sabato, 17 Ottobre 2026
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Montella: ”Cagliari fondamentale, non penso al Milan”

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Ma quale Milan, ora c’è da pensare solo al Cagliari. Parole e pensieri di Vincenzo Montella, che parla alla vigilia della gara in programma in Sardegna.

MILAN. “Lo dico con molta sincerità – spiega l’allenatore – ora non penso al Milan. La gara di domani è fondamentale per fare punti. Le scelte saranno basate solo sulla gara di domani. Se qualcuno diffidato tirerà indietro la gamba per non farsi ammonire, sarà sostituito”. I giocatori sono avvertiti, insomma.

NAZIONALI. Ma come sta la squadra dopo la sosta per le Nazionali? “Jovetic e Savic stanno molto bene. Anche Cuadrado è rientrato bene dopo le gare internazionali – spiega Montella – Ljajic? E’ cresciuto molto, spero che continui con il suo buon momento”. Chi domani non ci sarà è Borja Valero, pedina fondamentale nella Fiorentina targata Montella. “Non c’è un giocatore con le sue caratteristiche in squadra. Magari se vogliamo essere più offensivi possiamo sfruttare Mati Fernandez, o la dinamicità di Romulo. Abbiamo anche altre scelte, ma nessuno ha le sue caratteristiche, quindi cambieremo qualcosa a livello di modulo”.

PORTE CHIUSE. Una gara particolare quella domani, perché sarà giocata senza pubblico, a porte chiuse. “Giocare a porte chiuse – dice il tecnico viola – è una partita diversa. Forse più difficile ancora. La vivi in maniera diversa, forse manca un po’ di adrenalina. Magari il Cagliari che è abituato, suo malgrado, a questa soluzione, ha un piccolo vantaggio. A prescindere da questo, mi sarebbe piaciuto giocare con i tifosi, con il pubblico e la Fiorentina lo aveva anche anche richiesto”.

ROSSI. Ultimo pensiero per Pepito Rossi, che sta lavorando per tornare a giocare. “Il rientro di Rossi? Ora conta solo vederlo vicino a noi, con grande voglia di tornare. Un sogno? Vederlo segnare un gol decisivo per il nostro destino a fine campionato”. Lo spera Montella, lo sperano i tifosi viola.

CONVOCATI. Questi i 23 convocati per la gara contro il Cagliari in ordine alfabetico: Aquilani,  Compper, Cuadrado, El Hamdaoui, Fernandez, Jovetic, Larrondo, Lupatelli, Ljajic, Llama, Migliaccio, Neto, Pasqual, Pizarro, Rodriguez, Romulo, Roncaglia, Savic, Sissoko, Tomovic, Toni, Viviano, Wolski.

Leggi anche: Milan, il Franchi verso il tutto esaurito. In vendita le prime file – Pepito Rossi, il medico: ”Servirà ancora tempo, non vogliamo correre rischi”

Marzo, a Firenze cresce l’inflazione

Cresce l’inflazione a Firenze nel mese di marzo: la variazione mensile registrata è +0,5% (a febbraio era -0,4%), mentre quella annuale è +1,4% (a febbraio era +1,3%).

VARIAZIONI. A contribuire a questo dato – spiegano da Palazzo Vecchio – sono state, rispetto al mese precedente, le variazioni nelle divisioni Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,3%), Trasporti (+0,9%) e Comunicazioni (-1,0%). Come comunica l’Ufficio comunale di statistica, nella divisione Servizi ricettivi e di ristorazione sono in forte aumento i servizi di alloggio (alberghi, B&B, etc): +9.2% rispetto a febbraio 2013 e +11,6% rispetto a marzo 2012. Su base annuale, l’intero capitolo fa registrare un aumento significativo, passando da +1,5% registrato a febbraio a +3,6% per il mese in corso.

CARBURANTE. Nella divisione dei Trasporti, si registra l’aumento mensile dei carburanti e lubrificanti per i mezzi di trasporto privati: +0,4% rispetto a febbraio 2013 (ma -1,9% rispetto a marzo 2012). La diminuzione della divisione Comunicazioni (-1,0%) è causata dai cali registrati rispetto al mese precedente degli apparecchi telefonici e telefax (-2,4%) e dei servizi di telefonia mobile (-1,3%).

CARRELLO DELLA SPESA. Per quanto riguarda il cosiddetto “carrello della spesa”, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori sono aumentati di +0,1% rispetto al mese precedente e sono in aumento di +1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I prodotti a media frequenza di acquisto sono aumentati di +1,1% rispetto a febbraio 2013; stabili, rispetto allo stesso periodo, quelli a bassa frequenza.

