giovedì, 18 Giugno 2026
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Opere d’arte sugli sportelli del gas

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La moglie non lo sgrida quasi più. “Mi faceva delle partacce, ‘ma dove li metti tutti questi dipinti?’ mi chiedeva sempre”. Francesco Lorenzini, 73enne fiesolano, imprenditore edile in pensione con un interesse per la pittura, è l’artista degli sportelli: sopra le ante che custodiscono i contatori di gas, luce e acqua, crea delle piccole opere d’arte. 

Con colori acrilici, raffigura vedute e scorci che si trovano tutt’intorno alla “dimora stabile” del dipinto. Una mostra diffusa all’aria aperta.

Delle sue opere se ne trovano a centinaia lungo le vie di Fiesole, tra piazza Mino, il percorso panoramico e nelle vie meno conosciute del Colle etrusco. Anche sul celebre sito di recensioni turistiche Trip Advisor è stata creata una pagina di segnalazioni dedicata agli sportelli d’arte di Lorenzini.

Gli sportelli d'arte, a Fiesole e  al Giglio

Francesco ne ha creati alcuni anche a Firenze, a Scarperia, all’Antella, ma tutto è partito nel 2007 all’Isola del Giglio, dove l’artista di strada ha la sua casa per le vacanze.

“Ho cominciato lì per sfizio. Inizialmente c’era anche chi mi guardava un po’ con sospetto – racconta – poi appena si è diffusa la voce è scoppiata la mania. Ne avrò creati una cinquantina sull’Isola”. Sono gli stessi proprietari a domandare a Lorenzini se può decorare i loro sportelli. “Quando metto piede al Giglio mi assalgono con tantissime richieste”, spiega. L’idea è poi tornata a casa, dopo che degli amici fiesolani, arrivati sull’Isola, hanno scoperto il singolare hobby.

Dal pennello alla musica

“In pochi a Fiesole sapevano che dipingevo, l'ho sempre fatto per diletto senza grande pretese”, dice. Francesco ha sempre avuto questa passione, anche se, assicura, “non mi sono mai sentito un pittore”. Coltiva questo interesse insieme all’altro suo grande passatempo: la musica. Suona la tromba nella Florence Old Jazz Band di Firenze insieme ad altri cinque amici.
 

Opere d’arte sugli sportelli del gas

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La moglie non lo sgrida quasi più. “Mi faceva delle partacce, ‘ma dove li metti tutti questi dipinti?’ mi chiedeva sempre”. Francesco Lorenzini, 73enne fiesolano, imprenditore edile in pensione con una passione per la pittura, è l’artista degli sportelli: sopra le ante che custodiscono i contatori di gas, luce e acqua, crea delle piccole opere d’arte. 

Arte, cinema o natura: il weekend su misura a Firenze

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Cinema, arte, escursioni o anche una gita fuori porta lontano dalle assolate (e affollate) spiagge. Chi ha detto che i fine settimana estivi a Firenze sono deserti? Tutt’altro, basta cercare bene per trovare l’iniziativa, l’evento o la passeggiata su misura per i propri gusti.

Arte

Da non perdere a Firenze la mostra “Prospettiva Vegetale”: gli alberi pietrificati di Giuseppe Penone arrivano tra il giardino di Boboli e Forte Belvedere. La fortezza panoramica riapre infatti al pubblico: ogni domenica fino a ottobre visite guidate al Forte e alla mostra, con partenza alle ore 10, 11 e 12 (Forte card 5 euro).

Altra opportunità da non perdere: l’apertura di Torre San Niccolò, fino al 30 settembre, uno dei punti di osservazione privilegiati sulla città (biglietto 4 euro). 

Weekend sotto le stelle

Un must dell’estate in città è il cinema all’aperto. Domenica 20 luglio a Firenze arriva un grande regista, Giuseppe Tornatore che sarà, oltre che a Fiesole, anche in piazza Santissima Annunziata e incontrerà il pubblico prima della proiezione (gratuita) della sua Leggenda del pianista sull’Oceano. Nel nostro articolo trovate tutte le informazioni sulla visita di Tornatore a Firenze.

