sabato, 5 Dicembre 2020
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Quarantena e rientro in Italia: per quali Paesi è obbligatoria. E il tampone?

Dalla Romania alla Croazia, passando dall'Albania alla Francia: per chi è obbligatorio l'isolamento fiduciario o il tampone, una volta entrato o tornato in Italia

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Viaggi sì, ma attenzione ai contagi di ritorno. E così scatta la quarantena obbligatoria per il rientro in Italia (14 giorni di isolamento di fiduciario anche dei cittadini italiani) per chi arriva da Paesi extra Ue e da fuori dell’area Schengen, oltre che dalla Romania, a seguito delle misure straordinarie decise per l’emergenza Covid. Scatta inoltre il tampone obbligatorio (test molecolare o antigenico per il Covid) nei confronti dei viaggiatori che provengono da alcuni paesi europei e Schengen, secondo la lista aggiornata dal Dpcm di ottobre: Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Bloccati poi i voli e divieto di ingresso per i viaggiatori provenienti da una quindicina di Stati dove la situazione dei contagi è fuori controllo.

Dove fare la quarantena e il modello di autocertificazione per chi rientra dall’estero

Quando si rientra in Italia dall’estero va compilato il modello di autocertificazione (sul sito del Ministero degli Esteri il modulo in pdf aggiornato), in cui riportare i propri dati personali, la località estera da cui si rientra e la lista dei Paesi in cui si è viaggiato negli ultimi 14 giorni, oltre a dichiarare di non essere risultato positivo al Covid-19 e il luogo dell’isolamento fiduciario.

Nel caso sia prevista quarantena, l’isolamento fiduciario scatta subito dopo il rientro in Italia: è necessario raggiungere nel minor tempo possibile la propria casa (o l’abitazione individuata per fare la quarantena) ma senza usare mezzi di mezzi di trasporto pubblico diversi da quello con cui si è rientrati sul suolo nazionale (per esempio se si arriva in aereo è possibile prendere un velivolo per un’altra destinazione). Via libera invece alla auto a noleggio o ai taxi.

Covid, chi deve fare la quarantena dopo il rientro in Italia? Cambiano le regole per la Bulgaria

Da giugno sono stati riaperti i confini interni dell’Unione Europea, quindi è possibile viaggiare nel Vecchio continente anche per turismo, senza giustificare il motivo dello spostamento, mentre per il rientro in Italia non è prevista la quarantena. L’unica eccezione al momento è la Romania, per cui vale l’isolamento domiciliare deciso a fine luglio, dopo che nel Paese sono aumentati i casi di coronavirus.

Per effetto dell’ordinanza del Ministero della Salute del 21 settembre, non è più prevista la quarantena obbligatoria per chi fa rientro dalla Bulgaria. Tampone obbligatorio (e isolamento fiduciario in attesa di effettuare il test entro 48 ore), invece per chi arriva da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Gran Bretagna e Irlanda del Nord (vedi i capitoli sotto per i dettagli).

Casi concreti: chi rientra dalla Romania deve fare la quarantena obbligatoria in Italia? E dall’Albania?

Per fare qualche esempio concerto, chi arriva o rientra in Italia dalla Romania deve fare la quarantena: nonostante il Paese faccia parte dell’Unione Europea, le ordinanze del Ministero della Salute e i dpcm del governo impongono la quarantena obbligatoria per chi arriva da questo territorio o per chi abbia soggiornato qui nei 14 giorni precedenti.

La quarantena è obbligatoria anche per il rientro in Italia dall’Albania: questo paese balcanico non figura nella lista degli Stati dai quali è vietato l’ingresso, ma non fa parte né dell’Unione Europea né dall’area Schengen e per questo tutti i viaggiatori che nei 14 giorni precedenti abbiano soggiornato sul territorio albanese devono stare in isolamento fiduciario per 14 giorni, una volta toccato il suolo nazionale italiano.

