mercoledì, 10 Giugno 2026
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Canottieri, soluzione entro gennaio. E arriva il ”soccorso biancorosso”

Entro fine gennaio sarà disponibile una soluzione per i Canottieri comunali gradita anche alla società”. Questa la promessa dell’assessore allo Sport Andrea Vannucci al club che lunedì scorso si è visto sequestrare i locali della propria palestra destinati alla demolizione per la messa in sicurezza dell'Arno.

Il sequestro e le proteste

Tutto ha inizio lunedì, quando la polizia idraulica, su mandato della Provincia, ha apposto i sigilli alla palestra della società canoistica più titolata d'Italia. Il locale adiacente alla sede di lungarno Ferrucci è nell'elenco di quelli da abbattere per garantire la messa in sicurezza dell'Arno. Entro aprile dovrà essere demolito.

La protesta dei canottieri non si fece attendere. I soci occuparono immediatamente la palestra in segno di protesta e per impedire il sequestro. Alle manifestazioni parteciparono anche alcuni campioni di livello internazionale tesserati per la società fiorentina.

Biancorossi in soccorso di biancorossi

Fu immediato il “soccorso biancorosso” delle altre società cittadine: Assi Giglio Rosso, Rugby31 e Rari Nantes Florentia hanno messo le proprie strutture a disposizione dei canottieri che almeno non dovranno interrompere gli allenamenti.

Lunedì una soluzione, da febbraio il “pallone”

Ora si lavora a una soluzione rapida: “Stiamo facendo le necessarie verifiche tecniche – ha spiegato Vannucci – e scioglieremo il nodo già lunedì. Entro fine febbraio, inoltre, sarà realizzato il ‘pallone’ in via Villamagna”, la tensostruttura che sorgerà vicino alla sede di Publiacqua che ospiterà la nuova palestra.

“I Canottieri comunali – ha aggiunto Vannucci – restano esattamente dove sono. Viene meno l’utilizzo dei locali dell’ex Lido, che secondo quanto previsto da una convenzione tra Comune e Provincia di Firenze dovranno essere demoliti. Oltre alla soluzione che sarà messa a disposizione a gennaio, l’amministrazione comunale ha già previsto nel piano triennale degli investimenti di circa 4,5 milioni di euro nel 2015 per la realizzazione di nuovi impianti per gli sport dell’acqua sulle sponde dell’Arno”.

Benigni, il vescovo di Prato: ”Dieci comandamenti in tv trasgressione pura”

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“Egregio signor Benigni, sono un aretino di nascita e un pratese di adozione, un po’ come lei”. Inizia così la lettera scritta dal vescovo di Prato Franco Agostinelli al conterraneo Roberto Benigni. Una manciata di righe per complimentarsi dell'”impresa impossibile”: la messa in scena dei Dieci comandamenti, andati in onda su Raiuno lunedì e martedì in prima serata con un vero e proprio boom di ascolti.

''trasgressione pura”

“Un’impresa quasi impossibile: far diventare il Decalogo uno 'spettacolo' con il format di per sé attualmente più anti-televisivo che c’è: solo la sua persona e la sua voce. C’è riuscito, eccome”, scrive il vescovo. E ancora: “Affermare che le Tavole della legge sono il più grande regalo per l’umanità, che sono la via della libertà per l’uomo è trasgressione pura per le orecchie dell’uomo d’oggi”.

Non manca da parte di monsignor Agostinelli un appunto in risposta alle battute tranchant che Benigni nonn ha risparmiato nemmeno alla Chiesa. “La Chiesa cattolica – scrive il vescovo di Prato – non ha solo demeriti nell’interpretazione dei comandamenti, anzi. E’ innegabile però che tutte le sue parole ci hanno fatto riflettere, anche quelle più provocatorie, comprese quelle che a noi preti e Vescovi non hanno fatto fare una bella figura”.

il post della parrocchiana

“Mi ha colpito – continua il vescovo – un post tra i tanti lasciati su Facebook da una telespettatrice pratese: 'Avessero – scrive la signora Oria – i nostri sacerdoti il 10% dell'entusiasmo di Roberto Benigni nel parlare di Dio… sicuramente le cose andrebbero meglio1. Ecco, sì, avessimo noi sempre un po’ di quel suo entusiasmo! Grazie dunque per averci fatto riassaporare – dal “pulpito” meno scontato – libertà e bellezza dei comandamenti di Dio”.

