lunedì, 1 Marzo 2021
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Uffizi chiusi per sciopero

Ponte dell'Immacolata con i musei sbarrati. Porte chiuse anche domani, dopo la serrata di ieri, mentre oggi è la giornata di chiusura settimanale. Sono 350 i dipendenti dei principali musei fiorentini (Uffizi, Pitti, Bargello e Galleria dell'Accademia solo per dirne qualcuno) a rischio posto di lavoro. E la protesta potrebbe proseguire sotto Natale.

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Ponte dell’Immacolata con i musei sbarrati. Porte chiuse anche domani, dopo la serrata di ieri, mentre oggi è la giornata di chiusura settimanale. Sono 350 i dipendenti dei principali musei fiorentini (Uffizi, Pitti, Bargello e Galleria dell’Accademia solo per dirne qualcuno) a rischio posto di lavoro. E la protesta potrebbe proseguire sotto Natale.

SCIOPERO. I musei terranno chiusi i battenti fino a domani, mentre saranno aperti l’8 dicembre. Un lungo weekend di disagi e di mancati introiti per lo Stato: basti pensare che in giornate come queste solo gli Uffizi registrano circa 6.500 ingressi.

POSTI A RISCHIO. La protesta nasce dalla mancata inclusione di una clausola di salvaguardia dei posti di lavoro nel nuovo bando di assegnazione del servizio di biglietteria, bookshop e altre funzioni in ambito museale. L’appalto attuale è già in regime di proroga, mentre non sono ancora stati resi pubblici i partecipanti a quello nuovo.

CONCORRENZA. “Il Ministero dei Beni culturali sostiene di non poter inserire la clausola per non interferire con la libera concorrenza – afferma Fabio Giunti, Cgil – ma ci sono dei precedenti in merito in tutta Italia, Toscana compresa”.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO. “Il Mibac – si legge in una nota – esprime vivo stupore, in quanto è già stata convocata per il 7 dicembre una riunione conclusiva di confronto tra Ministero, Confcommercio e Sindacati di Categoria per l’inserimento di una clausola di salvaguardia occupazionale nei contratti di Confcommercio; clausola già presente negli altri contratti di lavoro che regolano il settore: federculture, lega coop multiservizi”. A trattativa aperta, la conferma dello sciopero viene considerata dal Ministero “un atto unilaterale grave e pretestuoso, oltre che intempestivo”, considerato che il perfezionamento delle procedure di concessione alle imprese subentranti non avverrà prima del mese di aprile del 2011. “Il tavolo istituzionale di confronto tra le parti – conclude il Ministero –  non può essere condizionato da inaccettabili pressioni”. Ma i sindacati e i dipendenti vanno avanti,  “finché non vedremo qualcosa di concreto”. E altri due giorni di sciopero potrebbero essere convocati proprio a cavallo di Natale e Capodanno, altro periodo ad alta densità di visitatori. E di incassi.

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