martedì, 13 Aprile 2021
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Trasfusioni più sicure, c’è la delibera

Tra i provvedimenti, l'uso del braccialetti di riconoscimento, la casacca rossa per il personale addetto, l'uso della terapia con Eculizumab in caso di errore. Le misure approvate stamani dalla giunta regionale dopo che nei giorni scorso a Grosseto un anziano è deceduto per uno scambio di sacca.

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Un braccialetto di identificazione al polso di ogni paziente. Una casacca rossa indosso a tutti gli operatori impegnati nelle trasfusioni. Il nome del paziente cui il sangue è destinato  scritto in chiaro sulla sacca. E, in caso di errata trasfusione, l’utilizzo di una specifica terapia farmacologica.

TRASFUSIONI PIU’ SICURE. Sono queste le misure messe in campo dalla Regione Toscana per rendere le trasfusioni più sicure. Provvedimenti che si sono resi necessari dopo l’ultimo fatale errore: lo scambio di una sacca avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale di Grosseto che ha causato la morte di un anziano. I nuovi step della procedura, annunciati sabato dall’assessore regionale alla sanitaà, Luigi Marroni, adesso sono scritti nero su bianco, contenuti in una delibera approvata stamani dalla giunta regionale. In modo concordato con il Centro nazionale sangue, le novità contenute nella delibera contribuiranno ad apportare una serie di modifiche e integrazioni alle Linee guida nazionali per la sicurezza trasfusionale.

LE MISURE. In primo luogo sarà potenziato l’uso del braccialetto identificativo del paziente, dispositivo già in parte in uso nelle aziende sanitarie toscane, che rappresenta un mezzo ulteriore nella procedura di identificazione. Sulla sacca di sangue, oltre al codice identificativo, dovrà inoltre essere scritto in chiaro anche il nome del paziente a cui la sacca è destinata. Sarà introdotto l’uso della “casacca o corpetto rosso”, che sarà indossata dagli operatori incaricati delle trasfusioni, in modo tale che questi possano essere facilmente e immediatamente individuati dai pazienti, e distinti dal resto del personale sanitario; questo permetterà anche di esentare l’operatore dall’eventuale obbligo di effettuare contemporaneamente altre attività e di impedire che venga distolto dalla procedura stessa di trasfusione.

LA DELIBERA. La delibera dà mandato al Consiglio Sanitario Regionale di stendere, attraverso la condivisione con tutte le professionalità coinvolte in materia, un apposito protocollo clinico che preveda l’utilizzo della terapia farmacologica con Eculizumab, nei casi in cui si commetta comunque un errore trasfusionale e si produca una reazione da errata trasfusione. “Ogni ulteriore iniziativa in questo ambito – si precisa nella delibera – ha l’obiettivo di mettere a punto procedure sempre più sicure per i cittadini toscani in merito al Sistema sangue della Regione Toscana”.

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