lunedì, 28 Settembre 2020
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Un Natale col segno meno per l’artigianato fiorentino

L'artigianato fiorentino sta subendo un crollo del 12-15% e per la prima volta segnali negativi anche per l’alimentare: ecco i dati della Confartigianato Imprese Firenze.

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Un Natale (ben poco) luminoso.

I DATI CONFARTIGIANATO. A meno di una settimana dal 25 dicembre i comparti tradizionalmente forti della produzione “a mano” registrano tutti, rispetto al 2011, un segno negativo, tanto per le vendite finora effettuate che per quelle stimate che oscillano tra -12 e -15% nei settori dell’abbigliamento, accessori per la casa, moda e alimentazione. A renderlo noto Confartigianato, diffondendo il tradizionale Rapporto sui consumi per le festività natalizie nell’artigianato. Le difficoltà economiche delle famiglie continuano a frenare le spese e, per la prima volta, anche il comparto dei beni alimentari artigianali registra una flessione negativa.

GUIDARELLI. “Non solo le imprese di settore sono diminuite del 6%, ma i consumi sono in calo del 12%: -9% per panettone e pandoro e -6% per la pasta fresca – informa Giovanni Guidarelli, responsabile Alimentazione per Confartigianato -. E questo nonostante i prezzi sostanzialmente stabili : 17-28 euro/Kg per i panettoni, 14-30 per i pandori e 20-32 per i ricciarelli. Un impegno non di poco conto per il comparto, considerando i forti rincari delle materie prime, delle spese fisse, delle tariffe e delle imposte registrati in quest’ultimo anno”.

ONLINE. “Unico segnale positivo quello della rete – fa sapere Fabio Masini, responsabile delle Categorie economiche di Confartigianato – On line la situazione si capovolge: + 15, 17% di vendite generalizzate, in tutti i settori, tanto per i mercati esteri che per quello interno”. On line a parte, Confartigianato ritiene che, in questo momento di crisi, sia importante sostenere ed incentivare la piccola e media imprenditoria, privilegiando i prodotti locali ed il made in Italy.

MASINI. “Una scelta di qualità e un modo per sostenere la piccola impresa. Una scelta, a tutto vantaggio dei consumatori cui la produzione artigianale è in grado di offrire una qualità impensabile per la grande distribuzione. Insomma, per dirne una, tanto per il palato, quanto per l’economia locale, meglio comprare un panettone e un pandoro artigianali a famiglia, piuttosto che i prodotti dolciari standardizzati offerti sugli scaffali della grande distribuzione” conclude Masini.

Anche negli altri settori: Natale 2012, in vacanza solo un toscano su cinque / Austerity anche a tavola. Il cenone di Natale quest’anno è ”fatto in casa”

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