giovedì, 29 Febbraio 2024
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Come si può fare il voto disgiunto alle elezioni comunali 2023

Dove è previsto il voto disgiunto per le comunali e come funziona: le differenze per le città sopra e sotto i 15.000 abitanti

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Il voto disgiunto, anche per le elezioni comunali 2023, è previsto solo nelle città più grandi, con più di 15.000 abitanti, ad esempio Brescia, Pisa e Ancona. Domenica 14 e lunedì 15 maggio in 791 comuni italiani si vota per rinnovare il sindaco e il Consiglio comunale, con oltre 6,3 milioni di elettori chiamati alle urne. 107 di queste città superano la soglia dei 15.000 abitanti e quindi qui è previsto pure il voto disgiunto per le amministrative: ecco come si può fare e come funziona, grazie a un fac simile della scheda delle elezioni comunali.

Cos’è il voto disgiunto: il significato e come funziona

Alcuni sistemi elettorali prevedono il cosiddetto “voto disgiunto”, il che significa avere la possibilità di esprimere due voti per schieramenti diversi: uno per il candidato (ad esempio alla carica di sindaco) e l’altro per indicare la preferenza per una lista (i consiglieri comunali) anche se fanno parte di coalizioni diverse.

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In parole povere il voto disgiunto funziona, così, dove è previsto: alle amministrative si può votare per un sindaco e poi scegliere i consiglieri comunali collegati a un partito diverso da quello che sostiene quel candidato primo cittadino, esprimendo una doppia preferenza. Attenzione però: non è possibile scegliere due liste o due partiti diversi per i candidati al consiglio comunale. Più sotto facciamo un esempio semplice di voto disgiunto.

Dove si può fare il voto disgiunto per le amministrative?

Come già accennato, il voto disgiunto non è previsto per le elezioni comunali nelle città sotto i 15000 abitanti, ma solo in quelle con più di 15000 residenti, in tutto 107 comuni per la tornata elettorale del 14 e 15 maggio 2023. Per queste ultime città scatta anche il ballottaggio nel caso nessuno dei candidati sindaco ottenga il 50% più uno dei voti. Dunque nelle grandi realtà come Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Vicenza è previsto il voto disgiunto, mentre nelle città con meno di 15.000 residenti non c’è questa possibilità. In Toscana la possibilità di voto disgiunto è prevista anche a Campi Bisenzio (Firenze), Pescia (Pistoia) e Pietrasanta (Lucca).

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Altra differenza tra piccole e grandi città riguarda come si vota e quante preferenze si possono dare: nei comuni con meno di 5.000 abitanti, oltre a non essere previsto il voto disgiunto, è possibile dare una sola preferenza per un candidato all’elezione del Consiglio comunale. Per le città con più di 5.000 abitanti si possono invece esprimere al massimo due preferenze, della stessa lista, necessariamente un uomo e una donna secondo la regola dell’alternanza di genere. Se si indicano due nomi dello stesso genere (due uomini o due donne), il voto per la seconda preferenza è nullo. Per essere sicuri del numero di abitanti di un comune è possibile consultare gli allegati al decreto del Presidente della Repubblica del 20 gennaio 2023.

Elezioni comunali 2023: come si fa il voto disgiunto e a chi va, un esempio semplice e il fac simile

Dunque domenica 14 maggio, dalle ore 7 alle 23, e lunedì 15 maggio, dalle 7 alle 15, nei comuni con più di 15000 abitanti l’elettore ha la possibilità di esprimere il voto disgiunto per le elezioni amministrative 2023: ecco un esempio su come si vota con questa modalità. Prendiamo una situazione semplice, per una città con più di 15000 abitanti: sulla scheda ci sono due candidati per la poltrona di sindaco, il signor Bianchi e il signor Verdi, ognuno è sostenuto da un partito. Bianchi è sostenuto dal partito Bianco, Verdi è appoggiato dal partito Verde.

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Ecco come funziona il voto disgiunto in questo esempio. L’elettore può tracciare una X sul nome del signor Bianchi, per farlo diventare sindaco, ma fare un secondo segno sul simbolo del partito verde, che sostiene l’altro candidato (il signor Verdi), con la possibilità di esprimere due preferenze (un uomo e una donna). In questo modo l’elettore esprime la sua volontà di eleggere sindaco il signor Bianchi e di indicare per il Consiglio comunale i consiglieri della parte politica avversaria, il partito Verde. Per il Consiglio comunale invece non è possibile scrivere di proprio pugno preferenze per liste diverse: ad esempio esprimendo una preferenza per la lista verde e un’altra per la lista bianca, la scheda viene considerata nulla.

Qui sotto il fac simile della scheda per le elezioni comunali 2023, con un esempio di come si può fare il voto disgiunto e con altre tipologie di voto. Tutte le risposte ai dubbi più comuni sulle amministrative si trovano sul sito del Ministero dell’Interno.

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