C’è anche un cinema a prova di afa, quello proposto nelle sale climatizzate del Fiorella (via Gabriele D'Annunzio 15) che fino a domenica 20 luglio propone il meglio dei film della passata stagione, con ingresso a 4,50 euro, per la rassegna “One more time”

Escursioni nel verde

Niente sole a picco. In questo caso si gode del fresco e del panorama che si ammira dalle colline nella parte sud-ovest di Firenze. Le ville tutto intorno hanno ospitato personaggi come Galileo Galilei, Ugo Foscolo, Henry James.

Firenze panorama da Bellosguardo

Vista da Bellosguardo

Sabato 19 luglio alle 18.00 Cooperativa Archeologia organizza un percorso guidato a Bellosguardo tra angoli nascosti e aneddoti storici. Per l’evento, sarà aperta la chiesa di San Bartolomeo, che in origine ospitava l’Annunciazione di Leonardo ora agli Uffizi. E al termine un drink rinfrescante.

Fuori porta

Per gli amanti dell’atmosfera da fiaba, a Certaldo fino a domenica 20 luglio torna il festival internazionale del teatro di strada Mercantia. Una festa entrata ormai nel mito, alla 27esima edizione. 

Altro borgo medioevale, altra iniziativa nel senese, a Monteriggioni. Il paese torna indietro fino al 1300 con rievocazioni storiche, danze e cortei per “Monteriggioni di Torri si corona”, questo weekend e (per i ritardatari) anche il prossimo (27 luglio).

Per segnalare eventi e iniziative: [email protected] 

Foto in apertura – ©Paolo Frullini

I love Isolotto: 60 anni in una t-shirt

“Quando ero piccolo e andavo al mare sul litorale toscano gli altri bambini mi dicevano: ‘Sei dell’Isolotto? Per favore non picchiarmi’. Prima il nostro quartiere era considerato il Bronx di Firenze, oggi molto è cambiato”. Giovanni Erbabianca, 39 anni, realizza opere di artigianato artistico.

È cresciuto all’Isolotto, una parte di Firenze nata ufficialmente il 6 novembre del 1954, quando l’allora sindaco Giorgio La Pira consegnò le chiavi delle case popolari alle prime mille famiglie. “Città giardino” è stata chiamata per la sua struttura a misura di uomo, analizzata in studi urbanistici di mezza Italia.

Dalla Grande Mela al piccolo Isolotto

Ora che il suo quartiere compie 60 anni, Giovanni ha deciso di fargli un regalo: ha preso in prestito da New York il cuore rosso ed ha creato una T-shirt con su scritto “I love Isolotto”. La maglietta sta andando a ruba tra gli “isolottiani”, ne sono state già vendute circa 200 ed è stata creata anche una pagina Facebook I love Isolotto.

Una T shirt è stata consegnata anche al primo cittadino Dario Nardella quando, lo scorso 8 giugno, ha fatto un sopralluogo in piazza dell’Isolotto, presto ridisegnata da un concorso di progettazione nato dagli spunti degli stessi cittadini.

I love isolotto T shirt

Giovanni Erbabianca (maglietta rossa) insieme al sindaco Nardella

Perché l’Isolotto è un luogo da amare

“La maglietta vuole essere un veicolo per mettere in luce la storia dell’Isolotto – spiega Giovanni Erbabianca –  non abbiamo né monumenti, né bellezze naturali, ma questo quartiere è un luogo di partecipazione e di vita sociale: qui sono nati i Quartieri come istituzioni decentrate, qui teneva la messa Don Enzo Mazzi. La stessa città giardino è stata progettata per favorire le relazioni sociali – prosegue – abbiamo ereditato tutto questo dai nostri padri e adesso vogliamo portare avanti tutto questo”.

La maglietta “I Love Isolotto”

L’idea delle magliette è nata in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Acf – casa famiglia, impegnata a creare condomini solidali in tutta Italia. La maglietta costa 12 euro nella versione da adulto e 10 per i bambini, una parte del ricavato va alla stessa associazione.

“Le consegniamo come un pizza express – dice ridendo Giovanni – la maggior parte di chi vuole la maglietta vive all’Isolotto, quindi basta poco per portarla a domicilio”.

