Due su dieci sono nati qui, in Toscana, ma più della metà di loro si sente di appartenere ad un altro Stato.

A raccontarlo è la ricerca  ‘Un mondo in classe’ promossa da Cesvot, condotta sui dati del 2007 dall’ Universita’ di Firenze, e pubblicata oggi con un nuovo quaderno di Cesvot, ‘Un mondo in classe’.

Gli alunni stranieri, racconta il Cesvot, sembrano piu’ esposti all’insuccesso scolastico e all’isolamento sociale: hanno meno amici, in particolare meno amici italiani, e reti sociali più circoscritte.

La nazionalita’ piu’numerosa, secondo la ricerca, e’ quella albanese (19,2%), seguono quella cinese (14,9%) e la rumena (9,3%).

Il 37% degli studenti stranieri vive in una casa di proprieta‘, il 58% in affitto, mentre quasi tutte le famiglie possiedono un’automobile (95,8%) .

Il  60% degli studenti di seconda generazione lega la propria identità al paese d’origine.

Spiega EttoreRecchi, coordinatore dell’indagine che  ”emergono segnali preoccupanti”. In particolare come ”per le seconde generazioni la scuola media e’ un luogo di socialita’ ridotta”. Per questo, conclude Recchi, ”si puo’ solo auspicare che la situazione evolva con il passare del tempo e intanto mettere a punto piu’ efficaci politiche di sostegno all’integrazione scolastica,non limitate a qualche lezione di grammatica”