Battute, tanti applausi, qualche fischio e un paio di botta e risposta col (numeroso) pubblico. E’ andata così la serata fiorentina di Matteo Renzi, ospite sabato sera sul palco centrale della Festa Democratica delle Cascine. Una serata attesa, attesissima, in vista dell’appuntamento di Verona del 13 settembre.

PRIMARIE. Renzi è salito sul palco poco dopo le 21, dopo aver cenato a uno stand della festa, intervistato della giornalista de La7 Gaia Tortora. Subito il discorso si è concentrato sulle primarie. “Si faranno? Io mi fido di Bersani. Chi perde non va via ma aiuta chi vince (applauso del pubblico, ndr). Noi ci andiamo con il sorriso e con le nostre idee”. Poi la risposta a chi dice che da queste primarie il Pd rischia di uscirne a pezzi: “Alla fine di questo percorso il Pd sarà più forte di prima”. Ma Renzi cosa si aspetta da queste primarie? “Quando si fa una gara – non nasconde il sindaco – non si può non cercare di vincere”. Inevitabile la domanda sul sondaggio che lo vedrebbe in vantaggio su Bersani. E qui la risposta è in pieno stile renziano: “Non credo a quel sondaggio. Il campione è troppo basso, manca ancora troppo tempo e poi, diciamolo, porta sfiga dirlo…”.

BATTUTE E APPLAUSI. Sul palco, si sa, Renzi ci sa stare. E alle Cascine lo conferma per l’ennesima volta. Il sindaco appare di ottimo umore, snocciola una battuta dopo l’altra e fa il pieno di applausi. Perché ha scelto di candidarsi? “Arriva un momento nella vita in cui il coraggio deve essere più forte della paura. La vera sconfitta per noi non sarebbe perdere, ma non provarci”.

BATTIBECCO. Non manca nemmeno qualche battibecco col pubblico nella serata alle Cascine. Si parla di lavoro, e qualcuno dalla platea intima a Renzi di rispondere. “Un attimino e rispondo… che hai furia?”, lo zittisce il sindaco. Che conferma la sua posizione sull’articolo 18: “Non è una questione fondamentale per il paese, l’ho detto e lo ripeto”.

CARO BERSANI… Tanti i temi affrontati da Renzi, che spiega il perché della scelta di iniziare da Verona il suo viaggio attraverso l’Italia (“è lì che si vinceranno le elezioni, e un po’ è una provocazione. Non bisogna aver paura di sfidare l’avversario nel suo territorio”) e di girare il paese in camper, città dopo città (“per me la politica si fa guardando negli occhi le persone, non attraverso una telecamera”). Poi Renzi si rivolge direttamente al segretario nazionale del Pd: “Caro Bersani, non aver paura di noi, di chi ti sfida in mare aperto, ma di chi ti colpisce alle spalle”. E giù una valanga di applausi.

MONTI-BIS E GRILLO. C’è chi sostiene che con l’eventuale vittoria di Renzi alle primarie possa aprirsi la strada per un Monti-bis. “Ma vi immaginate che Renzi va a offrire a Monti la candidatura?”, fuga ogni dubbio il sindaco. La platea si accende quando il discorso cade sulla visita di Renzi ad Arcore (che qui nessuno pare aver dimenticato, né perdonato al sindaco), poi il discorso cade su Grillo e sul suo movimento. “Bersani ha sbagliato tono parlando di fascisti del web – dice Renzi – ma Grillo è l’emblema della contraddizione. E comunque non deve essere considerato come il nostro problema”.

“GITA” AD ARCORE, IL PUBBLICO SI SCALDA:

{youtube}MAV2JOptnp4{/youtube}

CASINI E VENDOLA. Si parla poi anche dei (possibili) alleati del Pd. Casini o Vendola? “Se parliamo del futuro dico bene a Vendola e Casini, ma se parliamo del passato…”, fa trapelare i suoi dubbi Renzi, ricordando alcuni fatti e scelte degli scorsi anni. Poi la serata finisce, Renzi scende dal palco, va tra il pubblico come suo solito, stringe mani e risponde alle domande. Ora da Firenze è tempo di partire alla volta dell’Italia.