A chiudere la lettera del vescovo il saluto di don Alfio Bonetti, parroco di Vergaio quando Benigni era un ragazzo. “Nello spettacolo – scrive monsignor Agostinelli – lo ha un po’ bonariamente 'canzonato'; don Alfio, dall’alto dei suoi 96 anni, con la sua ironia toscana, le avrà sicuramente risposto per le rime! Ma – ne sono sicuro – con l’affetto di sempre, che lo lega a quel ragazzo speciale che dal piccolo paese ha fatto il giro del mondo”.

boom di ascolti per roberto

Lo spettacolo del comico toscano premio Oscar grazie alla Vita è bella non convince solo la Curia. Quasi un piccolo miracolo quello dei Dieci comandamenti di Benigni sul fronte dello share.  La prima puntata aveva raccolto 9,1 milioni di telespettatori pari al 33% di share, la seconda ha incollato davanti alla tv 10,2 milioni di  telespettatori, con il 38.32% di share. Meglio di lui, nel 2014, hanno fatto solo la partita dei Mondiali Italia – Uruguay e la serata inaugurale del festival di Sanremo con, rispettivamente, 16 milioni e 10,9 milioni di telespettatori.

Il segreto del successo, come sempre, l'ironia tagliente con cui Benigni rende attuali i Dieci comandamenti allacciandoli ai fatti di cronaca.  “Non rubare? Dio ha fatto un comandamento per noi italiani, sembra che l’abbia scritto proprio in italiano, è il comandamento che sentiamo un po’ nostro”, dice ad esempio facendo riferimento alla recente inchiesta di Mafia Capitale. 

Al Meyer la ricerca è giovane: premiati tre talenti under 40

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Giuseppe Indolfi, Valentina Cetica e Davide Mei: sono loro i tre talenti under 40 vincitori del premio “Anna Meyer” per giovani ricercatori, promosso dalla Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer Onlus. Il riconoscimento è stato consegnato ieri nel corso dell'evento “La ricerca si fa giovane”. E il Meyer giovane lo è per davvero: il 10% dei dipendenti ha un’età inferiore a 30 anni e il 36% non supera i 40.

Premi assegnati da una giuria internazionale

I premiati sono stati scelti da un Comitato scientifico internazionale esterno al Meyer che ha preso in esame le migliori pubblicazioni uscite nel 2014 e scelto i primi autori delle migliori tre.

Il pediatra Giuseppe Indolfi, si legge nelle motivazioni, “è primo autore di una serie di studi importanti che hanno illustrato il meccanismo biologico responsabile della trasmissione materno-fetale di Hcv”, il virus principale responsabile dell'epatite C, e per questo si è aggiudicato il primo premio. Il suo lavoro è stato pubblicato sulla rivista “Nature Reviews Immunology”.

Secondo premio per la dottoressa Valentina Cetica per il suo articolo apparso sul “Journal of Allergy and Clinical Immunology” con il quale ha dimostrato una volta di più l'importanza dello screening dei pazienti affetti da Sindrome emofagocitica. Il premio è anche un riconoscimento della qualità del suo lavoro svolto negli anni.

Sul podio anche il tecnico del laboratorio biomedico Davide Mei, ricercatore che si occupa di epilessie genetiche e delle malformazioni cerebrali. Il suo studio, pubblicato, sulla rivista “Epilepsia”, fornisce un nuovo protocollo per ottimizzare la diagnosi di encefalopatia epilettica collegata ai geni nei maschi.

La ricerca fa bene alla salute

Dove c'è ricerca, l'assistenza migliora. Lo dimostrano i numeri: il confronto con le principali realtà pediatriche nazionali (Bambino Gesù di Roma e Gaslini di Genova) colloca il Meyer al primo posto in termini di complessità della casistica trattata. Non a caso l'ospedale pediatrico fiorentino è sempre più un polo di attrazione extraregionale, con la quota di pazienti arrivati da fuori Toscana che nel 2014 è salita al 24.7%, facendo registrare un +11.3%.

