sabato, 26 Settembre 2020
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Un manichino per salvare i bimbi

Un manichino baby che simula tutte le funzioni fisiologiche e vitali di un bambino di 10 mesi e uno adulto. Due “fantocci” estremamente avanzati che, in base a come il computer li programma offrono le stesse identiche risposte di bimbo che ha bisogno di un delicato intervento o di un uomo che ha subìto gravissimi traumi e lesioni.E' questo l'elemento chiave della Simulazione Pediatrica

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Due ausilii estremamente tecnologici, tanto da sembrare reali nelle loro risposte alle manovre dei medici e degli infermieri, che permettono a tanti camici bianchi e altri professionisti di addestrarsi in tutti quei momenti definiti non solo “complessi”, ma “infrequenti”, ovvero in quei territori dove il rischio clinico è maggiore e  la pratica è impossibile da fare su feriti o traumatizzati veri. L’importanza della “simulazione” sta proprio in questo: ridurre il rischio clinico quasi a zero, formare e aggiornare i professionisti della sanità, implementando le loro conoscenze sulle casistiche meno frequenti e maggiormente complesse. La Simulazione non ha solo fini didattici, ma permette concretamente di migliorare la qualità delle prestazioni ma permette anche di facilitare l’applicazione di nuove tecniche diagnostico-terapeutiche.

Questa nuova disciplina è stata applicata, ad esempio, all’Ospedale Pediatrico Meyer per la formazione del team medico-infermieristico del Trauma Center. In Italia anche in altri Centri viene utilizzata questa tecnica, ma a Firenze la Simulazione non si è basata solo sul singolo momento clinico, ma ha ricreato tutto il percorso del piccolo paziente. Dalla preparazione del bambino con trauma, al trasporto in ambulanza fino alla Camera calda del Pronto Soccorso e da qui in tutti i luoghi dell’Ospedale, fin al momento conclusivo.

“Siamo consapevoli  – spiega Kevin Ban, di Harvard Medical Faculty Physicians – che stiamo aprendo una strada importante per la formazione dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari, lavorando concretamente sul rischio clinico”. La Simulazione realizzata al Meyer, come spiega sempre il professor del Harvard Medical Faculty Physicians Boston che collabora con il Meyer er l’Università di Firenze, applica un protocollo estremamente avanzato – ATLS (Advance Trauma Life Support) – che permette di affrontare nelle stesse condizioni della vita reale, le complessità del traumatizzato bambino e adulto.

Come funziona? La simulazione specifica dura relativamente poco. 10-15 minuti, ma è inserita in un briefing di gruppo che approfondisce e analizza tutti gli aspetti che possono presentarsi nella realtà. In base alla situazione che si intende affondare, il manichino viene programmato dal computer per avere determinate funzionalità, reagendo in modo appropriato. Oltre al tecnico che controlla il manichino nelle sessioni di simulazione, c’è sempre un direttore, che provvede a controllare tutta la situazione, dando le indicazioni al tecnico e stimolando il team su problematiche che via via insorgono in base alle loro azioni.

 

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