mercoledì, 28 Ottobre 2020
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Il sindaco di Firenze: “Comune senza soldi, lampioni spenti”. Chiusi i musei

Dario Nardella lancia un grido di allarme: profondo rosso per i bilanci dei Comuni, che rischiano di non garantire i servizi essenziali

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“Sto valutando addirittura l’ipotesi di non accendere l’illuminazione pubblica”, mentre i musei civici di Firenze resteranno chiusi anche dopo il 18 maggio, perché sarebbe troppo costoso tenerli aperti. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, lo ha detto più volte: i Comuni, piccoli e grandi, rischiano di precipitare in un baratro, con la crisi scatenata dal coronavirus, arrivando a bloccare i servizi essenziali per i cittadini e imprese perché non ci sono più soldi.

Da qui la proposta, che è anche una provocazione per il governo: se non arriveranno fondi da Roma il primo cittadino sta valutando se spegnere i lampioni per recuperare diversi milioni di euro che mancano all’appello. In questo modo Palazzo Vecchio potrebbe continuare a garantire, dice a titolo di esempio Nardella, l’assistenza ai più deboli, come anziani e diversamente abili, o i contributi economici per la famiglie in difficoltà.

Il sindaco di Firenze: i soldi da Roma non bastano

“Si parla di 3 miliardi per i Comuni – ha detto Nardella intervistato il 13 maggio su Radio 1 durante il programma Centocittà – apprezziamo lo sforzo, ma la realtà è che i Comuni da febbraio non incassano un euro e molti tributi sono stati annullati. Lo scenario è molto pesante”. Solo a Firenze, dice il sindaco, mancano 49 milioni di euro che sarebbero arrivati dalla tassa di soggiorno, versata dai turisti. “Con quella entrata io ci pago tutti servizi educativi, gran parte del trasporto pubblico, la pulizia città e il sostentamento teatri e musei”.

Senza un aiuto economico del Governo, le città non hanno più fondi per garantire i servizi ai cittadini. Il mio intervento al Tg2

Gepostet von Dario Nardella am Dienstag, 12. Mai 2020

I musei civici di Firenze non saranno aperti dal 18 maggio

Proprio sul fronte della cultura è arrivata una decisione sofferta: i musei civici – quelli che dipendono direttamente dal Comune come Palazzo Vecchio e Santa Maria Novella – non saranno aperti dal 18 maggio, possibilità che dovrebbe essere prevista dal nuovo dpcm.

Le porte rimarranno serrate perché altrimenti i costi sarebbero insostenibili a fronte di un numero esiguo di visitatori: da qui a giugno, solo la riapertura parziale durante il weekend di 3 musei graverebbe sul bilancio mezzo milione di euro, fa sapere l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. “Sono soldi che non abbiamo e senza le rassicurazioni che abbiamo richiesto al Governo nelle ultime 5 settimane sul ristoro anche parziale della tassa di soggiorno non possiamo impegnare questa spesa”, ha chiarito Sacchi.

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