Interverrano il procuratore generale Pietro Grasso, i sindaci delle città più a contatto con il fenomeno mafia, in primis Saro Crocetta, sindaco di Gela, Giuseppe Lumia, presidente della Commissione Antimafia e Lorenzo Diana membro dell’antimafia, Ivan Lo Bello presidente di Confindustria Sicilia, ma anche rappresentanti delle forze dell’ordine, della magistratura, del sindacato e tanti altri.

“La Toscana” – ha detto stamani alla stampa il presidente della Fondazione Salvatore Calleri – “ conferma il suo non essere terra di mafia, ma dove le mafie investono parte dei profitti che gli derivano dalle loro attività illecite il cui fatturato, a livello nazionale,  ammonta a circa 200 miliardi di euro”.

“Siamo contenti per le operazioni contro il clan Gionta, contro le mafie albanesi, rumene e bulgare che ha portato all’arresto di 31 persone, per la confisca di un immobile in provincia di Pistoia – ha continuato Calleri – contenti certo,  ma  nello stesso tempo dobbiamo leggere queste operazioni come la dimostrazione della forte capacità di penetrazione che la malavita organizzata  ha anche in un tessuto sano come quello Toscano”.