Lampioni hi-tech alle Cascine

Il central park fiorentino è meno buio e più “intelligente”. Sono entrate in servizio le nuove luci led, 122 in tutto, nel parco delle Cascine: distribuite su 2 chilometri e mezzo illuminano, al calar del sole, il viale interno che attraversa il polmone verde . Si va dalla fermata della tramvia, giù fino al piazzale dell’Indiano.

Luci intelligenti, perché

Sono smart perché la potenza è ridotta di più della metà quando non c’è movimento nei dintorni. I lampioni hi-tech invece si accendono al massimo quando passa una persona, grazie a speciali sensori.

Una sorta di grande fratello attento al risparmio energetico e alla sicurezza: sui pali della luce arrivano anche19 telecamere collegate con il quartier generale della polizia municipale, che si aggiungono agli altri 20 occhi elettronici già presenti.

È stato il sindaco di Firenze Dario Nardella a premere il “bottone” dando nuova luce alle Cascine, mercoledì 17 dicembre. Il progetto dell’illuminazione smart è costato 1,2 milioni di euro e realizzato da Silfi, la società che gestisce l'illuminazione pubblica e i semafori a Firenze. La maggior parte dei fondi – 900mila euro – sono stati stanziati dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Nuova illuminazione parco delle Cascine Firenze - luci intelligenti

L'inaugurazione della nuova illuminazione nel parco delle Cascine

“PIù sicurezza”

“Questo progetto, che coniuga illuminazione, sicurezza e risparmio energetico – ha commentato il primo cittadino –  è un altro dei progetti che abbiamo realizzato nell’ambito del piano di riqualificazione del parco delle Cascine a cui purtroppo sono legati anche ricordi molto tristi come la perdita della piccola Alice e della zia Donatella il 27 giugno scorso”. Poi ha concluso: “solo rendendo il parco più sicuro e più vivibile possiamo evitare che si verifichino incidenti”. 

I dipendenti occupano la Provincia

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Circa 200 persone protestano contro i tagli al personale previsti dalla legge di stabilità per la nuova Città metropolitana, in vigore dal 1 gennaio. 250 i posti a rischio

5 presepi da visitare in Toscana

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presepi della Toscana sono piccole opere d’arte che ogni anno si rinnovano grazie all’abilità di appassionati e artisti. Non c’è solo la sacra famiglia nella grotta di Betlemme. Dietro a queste “natività in miniatura” ci sono mesi di duro lavoro per mettere a punto le scenografie, creare scorci suggestivi e giochi di luce che lasciano a bocca aperta.

Da Firenze a Pisa ce ne sono per tutti i gusti. Alcuni sono in movimento, grazie a congegni meccanici messi a punto da mani sapienti. Altri sono stati costruiti addirittura in grotta e per vederli è meglio calzare scarpe da trekking.

Infine ci sono interi paesi che sono invasi dalle creazioni dei presepisti. Ecco i migliori  che vi consigliamo di visitare tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015.

Il presepe “ai Bassi”

Il viaggio inizia dalla periferia di Firenze, a due passi dall’Isolotto. In via dei Bassi (vicino via dell’Argingrosso) la parrocchia del Santissimo Nome di Gesù allestisce un grande presepe meccanizzato. Con il 2014,  dopo 12 mesi ininterrotti di lavoro, è stato tutto rivoluzionato: sono state allestite nuove scenografie e sono arrivati nuovi personaggi.

Dove: via dei Bassi 1, angolo via dell’Argingrosso – Firenze (zona Isolotto)

Per chi: gli amanti del “movimento”

Quando: fino all’11 gennaio 2015. Dal lunedì al venerdì ore 15.30 – 19.00; sabato e domenica 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19.30

Info sul sito del presepe ai Bassi

Il presepe di Lecore a Signa

Da oltre un decennio si rinnova ogni Natale. È il presepe meccanizzato allestito nella chiesa di San Pietro a Lecore, piccolo borgo nel comune di Signa, alle porte di Firenze. L’ideatore è l’artista Sauro Mari, che crea le scenografie con materiali naturali e di recupero.

