sabato, 4 Dicembre 2021
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Un mondo di mercati in un quartiere. E spuntano gli “artigiani ambulanti”

Viaggio tra le bancarelle di Novoli e dintorni, a “caccia” dell'affare. Ci sono quelli settimanali, mensili o annuali, quelli fissi e quelli a rotazione. Ci si può trovare di tutto: dai vestiti alle borse, dai casalinghi all'usato. E per chi ha piccoli laboratori in casa sono l'occasione per mostrare e vendere le proprie creazioni.

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Quando si parla di mercati, la città di Firenze “fiorisce”. Mercati domenicali, del martedì, del giovedì, mensili, annuali. Quelli che chiudono alle 13 e fino alla mattina del giorno dopo non li rivedi, quelli che stanno aperti fino a metà pomeriggio, che se passi dopo l’ora di pranzo ancora non hanno cominciato a smontare il banco. Firenze ne è piena, insomma, e il quartiere 5 non fa eccezione. Alcuni mercati sono un appuntamento fisso del mattino: quello di piazza Dalmazia, dove i banchi sono gli stessi dal lunedì al sabato, quello di via del Giardino della Bizzaria a Novoli, dove ogni giorno si trovano venditori diversi.

“Se qualcosa non va bene torni giovedì prossimo”, questa è la formula per il cambio dei vestiti, dei casalinghi o delle borse. Perché l’appuntamento settimanale, quello sì che non può cambiare, “che ci sono dei clienti che vengono apposta per ritrovarci di settimana in settimana”, racconta Roberto, che ha un banco di maglieria. Ci sono poi i grandi mercati occasionali, come quello di via Doni, davanti ai balconi della nuova casa dello studente. Sono i mercati di Natale, della festa di primavera, dell’inizio dell’estate. Sono queste le occasioni in cui vengono allo scoperto gli “artigiani ambulanti”, persone di tutte le età che hanno piccoli laboratori nelle proprie case e nessuna occasione di mostrare e vendere i propri oggetti. C’è la signora che incolla etichette di alimenti per farne tovagliette da ristorante, la famiglia che modella fili d’acciaio per creare piccoli gioielli di bigiotteria, l’artista che riproduce illustrazioni di Klimt su tavole di legno e così via. Cura e attenzione al dettaglio, la loro attività sembra davvero professionale e degna di essere esposta nelle vetrine dei negozi. Eppure nessuno di loro – per scelta o per impossibilità – mette in mostra la propria arte.

Tutti questi “artigiani ambulanti” erano presenti anche alla grande festa di carnevale che si è tenuta qualche tempo fa a Novoli, quando le strade chiuse al traffico si sono trasformate in una sfilata di carri per grandi e piccini. Ai lati c’erano loro, con le loro creazioni in bella mostra. E non si tira certo indietro la realtà dell’usato, con i banchi che mostrano oggetti antichi, insieme al valore che veniva dato a ciascuna cosa. Il pentolino del latte, il servito buono, la macchinetta del caffè, il telefono: in un mondo che butta via tutto, il fascino dell’antico e dell’usato è tornato a farsi sentire. Ma non tutto l’usato proviene dal baule della casa dei nonni: spesso si tratta di merce di pochi anni fa, ma in tempi di crisi è una necessità per chi vuol cambiare un po’ la propria casa ma non è disposto a spendere troppo. La realtà più grande e affermata del quartiere in termini di usato è il mercato di San Donato, che si trova nell’omonima via al numero 44. Il mercato è radicato nel quartiere dal ‘95, quando venne aperta l’attività di conto vendita. Spiega Adriano Palitta, uno dei gestori dell’attività: “Prima le signore organizzavano piccoli baratti tra gli oggetti delle proprie case, noi ci siamo sostituiti a questa attività. Il quartiere ci conosce da anni e nuovi clienti arrivano grazie al passaparola”. Nel grande spazio di San Donato si trova di tutto un po’: mobili, sedie, quadri, 45 giri, televisori, casalinghi, vestiti demodé, libri e fumetti. Tutto insieme, ma accuratamente suddiviso in settori: non un solo mercatino, ma tanti mercatini l’uno accanto all’altro. Da qui la scelta del nome: “Mercatinos”.

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