domenica, 24 Ottobre 2021
HomeSezioniCronaca & PoliticaTerremoto, la Toscana si ferma...

Terremoto, la Toscana si ferma nella giornata di lutto nazionale

Ieri sera la terra, in Emilia, ha tremato di nuovo. La forte scossa delle 21.22 di magnitudo 5.1 è stata avvertita da Milano a Firenze. Intanto l'Italia si prepara al minuto di silenzio nella giornata di lutto nazionale.

-

La terra trema ancora. L’ultima scossa, ieri sera alle 21.22 con epicentro tra Modena, Reggio Emilia e Mantova, con una magnitudo di 5.1. L’evento è stato avvertito anche nella Provincia di Firenze.

LUTTO NAZIONALE. Oggi 4 giugno 2012, giornata di lutto nazionale per commemorare le vittime del terremoto in Emilia Romagna, saranno in molti, tra enti pubblici e privati, centri commerciali, fabbriche, scuole e Università, ad osservare il minuto di silenzio. Interessante appare la decisione dei Gigli: l’attività lavorativa si fermerà completamente per tre minuti a partire dalle ore 11. bandiere italiane ed europee saranno invece issate a mezz’asta.

SMS SOLIDALE. Il minuto di silenzio è un gesto simbolico, in rispetto alle vittime del terremoto. Per chi volesse dare invece un aiuto concreto ed economico ai terremotati, è ancora attivo, fino al 26 giugno, l’sms solidale al numero 45500. L’iniziativa è stata attivata il 29 maggio su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con la Regione Emilia Romagna e grazie agli operatori di telefonia mobile e ai media. L’intero ricavato sarà destinato alle popolazioni dalla Regione Emilia-Romagna colpite dal sisma.

IL SISMA. La terra sembra non volerne sapere di fermarsi e lo fa ormai da ben due settimane. Le prime scosse, quelle del 20 maggio scorso, hanno provocato danni e crolli e alle cittadine colpite, ma quelle di martedì 29, sono state le più devastanti perchè hanno sepolto sotto le macerie, ben 17 persone, per lo più operai. E dopo quasi una settimana di tregua, in cui si sono registrate scosse di assestamento, ieri sera la terra ha tremato di nuovo con violenza provocando altri danni ad edifici e palazzi storici. Più di dieci mila persone che vivono nelle tendopoli in attesa di poter ripartire, di poter riprendere in mano la propria vita, rialzarsi e, senza subire altri colpi bassi dalla natura, costruire quello che il terremoto ha buttato giù. Un popolo che ”tiene botta”, come si dice da quelle parti, ma che sicuramente, si sente stanco e freme per ripartire.

Ultime notizie