“L’esito finale delle urne consegna la fotografia di una regione che ha un grande desiderio di cambiamento, basti pensare che la somma dei voti delle liste che componevano la vecchia Casa delle Libertà ha superato nettamente il 40%. E’ fallito dunque il disegno strategico del Partito Democratico di sfondamento al centro che è invece saldamente presidiato, anche in Toscana, dal Popolo della Libertà – dice Verdini – si aprirà adesso, all’interno del centrosinistra, un confronto aspro, dal momento che la sinistra radicale è stata vampirizzata dal Pd in nome del voto utile, un voto che, alla prova dei fatti, non è servito a nulla”.

Ma il coordinatore regionale azzurro non si ferma qui. “Se c’era, anche in Toscana, un progetto politico per l’affermazione di una sinistra riformista di stampo europeo, in grado di accreditarsi come forza di governo, libera dai condizionamenti della sinistra radicale, dell’ambientalismo che blocca le infrastrutture necessarie per il paese, se c’era, questo progetto è fallito – afferma – al di là della soddisfazione di facciata per il dato numerico del Pd espressa dal suo segretario, la lettura politica dei numeri è questa: il Pd ha svuotato la sinistra e ciononostante avrà bisogno di ciò che ne resta per poter sperare di continuare a controllare la Regione Toscana, le province e la gran parte dei comuni”.

“Il Popolo della Libertà alla sua prima prova elettorale in una regione certo non facile, e nonostante il discreto risultato della destra – conclude Verdini – ottiene una consistente affermazione e porta nel Parlamento della Repubblica il più ampio numero di esponenti toscani della sua storia. Abbiamo così dato il nostro contributo alla vittoria a livello nazionale: da domani i deputati e i senatori del Popolo della libertà lavoreranno per costruire anche in Toscana, un’alternativa possibile”.