martedì, 13 Aprile 2021
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Bund, spread e default: il dizionario della crisi

Bund, spread, btp, default. Una valanga di termini oscuri, diventati improvvisamente pane quotidiano di tg e quotidiani. Ecco qui una breve guida per capirci qualche cosa di più.

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Bund, spread, btp, default. Una valanga di termini oscuri, diventati improvvisamente pane quotidiano di tg e quotidiani. Ecco qui una breve guida per capirci qualche cosa di più.

DEBITO (pubblico)

È il debito dello Stato, che per racimolare soldi mette sul mercato delle obbligazioni (dette anche “bond”), tramite alcune aste periodiche. Il meccanismo, in pratica, è questo: lo Stato promette a chi investe che – se gli presterà dei soldi – riavrà tutto il capitale versato più, alla fine del periodo stabilito, gli interessi. Il punto critico sta qui: più gli interessi sono alti, più lo Stato “ci rimette”.

BTP-BOT-BUND

Sono tutti dei titoli di Stato, tramite cui vengono recuperati fondi da investire. I btp (buoni del tesoro poliennali) e i bot (buoni ordinari del tesoro) sono obbligazioni italiane. I bund invece sono titoli di stato tedeschi e sono il punto di riferimento in  Europa: l’economia della Germania è considerata dagli addetti ai lavori come la più solida del vecchio continente e perciò quella che è più in grado di far fronte ai debiti.

SPREAD

È una sorta di “termometro del rischio”. In base a questo indice viene valutata l’affidabilità finanziaria di un Paese. Più è alto, più gli esperti considerano uno Stato incapace di far fronte ai suoi debiti, più alti saranno gli interessi che verranno pretesi per comprare i titoli. Lo spread si calcola prendendo in considerazione la differenza di rendimento di un titolo di Stato con un titolo di riferimento (in Europa i bund tedeschi, considerati i “più solidi”). Questa differenza è decisa dal mercato.

DEFAULT

Ecco il termine tanto temuto dai mercati finanziari. In soldoni è il “fallimento” dello Stato: un Paese non è più in grado di  far fronte ai suoi debiti e quindi è incapace di rendere i soldi a chi ha investito nei suoi titoli, che di fatto diventano carta straccia.

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