Mercato di Sant’Ambrogio, mercoledì pomeriggio: quello che dovrebbe essere uno spazio affollato di bancarelle assomiglia di più al deserto dei tartari. L’apertura pomeridiana non ha suscitato l’effetto sperato, dopo le prime settimane, in cui all’esterno resisteva qualche banco di ortofrutta, adesso non resta proprio più nessuno. Ma a primavera scatta la seconda chance.

RIVOLUZIONE MANCATA. “Il mercato così non è completo – dichiara Giuliano, che ha un banco di gastronomia all’interno della struttura – ci vorrebbe un po’ più di collaborazione da parte degli ortolani, ma non solo”. Una rivoluzione mancata, dunque. O quantomeno incompleta. A tenere aperto fino alle 18, il mercoledì e il venerdì, sono soltanto alcune delle botteghe al coperto.

I PROBLEMI. L’apertura pomeridiana è risultata invece poco appetibile per i commercianti che prendono posto all’esterno ogni mattina. Il freddo, le intemperie e le abitudini consolidate hanno allontanato anche quei pochi che si erano avventurati nella nuova sfida.

SI RIPARTE A PRIMAVERA. Ma a primavera il mercato potrebbe rifiorire. “Abbiamo avuto una riunione in Comune la scorsa settimana – racconta Fabio Rasile, presidente del consorzio del mercato coperto – a proposito di una nuova iniziativa che potrebbe dare slancio all’orario prolungato”. All’esterno arriveranno le bancarelle dei prodotti tipici, a km zero, quelli che attualmente trovano spazio al Parterre una volta la settimana. Il mercatino del bio rivitalizzerà il venerdì pomeriggio. Sperando in un effetto coinvolgimento degli ortolani “ufficiali”.

 

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