mercoledì, 14 Aprile 2021
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Senegalesi feriti in piazza Dalmazia, consegnata la cittadinanza / IMMAGINI

Consegnata la cittadinanza italiana ai tre giovani senegalesi feriti nel raid razzista del dicembre 2011, quando due loro connazionali rimasero uccisi. Renzi: ''Chi nasce in Italia è italiano''.

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E’ stata consegnata la cittadinanza italiana ai tre giovani senegalesi feriti nel raid razzista del dicembre 2011, quando due loro connazionali rimasero uccisi per mano di Gianluca Casseri.

CITTADINANZA. La consegna ha coinciso con le celebrazioni della Festa della Repubblica: ai tre senegalesi Mor Sougou, Cheikh Mbengue e Mou Stapha la cittadinanza italiana era stata conferita nello scorso febbraio dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Interno. Ieri la consegna, sull’arengario di Palazzo Vecchio, alla presenza dei tre e di molti rappresentanti della loro comunità.

RENZI. “Chi nasce in Italia è italiano. Serve una nuova legge sulla cittadinanza che preveda lo ‘ius soli’”, ha detto il sindaco Matteo Renzi. “La cittadinanza a questi uomini – ha detto il sindaco – è un modo per ricordare i due giovani morti, Mor Diop e Samb Modou, e per sentirli appartenenti alla nostra comunità. Firenze è solida e solidale e continuerà a chiedere al Governo e al Parlamento, nel rispetto dei ruoli, una nuova legge che abbia come base lo ‘ius soli’. Questo è un tema attuale, di cui non dobbiamo parlare solo in occasione di episodi tragici o di vicende sportive”.

cittadinanzaSenegalesi_2CELEBRAZIONI. Renzi ha poi parlato del valore della festa della Repubblica in quanto “ci porta a fare i conti con la memoria, che è il fondamento della nostra storia ma anche lo strumento per guardare al futuro senza rassegnazione”. La cerimonia è iniziata in piazza dell’Unità d’Italia, con l’alzabandiera e la deposizione da parte del prefetto Luigi Varratta della corona in onore dei caduti. Erano presenti anche il presidente della Regione Enrico Rossi e il presidente della provincia Andrea Barducci, insieme alle autorità civili e militari, i sindaci dei comuni dove risiedono gli insigniti, le associazioni degli ex internati. Dopo un corteo per le strade del centro, la cerimonia è proseguita sull’arengario di Palazzo Vecchio con la consegna della cittadinanza ai tre giovani senegalesi. Successivamente c’è stata l’assegnazione delle medaglie d’onore a 18 deportati e internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale e la consegna di 14 onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – OMRI, concesse dal presidente della Repubblica a coloro che hanno acquisito particolari benemerenze “nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.

CittadinanzaSenegalesi_3ROSSI. “Mi piace pensare che queste pietre antiche un giorno potranno raccontare che oggi abbiamo dato un contributo importante al consolidamento democratico della Repubblica. Abbiamo lanciato un messaggio forte, possiamo esserne fieri “. Lo ha affermato il presidente della Regione Enrico Rossi intervenendo a Firenze, in piazza Signoria, alla cerimonia per la celebrazione del 2 giugno, Festa della Repubblica, nel corso della quale sono diventati cittadiini italiani i tre senegalesi feriti un anno e mezzo fa nella sparatoria di piazza Dalmazia,  Mustapha Dieng, Mor Sogou e Cheik Mbenghe. “Pensavamo che cose del genere non potessero avvenire – ha proseguito Rossi riferendosi all’aggressione dei matrice razzista – cose che hanno lasciato ferite che non si rimarginano. Però da quelle ferite abbiamo iniziato un percorso di riconciliazione e di coesione, che ha visto protagonista prima di tutto la comunità senegalese. Ricordo la grandiosa e pacifica manifestazione di oltre un anno fa: lì si sono riannodati i rapporti e i sentimenti di comune appartenenza. Poi il consiglio regionale ha voluto riconoscere alle famiglie delle due vittime e al ferito più grave un contributo, lo stesso che la Regione riserva ai cittadini toscani vittime sui luoghi di lavoro”. “Voglio ringraziare moltissimo il presidente Napolitano – ha aggiunto Enrico Rossi – e il ministro Cancellieri che hanno risposto positivamente alla richiesta che avevo loro rivolto per la concessione della cittadinanza. Oggi concludiamo questo percorso di riconciliazione e questo ci dà più forza, coraggio e serenità per guardare al futuro del paese. L’impegno ora è quello del riconoscimento della cittadinanza ai bambini figli di genitori stranieri ma nati in Toscana. Sono circa 60mila, una città intera, che vive, va a scuola, lavora fiano a fianco con noi. Quanto questo diritto sarà riconosciuto la nostra Regione e il nostro paese saranno più forti”.

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