sabato, 26 Settembre 2020
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Renzi e Rossi scrivono a Pannella: ”Stop al digiuno, iniziamo noi a staffetta”

Lettera del sindaco e del presidente della Regione per convincere il leader radicale a interrompere lo sciopero della fame iniziato il 10 dicembre per chiedere l'amnistia e il diritto di voto dei detenuti. All'appello, promosso dal consigliere regionale del Pd Enzo Brogi, aderiscono anche Staino, Erriquez della Bandabardò, Dolcenera e Alessandro Benvenuti.

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“Caro Marco, interrompi il digiuno. Iniziamo noi a staffetta”.

LA LETTERA. Inizia così la lettera appello a Marco Pannella inviata oggi da politici, amministratori e personalità toscane del mondo della cultura e dello spettacolo per convincere il leader radicale a fermare lo sciopero della fame iniziato il 10 dicembre scorso per protestare contro l’invivibilità delle carceri italiane e per chiedere l’amnistia e il diritto di voto ai detenuti.

RENZI E ROSSI. L’iniziativa, partita dal consigliere regionale del Pd, Enzo Brogi, in accordo con i radicali fiorentini, ha raccolto subito l’adesione del presidente della Regione, Enrico Rossi e del sindaco di Firenze, Matteo Renzi e del consigliere regionale del Pdl Marco Taradash.

L’APPELLO. “Caro Marco, indipendentemente dalle posizioni e dai programmi del partito Radicale, che si possono condividere o non condividere – si legge nel testo della lettera inviata a Pannella –  i motivi che ti hanno determinato a minacciare prima, e a intraprendere ora un nuovo digiuno, questa volta totale, non possono non essere condivisi. Le tue richieste sono giuste e legittime, nella loro immediatezza oltre che nel loro contenuto.”

DIGIUNO A STAFFETTA. L’appello, a cui hanno aderito, tra gli altri, anche i musicisti Erriquez Greppi e Dolcenera, dal regista Alessandro Benvenuti, il vignettista Sergio Staino,  oltre a condividere le ragioni della battaglia per “il ripristino della legalità e del rispetto della dignità all’interno delle carceri” promette al leader radicale che i firmatari intraprenderemo, a staffetta, uno sciopero della fame “sperando, con forza e caparbietà, che il Parlamento italiano conceda un provvedimento di amnistia e si attivi con atti urgenti per porre rimedio all’emergenza carceraria, al vergognoso sovraffollamento delle nostre strutture penitenziarie, non come soluzione ma come punto di partenza per una riforma strutturale della giustizia, con misure alternative alla carcerazione, in primis per i tossicodipendenti”.

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