venerdì, 4 Dicembre 2020
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Vigneti: “Provvedimento sbagliato”

Martini sull'estirpazione dei vigneti

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«Siamo convinti – ha proseguito – che ai produttori toscani, diversamente da quanto potrà accadere in altre regioni, convenga mantenere i vigneti in produzione e non distruggerli, perché le nostre produzioni sono riconosciute e apprezzate sul mercato. Da noi infatti continuano ad arrivare richieste per realizzare nuovi vigneti acquistando diritti di reimpianto. Recentemente abbiamo rilasciato questi diritti, con un costo ridotto della concessione, nelle isole dell’arcipelago e all’Argentario. Ovviamente si tratta di diritti che per oltre dieci anni sottostanno ad un vincolo di non estirpazione. Una scelta coerente, che risponde all’obiettivo di incentivare lo sviluppo della nostra viticoltura che, oltre ad un valore economico, contribuisce anche ad elevare il pregio ambientale al nostro territorio».

Del resto la scelta di non avvalersi delle deroghe previste dalle norme comunitarie per vietare la concessione dei contributi all’estirpazione è stata condivisa dalla maggioranza delle regioni italiane che, ad eccezione della Sicilia e del Trentino Alto Adige, non hanno proceduto a vincolare zone per impedire l’espianto delle vigne. «Noi riteniamo – sono parole di Martini – che quanto deciso dall’UE sia sbagliato e assurdo. Sbagliato perché incoraggia la dismissione di questa attività anziché incentivarne lo sviluppo e l’ammodernamento. Assurdo perché incoraggia la distruzione anziché uno sviluppo qualitativo e dinamico della viticoltura. Sono convinto che una politica basata sui vincoli non porti grandi frutti né al settore, né all’agricoltura».

La Toscana, in sede comunitaria, aveva sostenuto una linea diversa e coerente, proponendo di incentivare la viticoltura, magari aiutando i viticoltori a ristrutturare e potenziare i loro impianti. Alla fine hanno prevalso altri interessi. “In Toscana – ha detto il presidente – saranno i singoli viticoltori in base alla convenienza di impresa a decidere se estirpare i loro vigneti, oppure mantenerli in attività perché conveniente, opportuno e logico. Noi siamo fiduciosi. I viticoltori toscani non inseguiranno questa assurdità. Naturalmente valuteremo sulla base dei risultati se mantenere o correggere questa impostazione anche per il 2009”. Il 15 settembre infatti scade il termine per la presentazione da parte dei viticoltori delle domande di contributo per la distruzione dei vigneti.

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