martedì, 11 Agosto 2020
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Renzi e Gelli ascoltati in Procura

Il presidente della Provincia Matteo Renzi è rimasto circa sei ore in Procura, dove è stato ascoltato come persona informata sui fatti sulla trasformazione urbanistica dell'area di Castello. Il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli si è fermato per circa un'ora.

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Dopo il sindaco Leonardo Domenici è stata la volta del presidente della Provincia Matteo Renzi e del vicepresidente della Regione Federico Gelli ad essere ascoltati, ieri, dai pm impegnati nell’inchiesta sull’area di Castello.

I due si sono presentati giovedì in Procura come persone informate sui fatti. Il presidente della Provincia Renzi è stato ascoltato per circa sei ore dai pm, dalle 8.30 alle 14.30. “E’ andata molto bene. Io sono una persona informata sui fatti“, ha detto Renzi alla fine, senza entrare però nel merito dell’incontro.

E’ durato invece circa un’ora il colloquio avuto in Procura dal vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli. “Sono tranquillissimo. Lo sono sempre stato. Il mio è un contributo spero positivo alla magistratura per fare chiarezza quanto prima su questa indagine, che è molto dolorosa credo per la città e per l’intera regione”, ha detto uscendo dalla Procura. “E’ andata molto bene, ho riferito quello che è stato l’iter storico della Regione in merito all’ipotesi del trasferimento del Centro direzionale dell’amministrazione a Castello. Spero di essere stato utile alla magistratura. Ritengo utile e importante chiarire la posizione della Regione, che è senza ombre”, ha concluso.

Mercoledì, invece, era toccato al sindaco Domenici, che si era trattenuto quattro ore, dalle 17 alle 21, con il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi e i pm impegnati nell’inchiesta sulla trasformazione urbanistica dell’area di Castello.

Un incontro durante il quale Domenici era stato stato ascoltato come persona informata sui fatti, e che lo stesso cittadino, al termine, aveva definito “utile per me e spero utile anche per i magistrati”, ringraziando i magistrati per avergli dato “l’opportunità di spiegare la correttezza e il senso degli atti e dell’azione dell’amministrazione comunale”. Era stato lo stesso sindaco di Firenze a chiedere l’incontro con la procura.

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