Il tema del presepe 2014-2015 è “Dalle radici della speranza nasce la vita”. Questa rappresentazione occupa tutto lo spazio dell’altare e dell’abside della chiesa, con oltre un centinaio di personaggi: da Maria, Giuseppe e Gesù bambino nella grotta di Betlemme, fino ai pastorelli e agli artigiani in miniatura.

Il presepe di Lecore a Signa (Firenze) – Foto: Terre di Presepi

L’inaugurazione è la notte della vigilia di Natale, il 24 dicembre alle ore 23, mentre sabato 27 dicembre sono previsti canti con Riccardo Marasco.

Dove: chiesa di San Pietro a Lecore, piazza Lecore 2 Signa

Per chi: gli amanti dei presepi in chiesa, sotto il crocifisso

Quando: dalle ore 23.00 del 24 dicembre al 18 gennaio 2015. Orario: festivi 15.30 – 19.30; prefestivi 17.00-19.00

Info sul sito ufficiale del presepe di Lecore o su Facebook

La via dei presepi a Castelfiorentino

Sessanta sono meglio di uno. È un po’ lontano dalla città, ma il viaggio merita. A Castelfiorentino il centro storico del paese viene invaso da oltre 60 creazioni realizzate dagli stessi abitanti della cittadina, ma anche da artisti.

Una vera e propria caccia al presepe: si possono scorgere natività sui davanzali delle finestre, nelle chiese, lungo le strade e anche all’interno dell’ex carcere. Il più grande? Quello creato nell’oratorio di San Filippo Neri, insieme alla locale Misericordia: 50 metri quadrati di presepe con effetti speciali.

Via dei presepi a Castelfiorentino

Foto: Terre di Presepi

In occasione dei weekend e delle feste anche tanti eventi collaterali, come concerti e rievocazioni storiche.

Dove: nel centro storico di Castelfiorentino

Per chi: chi ama camminare tra i presepi

Quando: fino al 6 gennaio, ogni sabato e domenica e dal 24 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni (eccetto il 31 dicembre). Ore 15 – 19.30

Info sul profilo Facebook della Via dei presepi a Castelfiorentino e su Twitter

Il presepe artistico di Cigoli

È il presepe tecnologico  più grande della Toscana, con i suoi 100 metri quadrati e personaggi che vanno dalla miniatura alta 6 centimetri fino alle statuette grandi dieci volte tanto. Cambia ogni anno grazie all’impegno di un gruppo di presepisti, dei veri e propri maniaci della perfezione.

È ospitato dentro il Santuario della Madre dei Bimbi a Cigoli, una frazione del comune di San Miniato (Pisa), e grazie a moderne tecnologie ricrea il ciclo del giorno (dal mattino, al tramonto e alla sera).

Dove: via Fiume 45 – Cigoli, uscita San Miniato della Fi-Pi-Li

Per chi: i maniaci del dettaglio

Quando: fino all’11 gennaio con orario 9.30 – 12.30 e 14.30 – 19.30

Info sul sito internet ufficiale del santuario di Cigoli o sul profilo Facebook

Presepe nella grotta delle Campore

Spostandoci verso Lucca c’è un presepe in grotta. La natività è ricreata nella suggestiva buca delle Campore a Pescaglia, dal gruppo speleologico alpinistico Val Freddana, che sfrutta lo spettacolo creato dalle formazioni calcaree e da un lago turchese presente nella grotta. È il ventesimo anno che viene allestito.

Presepe in grotta a Pescaglia - Presepi da visitare in Toscana

Foto: gruppo speleologico alpinistico Val Freddana

Per arrivare alla grotta si percorre un sentiero nel bosco lungo 600 metri, illuminato al calar del sole. Consigliato abbigliamento da escursione (calzature da trekking e una torcia elettrica per la sera). L’ingresso è libero.

Dove: Buca delle Campore, Lucca (lungo la strada che va da Convalle, nel comune di Pescaglia, a Piè Lucese).

Per chi: gli escursionisti a caccia di presepi

Quando: fino all’11 gennaio dalle 10 alle 19. Prefestivi, 25 dicembre e primo gennaio solo al pomeriggio dalle 15 alle 19

Info sul sito internet ufficiale del gruppo speleologico alpinistico Valfreddana

Terre di presepi

E se non vi basta c’è sempre una rete di 10 presepi in Toscana, molti sono citati in questo articolo, che hanno fatto squadra creando la “Via dei presepi”, un percorso lungo 70 chilometri che l’anno scorso è stato visitato da oltre 100mila persone.