Spagna, Francia, Granbretagna e gli altri Paesi: tampone obbligatorio per chi rientra

La quarantena al momento non è prevista per chi rientra da paesi dell’Unione Europea, ma il Ministro della Salute Roberto Speranza con varie ordinanze ha introdotto l’obbligo di sottoporsi al tampone entro 48 ore dallo sbarco sul suolo nazionale per chi arriva da alcune zone dove si registra un boom di contagi da Covid: l’elenco è in costante aggiornamento, l’ultima versione (contenuta negli allegati Dpcm del 13 ottobre) comprende Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

In alternativa al tampone sul suolo italiano è possibile presentare un’attestazione di test molecolari o antigenici effettuati 72 ore prima dell’ingresso sul territorio nazionale.  Non è più obbligatorio il tampone per chi rientra e proviene da Croazia, Grecia e Malta (come invece era necessario durante l’estate).

Chi arriva dalla Francia deve fare la quarantena o il tampone obbligatorio?

Negli ultimi mesi i contagi di coronavirus hanno compiuto un salto in Francia, fatto che ha imposto un aggiornamento delle misure per chi arriva dalle zone rosse d’Oltralpe. L’ordinanza del Ministero della Salute, firmata da Roberto Speranza il 21 settembre, imponeva il tampone obbligatorio, entro 48 ore dal rientro dal alcune zone specifiche di Oltralpe, ma con il Dpcm del 13 ottobre il tampone è diventato obbligatorio per i viaggiatori che arrivano dall’intero territorio francese, senza eccezioni.

Da tempo erano in corso contatti tra Italia e Francia per definire un protocollo comune sui tamponi obbligatori.

La lista dei Paesi per i quali non è prevista la quarantena

Ecco quindi in sintesi i Paesi dai quali è consentito rientrare in Italia senza la quarantena fiduciaria:

Unione Europea

  • Austria
  • Bulgaria (dal 22 settembre 2020 non è più prevista la quarantena obbligatoria)
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca
  • Estonia
  • Finlandia
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Polonia
  • Portogallo
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Svezia
  • Ungheria

Quarantena obbligatoria invece per chi arriva dalla Romania.

Area Schengen

  • Islanda
  • Liechtenstein
  • Norvegia
  • Principato di Monaco
  • San Marino

Altri Paesi

  • Andorra
  • Città del Vaticano

Obbligo di tampone (test molecolare o antigenico): l’elenco dei Paesi europei

Tampone obbligatorio entro 48 dall’arrivo in Italia per chi rientra dai seguenti Paesi europei, con una “mini-quarantena” in attesa dell’esame anti-Covid. In alternativa è possible presentare l’attestazione di un test molecolare o antigenico per il coronavirus effettuato all’estero nelle 72 ore prima dell’ingresso in Italia.

  • Belgio
  • Francia
  • Paesi Bassi
  • Repubblica Ceca
  • Spagna
  • Regno Unito di Gran Bretagna
  • Irlanda del Nord

In questa lista di destinazioni per cui è previsto il tampone obbligatorio, viene specificato dal Dpcm di ottobre, rientrano anche:

  • Gibilterra
  • Isole del Canale
  • Isola di Man
  • basi britanniche nell’isola di Cipro
  • territori spagnoli nel continente africano
  • Guadalupa
  • Martinica
  • Guyana francese
  • Riunione
  • Mayotte.

La lista viene aggiornata dal Ministero della Salute in base all’andamento dei contagi nei Paesi europei.

Il rientro in Italia da Paesi “bloccati” perché a rischio Covid

E’ vietato l’ingresso in Italia da 16 Paesi esteri in cui si registra un alto tasso di contagi da coronavirus a fronte di una situazione difficile del sistema sanitario nazionale, ecco il cosiddetto “l’elenco F” pubblicato sul sito della Farnesina:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Kosovo (dal 16 luglio)
  • Kuwait
  • Macedonia del nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica dominicana.
  • Colombia (dal 13 agosto)

Dal 22 settembre è caduto il divieto di ingresso per chi proviene dalla Serbia (ma c’è l’obbligo di quarantena).

Il divieto di ingresso non si applica ai cittadini italiani o europei o di Stati dell’area Schengen: in questi casi è possibile entrare in Italia, anche se si proviene da uno dei Paesi della “lista nera”, ma è necessario sottoporsi alla quarantena obbligatoria.

Sul sito Viaggiare sicuri le informazioni sugli spostamenti da e verso l’estero in questo momento di allerta Covid con le indicazioni sulla quarantena per chi rientra in Italia.

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