Questo quanto ha annunciato il vicepresidente della Regione Toscana, intervenendo in relazione alla notizia della conclusione dell’inchiesta della Guardia di Finanza che in provincia di Pistoia ha fatto emergere una realtà diffusa di imprenditori, commercianti e artigiani ridotti in gravissime condizioni economiche per prestiti a tassi di usura fino al 400 per cento.

Un’inchiesta, ha spiegato il vicepresidente, che dimostra come l’usura sia diffusa anche in Toscana, gestita non da singoli personaggi ma da vere e proprie organizzazioni criminali che si muovono su grande numeri e possono non solo mandare sul lastrico famiglie più disperate o più sprovvedute, ma anche danneggiare pesantemente la nostra economia.

Per questo il governo regionale intende lavorare a una legge in grado di fare tesoro dell’esperienza realizzata in questi anni, in particolare con il progetto in collaborazione con le Misericordie che ha consentito di aprire ben 22 centri di ascolto dislocati in tutto il territorio regionale. Un percorso che successivamente ha portato anche alla costituzione della Fondazione toscana per la prevenzione all’usura.

Ogni anno, spiega il vicepresidente, centinaia e centinaia di famiglie e di imprenditori si rivolgono a questi centri, che la Regione sostiene con iniziative di formazione dei volontari e di pubblicizzazione delle attività. Solo nel 2005 sono state rilasciate garanzie che hanno consentito l’erogazione di finanziamenti bancari per quasi 7 milioni di euro. Ora c’è bisogno di un ulteriore salto di qualità che rafforzi la nostra iniziativa anche sul piano della prevenzione, per esempio sul terreno dell’educazione all’uso consapevole del denaro.

È in questo contesto che si inserisce il progetto “Vivere a rate”, l’iniziativa di teatro sociale e in genere di sensibilizzazione culturale che, con uno spettacolo teatrale, ma anche con film e incontri, da qui al prossimo autunno farà tappa in tutte le 22 città che ospitano i centri di ascolto.