Capodanno a Scandicci con Bobo Rondelli

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Una festa a portata di tramvia. Il Capodanno 2015 a Scandicci sarà all’insegna della musica, come già successo 365 giorni fa, con un grande concerto davanti al nuovo centro Rogers. Di fatto sarà la piazza in più per il capodanno fiorentino, fuori dal centro storico gigliato, ma nel cuore del nuovo centro scandiccese disegnato dall'architetto inglese Richard Rogers.

Chi suona

Se Firenze schiera Mario Biondi alle Cascine, Scandicci risponde il 31 dicembre con Bobo Rondelli accompagnato dall’orchestrino, brass band che animerà l’ultima notte del 2014, spaziando da sonorità jazz, alla canzone popolare, fino al blues. 

Su palco anche ritmi dalla patria di Dracula, con la Fanfara Transilvania, una Balkan-Gypsy-Brass Band di dieci elementi (tutti imparentati tra loro) che arriva direttamente dalla Romania. E ancora il musicista africano Aliou Ndiaye Taxuraam e per concludere il dj set di Mondo Cane per ballare e fare festa fino a tarda notte.

Capodanno 2015 a Scandicci - centro Rogers

“Piazza Rogers” a Scandicci. Foto: Riccardo Verdiani

Quando inizia il Capodanno a Scancci

Il Capodanno a Scandicci con Bobo Rondelli e “amici” parte alle ore 21.30, proprio davanti alla fermata Resistenza della tramvia.

Duomo, al via restyling da 31 milioni

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Un maxi investimento da 31 milioni di euro per il restauro del complesso del Duomo: l'Opera di Santa Maria del Fiore ha annunciato le cifre della sua massiccia campagna del biennio 2014/2015. Le facciate del Battistero, quelle della cattedrale, il nuovo Museo dell'Opera del Duomo: tutti gli interventi saranno finanziati direttamente dall’Opera, senza nessun contributo pubblico, grazie alle risorse ricavate quasi per intero dagli ingressi ai monumenti. Restauro completato prima della visita del Papa.

il “miracolo” del Papa: tempi ridotti di un terzo

L'arrivo di Papa Francesco annunciato per il 12 novembre 2015 ha ridotto di un terzo i tempi inizialmente previsti per il restauro, passati da sei anni a un biennio scarso. Ecco come saranno investiti i 31 milioni e 292mila euro previsti.

130 opere per il nuovo Museo

La realizzazione del nuovo Museo dell’Opera del Duomo costerà 23 milioni e 465 mila euro, di cui 5 milioni e 267 mila per l’allestimento che sarà inaugurato il 29 ottobre 2015. Nel museo saranno esposte 130 opere, tra le quali alcuni capolavori come la Maddalena di Donatello. Il loro restaurò, già in corso, costerà 2 milioni e 745mila euro.

Facciate tirate a lucido

Altri 7 milioni e 84mila euro serviranno per l'atteso intervento sulle facciate esterne del Battistero di San Giovanni (per 2,21 milioni), e le sue Porte monumentali con i sovrastanti gruppi statuari. Dopo la Porta del Paradiso, restaurata nel 2012, sarà la volta della Porta Nord di Lorenzo Ghiberti per un costo di 1 milione 620mila euro, inclusa la realizzazione di una replica ad arte che la sostituirà sul Battistero.

Prevista anche l'ultima parte della pulitura e del restauro delle facciate esterne del Duomo. All'interno della cattedrale sarà completato il restauro della vetrata istoriata del rosone centrale raffigurante l’Assunzione. Previsto anche il restauro delle facciate di alcuni palazzi di piazza del Duomo, tra cui quello dei Canonici con le statue di Arnolfo di Cambio e Filippo Brunelleschi. Costeranno 743 mila euro.

