venerdì, 14 Giugno 2024
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Voto disgiunto per le comunali: come funziona, esempio e fac simile

Dove è previsto il voto disgiunto per le comunali e come funziona: le differenze per le città sopra e sotto i 15.000 abitanti

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Nelle elezioni comunali è possibile esprimere il voto disgiunto, ma non nei Comuni con meno di 15.000 abitanti: è consentito infatti solo nelle città più grandi, ad esempio nei 6 capoluoghi di provincia interessati dalle amministrative 2024 (Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia, Potenza). Sempre nei Comuni con più di 15.000 abitanti è prevista anche la possibilità del ballottaggio. Le elezioni comunali si svolgono sabato 8 giugno dalle 15 alle 23 e domenica 9 giugno dalle 7 alle 23 in contemporanea alle consultazioni europee. Vediamo allora come funziona il voto disgiunto per le comunali, cosa vuol dire in pratica e come si fa, con un esempio concreto grazie a ai fac simile della scheda elettorale.

Cos’è il voto disgiunto per le comunali: il significato e come funziona

Alcuni sistemi elettorali prevedono il cosiddetto “voto disgiunto”, il che significa avere la possibilità di esprimere due voti per schieramenti diversi: uno per il candidato (ad esempio alla carica di sindaco) e l’altro per indicare la preferenza per una lista (i consiglieri comunali) anche se fanno parte di coalizioni diverse e avverse.

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In parole povere il voto disgiunto funziona così, dove è previsto (Comuni sopra i 15.000 abitanti): alle amministrative si può votare per un sindaco e poi scegliere i consiglieri comunali collegati a una lista o un partito diverso da quelli che sostengono quel candidato primo cittadino, esprimendo una preferenza per i nomi dei consiglieri. Attenzione però: non è possibile scegliere due liste o due partiti diversi per i candidati al consiglio comunale. Più sotto facciamo un esempio semplice di voto disgiunto per le comunali, anche col fac simile della scheda.

Quando si può fare il voto disgiunto per le amministrative?

Come già accennato, il voto disgiunto non è previsto per le elezioni comunali nelle città sotto i 15.000 abitanti, ma solo in quelle con più di 15.000 residenti. Per queste ultime città scatta anche il ballottaggio nel caso nessuno dei candidati sindaco ottenga il 50% più uno dei voti durante il primo turno, con il ritorno alle urne due settimane dopo. L’eventuale secondo turno tra i due candidati sindaci più votati si svolgerà domenica 23 e lunedì 24 giugno. Dunque nelle grandi realtà come Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia, Potenza è previsto il voto disgiunto, mentre nelle città con meno di 15.000 residenti non c’è questa possibilità.

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Nella Città metropolitana di Firenze la possibilità di voto disgiunto è prevista anche a Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Figline e Incisa Valdarno, Fucecchio, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Signa. Sul sito del Ministero dell’Interno il pdf con i Comuni coinvolti in tutta Italia nelle amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 e l’indicazione del numero di abitanti.

Altra differenza tra piccole e grandi città riguarda come si vota e quante preferenze si possono dare: nei comuni con meno di 5.000 abitanti, oltre a non essere previsto il voto disgiunto, è possibile dare una sola preferenza per un candidato al Consiglio comunale. Per le città con più di 5.000 abitanti si possono invece esprimere al massimo due preferenze, della stessa lista, necessariamente un uomo e una donna secondo la regola dell’alternanza di genere. Se si indicano due nomi dello stesso genere (due uomini o due donne), il voto per la seconda preferenza è nullo.

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Elezioni comunali: come si fa il voto disgiunto e come funziona. Un esempio e il fac simile

Dunque sabato 8 e domenica 9 giugno nei comuni con più di 15000 abitanti l’elettore ha la possibilità di esprimere il voto disgiunto per le elezioni comunali 2024: ecco un esempio su come si vota con questa modalità. Prendiamo una situazione semplice, per una città con più di 15.000 abitanti: sulla scheda ci sono due candidati per la poltrona di sindaco, il signor Bianchi e il signor Rossi, ognuno è sostenuto da un partito. Bianchi è sostenuto dal partito Bianco, Rossi è appoggiato dal partito Rosso.

Ecco come funziona il voto disgiunto in questo esempio. L’elettore può tracciare una X sul nome del signor Bianchi, per farlo diventare sindaco, ma fare un secondo segno sul simbolo del partito Rosso, che sostiene l’altro candidato (il signor Rossi), con la possibilità di esprimere due preferenze (un uomo e una donna) scrivendo il nome dei candidati consiglieri. Ecco cosa significa il voto disgiunto in questo esempio: l’elettore esprime la sua volontà di eleggere sindaco il signor Bianchi e di indicare per il Consiglio comunale i consiglieri della parte politica avversaria, il partito Rosso. Per il Consiglio comunale invece non è possibile scrivere preferenze per liste diverse: ad esempio esprimendo una preferenza per un candidato consigliere della lista Rossa e un’altra per la lista Bianca, la scheda viene considerata nulla.

Qui sotto il fac simile della scheda per le elezioni comunali 2024, con un esempio di come si può fare il voto disgiunto e con esempi di voti validi e non validi.

Non è possibile fare il voto disgiunto per le europee

È bene chiarire che, a differenza delle comunali, il voto disgiunto non è previsto per le elezioni europee in cui si sceglie soltanto la lista dei candidati al Parlamento Ue (tracciando un segno sul simbolo del partito), con la possibilità di esprimere fino a 3 preferenze per la stessa lista che devono riguardare candidati di genere diverso. Per le europee quindi non si possono indicare i nomi di 3 uomini o 3 donne, ma di 2 uomini e una donna o 2 donne e un uomo.

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