I love isolotto Maglietta(1)

60 anni della città giardino

Dieci famiglie dell’Isolotto, che fanno parte dell’associazione, si sono messe a disposizione del Quartiere come volontari per aiutare durante le future celebrazioni. Il Q4 sta infatti realizzando un programma di iniziative ed eventi in vista della sessantesima candelina dell’Isolotto: dai convegni, alle iniziative in piazza insieme a parrocchia, comunità di base, realtà del territorio e centri commerciali naturali.

Modena City Ramblers:
”I nostri 20 anni”

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Vent'anni. Tanti ne sono passati dall'uscita del primo album dei Modena City Ramblers. Per festeggiare i molti concerti fatti e i 20 dischi incisi fino ad ora, la band emiliana ha deciso di riproporre molti dei brani che hanno tracciato la sua strada. Come? Con il Venti Tour, che prende il nome dall'omonimo disco, “Venti”, un doppio cd che contiene 31 pezzi live registrati all'Estragon di Bologna in occasione dell'apertura del tour. E, come da buona tradizione Mcr, non potevano mancare le date toscane: dopo vari concerti, di cui uno nei mesi passati proprio a Firenze, la band approderà a Campi Bisenzio, al parco di Villa Montalvo, il 20 luglio, ospite del Campi beer festival. Davide 'Dudu' Morandi, cantante della band, racconta a Il Reporter.it un po' di cose su questi 20 anni.

Vent'anni dall'uscita del primo album, vent'anni di musica, storie, cambiamenti. Come siete arrivati fin qui?
Direi bene. Siamo più stanchi, più vecchi ma si spera anche più saggi e maturi. In questi 20 anni ci sono stati molti cambiamenti e molte evoluzioni. Siamo partiti con “Riportando tutto a casa”, con uno stile molto 'irish'. Stile sempre più contaminato. Credo che 'combat folk', racchiuda al meglio quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare. Siamo arrivati qui, 20 anni dopo, perché nonostante i cambiamenti l'idea di base dei Modena è rimasta. Ed è un'idea che piace tanto ai “vecchi”, che hanno iniziato a seguire la band dagli esordi, quanto ai più giovani, che manco erano nati nel '94.

Come nasce l'idea di questo tour?
Per “autocelebrare” questi anni di musica abbiamo pensato di prenderci un anno sabbatico, tutti insieme, con il gruppo. Ma non come fanno tutti gli altri. Abbiamo pensato di prenderci una pausa continuando a fare musica, continuando a suonare e a fare ciò che più amiamo e più ci riesce. La passione che ci muove è davvero forte perché facciamo quello che più ci piace: questo ci rende una band forte, è la nostra anima.

Avete già in mente un nuovo progetto per andare avanti?
Certo che sì. Quello uscito questo inverno è un disco live con dentro i brani dei vari album fatti dai Modena. Pensiamo già al nuovo disco e, tra uno spostamento e l'altro, stanno già venendo fuori molte idee. Non so se seguirà lo stile di “Niente di nuovo sul fronte occidentale” o se sarà più leggero. Per il momento diciamo che tra settembre e ottobre inizieremo a lavorare su quello che sarà un disco di inediti.

Storie di resistenza ma anche vicende più attuali nelle vostre canzoni. Come riuscite a raccontare queste storie attraverso le canzoni?
Lo si fa raccontando le storie come se si raccontassero a qualcuno, a un amico, davanti a una birra in un pub. Le nostre canzoni sono storie, racconti che servono a stimolare la gente a informarsi. Non diamo la verità assoluta, raccontiamo e lasciamo che ognuno si faccia una propria idea. Raccontiamo come facevano i cantastorie girando di paese in paese, raccontando le cose che avevano vissuto, conosciuto e scoperto nei loro viaggi.

Racconti che dietro hanno un lavoro sicuramente impegnativo. Come nasce un testo dei Modena City Ramblers?
Di solito partiamo da un'idea di base che uno di noi 7 propone. Proviamo a tirar giù il ritornello e da lì scriviamo il testo. Anche se da noi un pezzo non è mai chiuso finché non è registrato. Anche mentre lo proviamo modifichiamo le parole, fosse anche una singola parola. Ne discutiamo tutti insieme e alla fine arriviamo a una soluzione comune.

