lunedì, 21 Giugno 2021
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Regione, taglio alle spese di assessori e direzioni

Da 8 a 5 direzioni generali, meno spese superflue per gli assessori. La razionalizzazione dei costi della Regione parte da qui. Sobrietà imposta anche ad aziende, enti, agenzie e organismi dipendenti, compresi quelli di consulenza. La rivoluzione Rossi è cominciata.

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“Non accettiamo lezioni da nessuno perchè da tempo la Regione Toscana si è messa su questa strada – commenta il presidente Enrico Rossi –  Siamo per una profonda riforma della pubblica amministrazione e per una rigorosa gestione delle sue risorse, per renderla più funzionale rispetto alle esigenze dei cittadini, più efficiente, efficace, leggera. Controllo della spesa e qualità vanno insieme, in sanità lo abbiamo dimostrato. Per questo vogliamo vincolare tutti alla sobrietà e alla massima trasparenza. Entro l’estate presenteremo un piano complessivo”.

UN CODICE PER GLI ASSESSORI. Il nuovo codice impegna i componenti della giunta a non dovranno contribuire all’aumento della spesa per i cosiddetti beni strumentali (cellulari, computer portatili, arredi per gli uffici). La spesa per partecipazione a convegni dovrà essere ridotta del 20% rispetto all’anno scorso.

Per le spese di rappresentanza viene fissato un tetto massimo di 28.100 euro, cioè 7.300 euro in meno rispetto al 2009. Gli assessori dovranno inoltre limitare gli spostamenti e optare per modalità a basso costo.  Lo stesso Rossi darà il buon esempio andando a Shanghai in classe economy.

CINQUE DIREZIONI GENERALI. Le direzioni generali, il vertice della macchina regionale, saranno ridotte da 8 a 5. Raggrupperanno questi temi: competitività del sistema regionale (politiche per lo sviluppo, l’innovazione, risorse umane…), coesione sociale (sanità e welfare), territorio, ambiente e infrastrutture, presidenza e avvocatura, organizzazione e risorse.

PIU’ RESPIRO AGLI ENTI LOCALI. La giunta regionale ha approvato una proposta di legge che trasforma l’attuale meccanismo del “patto di stabilità”. Oggi un Comune o una Provincia non può spendere oltre una cifra, fissata dal governo, neanche nel caso avesse le risorse per farlo. La proposta di legge disegna uno scenario diverso. L’indicazione è quella di guardare all’aggregato regionale del comparto. Non conta se il singolo Comune o Provincia centrano l’obiettivo, ma se l’obiettivo in tutta la Toscana viene raggiunto. “Cerchiamo in questo modo – ha concluso il presidente Rossi – di allargare le maglie del patto per ridare fiato agli investimenti”.

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