venerdì, 7 Maggio 2021
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Via dell’Agnolo, parte il cantiere. Che dovrà essere ”modello”

I lavori inizieranno il 15 marzo, saranno divisi in tre fasi e si copncluderanno all’inizio di novembre. Un commerciante e un cittadino avranno il numero dell’assessore Mattei e del presidente del Quartiere 1 Marmugi per segnalare i problemi.

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Via dell’Agnolo, dal 15 marzo partono i lavori per il rifacimento di manto stradale, marciapiedi e sottoservizi, con quello che dovrà essere un “cantiere modello”.

SI PARTE. I lavori, dal costo complessivo di 800mila euro, partiranno il 15 marzo, saranno divisi in tre fasi fino all’inizio di novembre, ma soprattutto sono il frutto di un accordo preventivo con i cittadini e le categorie economiche, che ieri si sono riunite in un’affollatissima assemblea alle Murate insieme all’assessore alla mobilità Massimo Mattei e al presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi.

TRE FASI. Ecco le fasi in cui i lavori saranno divisi. La prima, che partirà appunto il 15 di questo mese, riguarda il tratto fra via Santa Verdiana e Borgo Allegri, il tratto messo peggio. La seconda fase, concordata con i commercianti, si svolgerà nel periodo estivo, fra il 15 giugno e il 15 settembre, e comporterà gli interventi nel tratto compreso fra viale Giovane Italia e via Santa Verdiana. La fase finale, fine, sarà quella fra Borgo Allegri e via Verdi, e terminerà con l’inizio di novembre. Le intersezioni verranno fatte nei fine settimana e d’estate per arrecare meno rallentamenti possibili.

“CANTIERE MODELLO”. “Si tratta di un lavoro importante – hanno specificato l’assessore Mattei e il presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi- che vedrà messo in opera il sistema ‘cantiere modello’, ovvero un commerciante e un cittadino che avranno il numero dell’assessore e del presidente del Quartiere 1 per controllare e segnalare eventuali criticità nello svolgimento dei lavori.” L’assessore Mattei ha poi aggiunto: “Un intervento di questa portata in una strada fondamentale per la viabilità cittadina e in un’area commerciale come quella di Sant’Ambrogio non poteva che nascere con l’accordo a tre di amministrazione, cittadini e categorie economiche”.

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