Quindi i testi li scrivete tutti insieme…
Certo, i testi li scriviamo sempre insieme e spesso le idee vengono nei momenti più curiosi. 'La mosca nel bicchiere' (brano dell'album “Seduto sul tetto del mondo”, ndr) è nata mentre stavamo andando a suonare. Eravamo in viaggio nel nostro pulmino e una mosca è entrata. Non ci fu il verso di mandarla via e allora da lì cominciammo a canticchiare e arrangiare una prima bozza. Poi ci abbiamo lavorato sopra e ne è nata la canzone. Molte canzoni nascono in tour. Quello che ci caratterizza, direi, è il nostro lavorare sui testi tutti insieme e non buttare mai via niente, nessuna idea. Le canzoni arrivano al pubblico se le senti tue, se godi nel proporle.

Chitarra elettrica, basso, flauto, violino e addirittura la tromba. Molti strumenti per certi aspetti anche diversi. Come si arriva a farli suonare tutti insieme, in modo armonioso?
Il nostro è un lavoro di ricerca. Nella nostra musica ci vanno a finire dentro le esperienze e i viaggi che abbiamo fatto. La base da cui i Modena sono partiti è certamente la musica irish, ma poi abbiamo fatto anche altri viaggi, in Africa, in Sud America, nei Balcani. Ogni posto in cui siamo stati ha dato qualcosa alla nostra musica.

 

Tornando alle origini, come nascono i Modena City Ramblers e come sono cambiati negli anni?
La band è nata da un gruppo di amici che si ritrova in un pub per bere una Guinness e suonare pezzi irlandesi. Nati in un periodo in cui U2 e Cranberries andavano molto. Anche se la vera ispirazione veniva da gruppi come i Pogues, che suonavano il tipico folk irlandese. Io li ricordo perché all'epoca li seguivo come fan e la cosa bella è che nelle prime apparizioni non sapevi mai chi sarebbe salito sul palco. Tutti si univano, uno col mandolino, un altro col bouzouki. Salivano sul palco e suonavano con la band. Dall'uscita del primo disco, nel '94, la band cominciò a prendere una sua conformazione. Anche se i cambiamenti sono una cosa ordinaria per noi. Ce ne sono stati molti nel tempo e ce ne saranno ancora, nessuno però li vive come un trauma. Sono diventati una caratteristica della band. Ciò che conta e contraddistingue i Modena City Ramblers è l'idea di base: fare musica raccontando storie nel modo più semplice possibile. Suonare e cantare con la gente, avere un rapporto col proprio pubblico. Per noi è importante, a fine concerto, scambiare due parole con chi ci ha ascoltato. Sono abituato al rapporto con la gente, è una cosa che proprio i Mcr  mi hanno insegnato.

C'è qualcosa di particolare che vi lega alla Toscana, dove ogni anno fate molti concerti?
Oltre al fatto che Francesco 'Fry' Moneti è di Arezzo? (ride, ndr). La Toscana è una terra sensibile su molti argomenti. Una terra in cui non si può dire che manchino realtà e associazioni che lottano su temi sociali. E poi diciamocelo, fare concerti in Toscana è un po' come farli a casa. Non esiste tour che non passi dalla Flog, posto che ormai conosciamo bene.

Una curiosità: tutti voi avete dei soprannomi, anche strani. Da dove vengono?
Qui in Emilia è davvero raro che qualcuno venga chiamato col proprio nome. Per tradizione tutti hanno dei soprannomi. Tradizione che so che appartiene anche alla Toscana, come dimostrano i nomignoli dei nostri amici della Bandabardò. Dudu, per esempio, mi è stato dato al liceo e da allora me lo porto dietro. Credo che solo mia madre continui a chiamarmi Davide. E poi ci sono gli altri: Franco D'Aniello, detto Franchino per la sua non enorme statura, Massimo Ghiacci, Ice dal cognome. E poi tutti gli altri.

