“Quanti di voi, non appena vedono la foto di questo stupendo predatore, proseguono la lettura aspettandosi sangue e brutte notizie. La falsa credenza secondo cui gli squali sono i più pericolosi mangiatori di uomini deve definitivamentei stemperarsi. Chi ha la fortuna di osservare a distanza ravvicinata (all’interno della gabbia, ovviamente) uno squalo bianco mentre si avvicina ad un oggetto o soggetto a lui sconosciuto, si rende conto della complessità di comportamenti che assume, del modo sempre differente di intereagire con ciò che ha di fronte. Ma soprattutto si capisce quanto l’equazione squalo/attacco sia riduttiva.

Ad aprile si è tenuta la V spedizione “Sulle Orme del Grande Squalo Bianco”: un gruppo di biologi marini, subacquei e studenti guidati dal dottor Micarelli, si è recato in Sud Africa per raccogliere dati, osservare i comportamenti e le modalità predatorie di superfice dello squalo bianco. La ricerca procede ormai da cinque anni e i dati accumulati sono sempre piu numerosi, interessanti ed utili agli studiosi. Dagli inizi del 2000, infatti, seguono un particolare metodo di studio: far avvicinare l’animale per mezzo di una preda passiva (tranci di tonno), ed osservarne i vari comportamenti di predazione e anche sociali quando vengono ad incontrarsi più soggetti insieme. I risultati vengono poi presentati e illustrati nei congressi annuali della Società italiana di Biologia Marina, dell’Unione zoologi italiani e dell’European Elasmobranch Associaton.

Il biologo marino Micarelli, promotore e organizzatore delle spedizioni, curatore anche dell’acquario lagunare di Orbetello, sottolinea come la ricerca abbia più fini. Il primo è quello di accumulare numerosi dati che permetteranno pubblicazioni su riviste scientifiche e rivelare nuove aspetti di questo misterioso predatore che popola i mari di tutto il mondo. Il secondo obbiettivo è, di conseguenza, quello di divulgare la vera natura di questo animale. Un animale sicuramente da temere e rispettare ma al contempo da liberare da quell’alone di terrore creatosi intorno a lui. La paura che nutriamo nei loro confronti è, nella maggior parte dei casi, infondata. La probabilità che uno squalo attacchi un uomo è minima e il più delle volte avviene per un errore di valutazione da parte dell animale visto che non siamo nell’elenco biologico delle loro prede.

Logicamente i piu esposti sono coloro che passano gran parte della giornata in acqua (surfisti, subacquei). Per capire meglio quanto sia sproporzionato il terrore di essere attaccati da un “pescecane”, bastano pochi dati: ogni anno al mondo 5 uomini vengono uccisi da un attacco di uno squalo, solo in Europa muoiono 25 persone per la puntura di un ape, 100 persone muoiono negli Stati Uniti a causa di un tostapane difettoso. Mentre purtroppo 100.000.000 di squali vengono pescati ed uccisi brutalmente per utilizzare le loro pinne. Deve cessare questa mania da parte del uomo, di manipolare a suo uso e consumo tutto ciò che lo circonda; siamo gli ultimi arrivati in questo pianeta e dovremmo avere molto più rispetto e cura verso la natura e le specie che la abitano.

Per il secondo anno la rivista telematica di cultura ed attualità Oltrepensiero è stata a stretto contatto giornaliero con la spedizione, fornendo i resoconti, filmati e foto in tempo reale sugl’esiti della spedizione, tutt’ora consultabili sul sito. Per informazioni: www.oltrepensiero.com“, o contattare [email protected] oppure [email protected]