possibilità ai negozi del centro di rimanere aperti il primo maggio.

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