Per concludere, qual è un pezzo che in qualche modo racchiude ciò che sono i Modena City Ramblers?
Se proprio fossi costretto a sceglierne uno, direi che un pezzo che non passerà mai e in cui rientrano tutte le cose che ho detto è “Bella Ciao”. Ormai è un pezzo che non manca mai, ogni volta che ci esibiamo lo suoniamo. Brano che rappresenta la resistenza sociale, che parla di libertà. Spesso viene etichettato come “comunista”, ma io non sono d'accordo. Direi che è una canzone che parla di lotta: ovunque nel mondo viene cantata da chi si batte per la libertà, da chi lotta perché qualcosa cambi.

Tornatore a Firenze incontra il pubblico (in piazza)

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Vincitore del Premio Oscar come miglior film straniero nel 1990, 4 David di Donatello, per non parlare di Nastri d'argento, Golden Globe e altri meriti cinematografici. Giuseppe Tornatore sarà ospite a Firenze per ricevere il Premio Fiesole ai maestri del cinema 2014.

TORNATORE A FIRENZE

Firenze si prepara ad accogliere un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e montatore italiano. Per dirlo con un nome, Giuseppe Tornatore. Un uomo umile e attento ai problemi sociali. Partendo da un piccolo paese della Sicilia, Bagheria, nella sua carriera ha saputo valorizzare  il cinema italiano portandolo anche al di fuori dei confini dello Stivale.

Il premio promosso dal Comune di Fiesole,Gruppo Toscano del sindacato nazionale critici cinematografici italiani e Fondazione sistema Toscana, vuole essere un modo per sottolineare tutte quei valori e quelle caratteristiche che fanno di Tornatore il regista che è.

DOVE E QUANDO

Tornatore arriverà a Firenze domenica 20 luglio. Dalle 18 risponderà a domande e curiosità dei presenti. L'incrontro si svolgerà nella terrazza del Teatro romano di Fiesole. Accanto al regista – fanno sapere gli organizzatori – anche l'attore Gabriele Lavia e il critico cinematografico Enrico Magrelli. Verrà anche presentato il volume dedicato al regista realizzato dal Gruppo toscano Sncci, “L'uomo dei sogni,il cinema di Giuseppe Tornatore” di Marco Luceri e Luigi Nepi.

IL REGISTA IN PIAZZA SS. ANNUNZIATA 

In serata, Tornatore assisterà insieme al pubblico presente in piazza Ss. Annunziata alla proiezione di La leggenda del pianista sull'oceano. Come già annunciato in occasione della presentazione del cinema gratuito in piazza a Firenze “Apriti Cinema”  l'evento quest'anno ha dedicato un'intera sezione di film proprio al regista siciliano vincitore del premio fiesolano.

Tasse più basse, cosa cambia a Firenze

Sorpresa, Nardella rottama l’Irpef, prima del previsto. A Firenze, per chi guadagna meno di 25mila euro lordi l’anno, l’imposta sarà azzerata fin da quest’anno. 

Cos’è l’addizionale

In gergo si chiama “addizionale comunale Irpef”. Per chi non è avvezzo a questioni fiscali si tratta di quel numerino (0,2% fino ad ora a Firenze) che si va a sommare all’Irpef dovuta allo Stato e all’altra addizionale che va invece alla Regione. Normalmente i lavoratori dipendenti  si vedono “arrivare” in busta paga la mini-tassa comunale a fine anno.

Chi avrà lo “sconto” Irpef a Firenze

La soglia limite sono i 25mila euro lordi annui di reddito. Chi sarà sotto non pagherà l'addizionale, circa 137mila fiorentini secondo i dati del Comune. Fatti due conti sulle dichiarazioni dei redditi gigliate, questa sorta di bonus fiscale in versione fiorentina riguarderà circa 137mila cittadini.  

Quanto si risparmia

In media le cifre che rimarranno in tasca ai contribuenti fiorentini non saranno altissime (si aggirano in media intorno ai 30 euro), ma sempre meglio di niente. 

Chi supera i 25mila

Chi invece scollinerà quota 25mila euro l'anno continuerà a pagare lo 0,2% di addizionale Irpef comunale a Firenze. In questo caso si tratta di circa 85mila persone.

Palazzo Vecchio Foto Il Repoter

Foto: Il Reporter – GC

Quando

La decisione sarà approvata nero su bianco insieme all’approvazione del bilancio di previsione, che arriverà in Consiglio comunale, tra poche settimane alla fine di luglio.