Otto milioni calpestano il sagrato

Piazza del Duomo viene visitata ogni anno da 8 milioni di turisti. La metà di loro accedono alla Cattedrale (a ingresso gratuito), un milione e 300mila visitano anche gli altri monumenti del complesso monumentale: la Cupola del Brunelleschi, la Cripta di Santa Reparata, il Battistero di San Giovanni, il Campanile di Giotto e il Museo dell'Opera del Duomo.

In Toscana circolano 631 auto ogni mille persone

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In Toscana circolano 631,5 auto ogni 1.000 abitanti, un dato più alto rispetto a quello medio nazionale di 608,1. La nostra è la nona regione italiana più motorizzata. Il primato spetta alla provincia di Siena, seguono Arezzo e Firenze. È quanto emerge dalla ricerca condotta dal Centro Studi Continental sulla base dei dati Aci e Istat.

100 auto in meno da Siena a Livorno

La provincia toscana con il rapporto più alto tra autovetture circolanti e abitanti è Siena (675,5), seguita da Arezzo (667,7) e Firenze (644,6). Seguono Grosseto (635,7), Lucca (631,2), Pisa (625,7), Pistoia (623,1), Prato (600,8) e Massa Carrara (595,2), chiude la classifica Livorno (577,1).

Solo il Lussemburgo ne ha di più

In Italia ci sono 608,1 macchine ogni 1.000 abitanti. Un dato di gran lunga superiore a quello europeo, che secondo Acea, l’associazione dei costruttori automobilistici europei, è di 487 auto ogni 1.000 abitanti. Solo il Lussemburgo ne ha uno più alto (663) e quello italiano è maggiore di quello tedesco (539), di quello francese (512), di quello spagnolo (476) e di quello del Regno Unito (464). Se si considerano tutti gli autoveicoli, sommando quindi alle autovetture anche autobus, autocarri e autoveicoli speciali, il numero sale a 685,7.

Troppe e vecchie

Più numerose e anche più vecchie: solo il 23,3% delle auto circolanti in Italia ha meno di cinque anni, contro il 30,8% dell’Europa. Il 29,7% ha tra 5 e 10 anni (in Europa sono il 31,7%), mentre il restante 47% ha più di 10 anni, quando la media del continente è appena del 37,5%.

Più auto che abitanti in Valle d'Aosta

La regione con il maggior tasso di motorizzazione è la Valle d’Aosta, dove circolano addirittura 1.051,3 autovetture ogni 1.000 abitanti. Un dato falsato, o almeno fortemente condizionato, dal fatto che negli anni scorsi la Valle d’Aosta offriva condizioni particolarmente vantaggiose per l’immatricolazione di nuove auto e in tanti, anche da fuori regione, ne hanno approfittato.

Situazione simile a quanto accaduto in misura inferiore nel Trentino Alto Adige, secondo in classifica con 710 auto ogni mille abitanti. Al terzo posto l’Umbria (682,4), la regione con il vero tasso di motorizzazione più alto. Seguono Molise (643,2) e Marche (639,6). In coda alla classifica ci sono Veneto (602,4), Lombardia (587,9), Campania (569,5), Puglia (549,9) e Liguria (522,7). Una classifica che non segue gli indici di ricchezza o la posizione geografica, e che risulta influenzata piuttosto dalla diffusione e dall’efficienza delle reti di trasporto pubblico.

L’anno nuovo? Meglio iniziarlo a Firenze

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Roma a Natale, Firenze a Capodanno. La città del giglio è la meta più ambita dagli italiani per iniziare l'anno nuovo. Lo dicono i dati dell'Osservatorio Trivago, il motore di ricerca degli hotel.

Testa a testa con la capitale

Firenze è in testa alla Top10 delle località più ricercate per il periodo che va dal 31 dicembre al 2 gennaio ed è seconda nel periodo natalizio, dal 24 al 26 dicembre. Posizioni invertite con Roma, città più ricercata per Natale e al secondo posto per Capodanno.

Feste fuori casa, ma non troppo

In vacanza, ma senza allontanarsi troppo da casa. Otto destinazioni sulle dieci più ricercate sono infatti italiane, con le sole Parigi e Vienna a fare eccezione. Il resto della classifica parla italiano: Torino, Venezia, Verona, Bolzano, Milano, Bologna per Natale alle quali si aggiungono Rimini e Siena per Capodanno.