sabato, 19 Settembre 2020
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Si parla di paesaggio in Regione Toscana

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«Il paesaggio è un fattore di competitività e di attrattività dei territori, per questo abbiamo lavorato a lungo per realizzare il Piano paesaggistico. In Toscana, oggi, già il PIT (Piano di indirizzo territoriale) e la legge 1 del 2005 permettono per esempio, con una semplice Dia (dichiarazione di inizio attività) operativa in 20 giorni, di realizzare sul 50 per cento del territorio toscano interventi edilizi di varia natura. Infatti, il piano non è solo uno strumento che mantiene un grande patrimonio collettivo: è anche uno strumento di semplificazione. Con le integrazioni, ora all’esame del Consiglio, saranno ulteriormente snellite le procedure e ci saranno fino a 70 mila piccoli atti in meno da gestire sul territorio regionale. Questo è possibile perché il piano fornisce a tutti un quadro di certezze che consente queste semplificazioni».
Il piano toscano, che prevede l’applicazione reale dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio e attribuisce valore al patrimonio paesaggistico regionale come fattore di riconoscibilità universale, di attrattività, e di identità locale, è frutto di una elaborazione condivisa da parte di tutti i soggetti istituzionali e affida la sua attuazione alla governance integrata tra tutti i livelli di governo.
Il testo, realizzato con approccio sistemico ed attenzione massima alla semplificazione procedurale, ha individuato 38 territori come risultato della storia dei luoghi censiti in apposite schede. I criteri di riconoscimento secondo cui sono stati censiti i valori paesaggistici sono: “firmitas, utilitas e venustas”, ossia l’integrità del territorio per assicurarne le prestazioni fisiche, la capacità del paesaggio di assumere il ruolo di risorsa per uno sviluppo dinamico e sostenibile, e di esprimere valori estetici derivanti da armonia e razionalità.
Il Piano non è un puro strumento regolativo chiuso, ma un processo in cui pianificazione e linee di azione mirano ad accompagnare le politiche di settore e a diffondere una cultura diffusa del paesaggio. Per questo il Piano predispone un sistema di monitoraggio e prevede un osservatorio regionale sul paesaggio, attivando un tavolo di confronto permanente tra regioni, amministrazioni locali e organi decentrati del ministero che, insieme a studiosi e analisti della materia, concorrano al perseguimento degli gli obiettivi di qualità sanciti dal Piano stesso, e alla diffusione della cultura del paesaggio e della formazione che la sua gestione rende necessarie.
«Volutamente – conclude l’assessore Conti – il piano ribadisce il ruolo del paesaggio come leva essenziale per le politiche orientate alla competitività del territorio toscano, come fattore qualificante rispetto alla capacità di un territorio di attrarre investimenti da parte di imprese portatrici di reddito e non rendita. In quest’ottica la valutazione della funzionalità strategica di interventi di lungo periodo tiene conto degli effetti sul paesaggio, così come le direttive e le prescrizioni del PIT devono garantire la qualità del patrimonio “collinare” e del patrimonio “costiero insulare e marino” della Toscana».

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