Perché nel 2014

Il sindaco Dario Nardella è riuscito a mettere nel sacco già nel 2014 una rivoluzione delle imposte che inizialmente aveva previsto solo a partire dal 2015. Solo qualche settimana fa aveva annunciato il dimezzamento dell’addizionale Irpef a Firenze quest’anno. E invece è saltata fuori una buona notizia.

Nel salvadanaio di Palazzo Vecchio arrivano più soldi del previsto dallo Stato per l’Imu 2013: per l'esattezza 4 milioni e 650mila euro in più rispetto a quanto preventivato. In parole povere gli uffici del Ministero delle Finanze hanno calcolato in modo errato la cifra che si sarebbe ricavata nel 2013 dall’imposta sulla casa a Firenze. E ora da Roma arriva il rimborso milionario.

“Lo Stato ci ha finalmente riconosciuto quanto ci doveva sul gettito Imu – ha commentato su Facebook Dario Nardella – sono convinto che abbassando le tasse partendo dai redditi più svantaggiati combattiamo la diseguaglianza e diamo una spinta concreta ai consumi per superare questa crisi soffocante”.

Barriere fisse e galleria commerciale, la stazione Smn prova a ripartire

Un incontro per il futuro della stazione di Santa Maria Novella, negli ultimi tempi finita più volte sotto i riflettori. E' quello che si è tenuto a Roma tra il sindaco di Firenze Dario Nardella e Michele Elia, ad di Ferrovie dello Stato.

STAZIONE

Le questioni affrontate sono state quelle delle barriere anti-accattonaggio e della nuova galleria commerciale che nascerà alla stazione. “Un incontro molto positivo, che replicheremo a settembre a Firenze per verificare l'attuazione degli impegni”, commenta Nardella.

GALLERIA COMMERCIALE

“Abbiamo affrontato – ha spiegato ancora il sindaco – molti temi che riguardano la stazione di Santa Maria Novella. Elia mi ha assicurato che i lavori alla galleria commerciale sotto la stazione ripartiranno tra pochi giorni, così come quelli per la ciclostazione e la sistemazione delle aree esterne”.

BARRIERE FISSE

“Ferrovie, inoltre – ha concluso Nardella – si è impegnata ad aumentare la sicurezza dei viaggiatori che quotidianamente frequentano la stazione rendendo permanenti con opere fisse le recenti misure di sicurezza e tutela dei passeggeri in stazione”.

I Modena City Ramblers sul palco

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Dopo numerose date fatte in Toscana e nell'hinterland fiorentino, i Mcr tornano per un'altra data del tour con cui celebrano i vent'anni dall'uscita del loro primo album "Riportando tutto a casa". Ecco alcuni scatti del concerto del 16 maggio scorso al "Prato a tutta birra", una delle tante date del "Venti Tour".

Uffizi, lavori in corso: il valzer dei capolavori

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6 sale degli Uffizi, quelle che vanno dalla 2 alla 7 e che solitamente ospitano le tre enormi maestà di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna, oltre a opere del Trecento e del primo Rinascimento fiorentino.

La durata dei lavori

A partire dal 22 luglio (e fino alla primavera 2015) resteranno chiuse al pubblico per lavori di manutenzione, che trasformeranno gli ambienti in modo da renderli sempre più “a misura di visitatore” (verrà rifatto l'impianto di condizionamento e il sistema di illuminazione, che farà dialogare la luce artificiale a quella naturale).

Le sale

Si tratta delle prime sale che i visitatori incontrano entrando nel museo, e per la precisione sono quelle che ospitano capolavori come le Maestà di Cimabue, Giotto e Duccio da Buoninsegna, oltre ad opere del Trecento fiorentino e senese, del gotico internazionale e del primo Rinascimento, ovvero alcuni dei capolavori più importanti contenuti nel museo fiorentino.

Per vedere Giotto come si fa?

Niente paura. Visitatori, turisti e appassionati, potranno ammirare comunque molte delle opere conservate nelle sale interessate dai lavori. La gran parte è stata momentaneamente trasferita nelle sale 43, 44 e 45 con un nuovo e temporaneao allestimento.