sabato, 17 Aprile 2021
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Un simulatore di guida per rendere le strade a misura d’uomo

Protocollo d'intesa tra Università di Firenze e Regione Toscana per la sicurezza stradale: tra le altre cose, saranno esaminate la capacità di reazione al volante sotto gli effetti di alcol, droghe o semplice stanchezza.

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Sicurezza stradale, un protocollo d’intesa tra Università di Firenze e Regione Toscana.

IL PROTOCOLLO. Progettare strade più sicure, sistemi di ausilio alla guida, sviluppare nuovi scenari per una mobilità sostenibile, studiare il fattore umano negli incidenti stradali: Regione Toscana, Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Toscana, Unione delle Province d’Italia (UPI), Automobile Club Firenze (ACI), Cooperative Autoscuole Fiorentine (COOAF) collaboreranno con l’Università di Firenze per migliorare la sicurezza stradale attraverso le competenze e le attrezzature del LaSis (Laboratorio per la Sicurezza e l’Infortunistica Stradale) del Dipartimento di Ingegneria Industriale e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale. Questo è il contenuto di un protocollo di intesa che sarà firmato dal rettore Alberto Tesi e dall’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli.

IL SIMULATORE. In particolare, molte delle attività previste nell’accordo saranno rese possibili da un simulatore di guida, tra i più avanzati attualmente in Italia e testato nei mesi scorsi, che l’Ateneo ha acquisito grazie al progetto Teseo, finanziato dalla Regione Toscana e portato avanti in collaborazione con Project srl e Autostrade per l’Italia. Il simulatore consentirà di studiare come rendere le strade a misura d’uomo, tenendo conto dei processi cognitivi del guidatore, di esaminare la capacità di reazione al volante sotto gli effetti di alcol, droghe o semplice stanchezza, di testare nuove apparecchiature che consentano al conducente di affrontare in modo corretto un tratto di strada con scarsa visibilità o di ridurne il livello di affaticamento e di distrazione.

SICUREZZA STRADALE. Grazie a questa strumentazione, inoltre, sarà possibile compiere analisi a priori e a posteriori di specifici tratti di strada a supporto della progettazione e dei controlli di sicurezza richiesti dalla normativa europea e nazionale per ridurre del 50% le vittime della strada nel 2020. L’apparecchio potrà essere utilizzato per la verifica dell’efficacia della segnaletica, la progettazione ergonomica dei veicoli integrati con i nuovi sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) e testare l’efficacia dei dispositivi stessi. Una delle finalità del protocollo di intesa è la diffusione della cultura della sicurezza stradale. E l’attrezzatura, grazie alle sue caratteristiche, può offrire un contributo rilevante anche all’attività di formazione: per esempio nei corsi di guida sicura e nel recupero di punti patente, nella preparazione di autisti per veicoli commerciali e per il trasporto pubblico ad una guida sicura, nella preparazione di esperti di sicurezza stradale. “L’accordo – spiega il rettore Alberto Tesi – ha un significato particolare perché valorizza un sistema di conoscenze e di tecnologie avanzate di cui dispone l’Ateneo per migliorare un aspetto importante della qualità della vita legato alla sicurezza stradale”.

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