sabato, 2 Marzo 2024
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Scuola, più abbandoni tra gli stranieri

Dispersione scolastica, il 65% degli studenti che si ritirano senza portare a termine il ciclo di studi è di origine straniera. Un dato che, nonostante i dati totali si mantengano su livelli “fisiologici”, fa riflettere sulla capacità della scuola di funzionare come ascensore sociale.

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“E’ indispensabile ed urgente una svolta nelle politiche nazionali sulla scuola. A dispetto della costante crescita di iscritti – ha dichiarato l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini, durante la presentazione del Rapporto Irpet 2008 – l’attenzione del governo su quella che per noi resta la leva fondamentale per un rilancio dello sviluppo e per la crescita culturale e sociale del paese, si sta allentando. Considerare la scuola un costo da tagliare e non un bene sul quale investire porta conseguenze gravissime in termini di qualità, conseguenze che possiamo già toccare con mano anche in Toscana”.

GLI INTERVENTI DELLA REGIONE. La Regione fa la sua parte, ha spiegato l’assessore, visto che, pur non avendo competenze dirette, ha comunque destinato alla scuola complessivamente 36 milioni del suo bilancio. “A fronte di ciò dal governo vengono solo tagli e, in particolare nella scuola primaria, il peggioramento è già palpabile”.

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Queste attenzioni, d’altra parte, fanno sì che in Toscana la situazione sia sostanzialmente in equilibrio. “Ma ci sono fenomeni che non dobbiamo sottovalutare – osserva Simoncini -. Essere stranieri o provenire da una famiglia straniera, ad esempio, condiziona molto il percorso scolastico, così come in generale le origini e condizioni socio-culturali della famiglia. Non siamo ai livelli evidenziati da Don Milani all’inizio degli anni ’60, ma abbiamo ancora molto da fare”.

DISPERSIONE SCOLASTICA. Sulla dispersione scolastica, in particolare, si è concentrata la seconda parte del rapporto. Il fenomeno, contrassegnato dai ritiri prima della fine del corso di studi o dagli esiti negativi, cresce con il crescere del livello degli studi. Quasi inesistente nella primaria dove il 99% degli scolari registra un esito positivo (0,4% i ritiri e 0,3% gli esiti negativi), sale nelle medie inferiori dove gli esiti negativi sono il 3,9%. In generale si registra una maggiore incidenza di bocciature. Alle superiori in ribasso la percentuale di studenti che si ritira (circa 1%), anche perché ormai il biennio rientra nell’obbligo. Qui incide molto il tipo di scuola (negli istituti professionali, tecnici e licei artistici gli esiti negativi sono rispettivamente il 20%, il 15,6% e il 15,8% del totale, la media per tutte le scuole è del 13%). Nei licei la percentuale si abbassa al 7,6%.

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DIFFERENZE DI GENERE. Il rapporto evidenzia come in Toscana assumono particolare rilevanza le differenze di genere (i risultati delle studentesse sono sempre migliori) e quelle fra giovani italiani e stranieri. Gli alunni stranieri sono il 65% degli alunni ritirati lungo il ciclo di studi. Nella scuola superiore il dato non è rilevante perché gli stranieri in genere rinunciano in partenza ad iscriversi a determinate scuole. Oltre il 42% degli stranieri si iscrive agli istituti professionali, solo uno studente stranieri su cinque va al liceo. Quanto al genere le ragazze scelgono prevalentemente la formazione liceale (53,6%). Alle superiori, il 90% di loro alla fine dell’anno registra un esito positivo, mentre per i maschi si scende all’82%). E ancora: il 94% delle femmine si diploma, mentre per i maschi la percentuale scende al 90%.

 

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