RILEVAZIONE. I beni, che pesano nel paniere per circa il 56%, hanno fatto registrare a marzo 2013 una variazione di +1,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I servizi, che pesano per il restante 44%, hanno fatto registrare una variazione annuale pari a +1,6%. Scomponendo la macrocategoria dei beni, si trova che i beni alimentari registrano una variazione annuale pari a +3,3%. I beni energetici sono in aumento di +2,1% rispetto a marzo 2012. I tabacchi fanno registrare una variazione di +1,0 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La rilevazione si è svolta dal 1° al 21 del mese di marzo su oltre 900 punti vendita (anche fuori dal territorio comunale) appartenenti sia alla grande distribuzione sia alla distribuzione tradizionale, per complessivi 11.000 prezzi degli oltre 900 prodotti compresi nel paniere. Sono poi considerate anche quotazioni di prodotti rilevati nazionalmente e direttamente dall’Istituto Nazionale di Statistica. I pesi dei singoli prodotti sono stabiliti dall’Istat in base alla rilevazione mensile dei consumi delle famiglie e dai dati di contabilità nazionale.

Aste e negozi di seconda mano: la crisi ”rilancia” l’usato. Anche a Firenze

Col naso all’insù, a caccia dell’affare

C’è chi, naso all’insù, cerca un quadro fra i tanti appesi alle pareti. Qualcun altro passa la mano su un mobile dell’Ottocento e si precipita a informarsi sul prezzo di partenza. I frequentatori dei locali Isveg di via Poggio Bracciolini, dove la casa d’aste Pandolfini ha una delle sue sedi di vendita, sono di tutti i tipi, come gli oggetti in esposizione: giovani in cerca d’occasioni per la casa, coppie di mezz’età appassionate d’arte, quadri, madie, gioielli. Il mondo delle aste è sconosciuto o quasi ai più e spesso viene associato all’idea del lusso: per questa ragione potrebbe apparire immune alla crisi. Non è esattamente così. Per rendersene conto basta passare da via Poggio Bracciolini il giovedì, giorno in cui si può prendere visione dei beni che saranno venduti il venerdì mattina seguente o nelle settimane successive. I prezzi degli oggetti in vendita possono partire da 60 euro, o anche meno. Il signor Moreno è un appassionato di pittura. Guarda i quadri appesi alle pareti e li attribuisce, con uno sguardo, a uno o all’altro pittore. “Sono tutti ‘minori’ – spiega – i cui prezzi, negli ultimi anni, sono crollati. Ormai si vendono al quaranta per cento in meno rispetto al loro valore”. Secondo Moreno, e anche secondo altri frequentatori di aste e operatori del settore, la ragione è proprio da ricercare nella crisi, che, come risaputo, colpisce soprattutto la fascia media: “Gli oggetti belli e costosi – continua il signor Moreno – si acquistano sempre e non si deprezzano. Ma quelli mediocri e di prezzo medio, rimangono lì dove li hanno esposti. Di questi tempi, chi compra lo fa per rivendere e le cose brutte non portano guadagni. Resiste solo il bello che, al limite, si tiene in casa”. Per ragioni di privacy, gli operatori non rispondono a domande su una possibile relazione tra aste e crisi. Ma quando si chiede se le vendite fallimentari siano aumentate, annuiscono tutti in silenzio, gravi e decisi. Chi lavora nel settore, inoltre, assicura che da qualche anno a questa parte sono aumentate le persone che decidono di vendere i beni ereditati o quelli comprati in tempi migliori per avere liquidità. Ma, come sottolinea Barbara, che ha un negozio di antiquariato in centro e da sempre frequenta le aste per lavoro, “certamente il guadagno non è di chi vende, ma di chi compra”. Fra i curiosi, poi, c’è chi entra non per comprare, ma per farsi un’idea del valore dei prodotti ed evitare così i cattivi acquisti. “Domani c’è l’asta dei gioielli – spiega Matteo, 33 anni, che da tempo frequenta via Poggio Bracciolini in cerca di occasioni – e io, forse, verrò. Lo faccio soprattutto per sapere a quale prezzo vengono venduti gli oggetti e andare a vedere se cose simili, nei negozi, costano molto di più. In genere è così”. Ma la tentazione di comprare, a volte, è troppo forte e non c’è crisi che tenga: “Ogni tanto cedo – confessa Matteo – perché si riescono a portare a casa cose a prezzi buonissimi, soprattutto per fare regali a eventuali fidanzate”.

Nei negozi dove gli oggetti rivivono

Amedea ha un negozio di oggetti usati in via Berlinghieri, nella zona dell’Isolotto. Entrando, si vedono sveglie e radio d’epoca, qualche abito vintage firmato, pellicce e, appesi al soffitto, lampadari di cristallo. In un angolo vicino al bancone una serie di oggetti di cartoleria in plastica fosforescente contrasta palesemente con il resto della merce esposta. “Sono di un negozio qua vicino, che ha chiuso qualche giorno fa – spiega la proprie- taria – ultimamente non è più solo chi svuota la soffitta a portarci le sue cose. Quasi ogni giorno passa da noi un commerciante diverso che cessa l’attività e deve smaltire quello che non ha venduto”. A Firenze esistono due tipologie di negozi dell’usato. Ci sono quelli che hanno scelto di vendere qualsiasi cosa, dalle stoviglie in plastica ai libri, passando per i vestiti di qualsiasi qualità e i giocattoli rotti. Qualche esempio? Si possono trovare scarpe di marca da bambino a 8 euro, un’insegna luminosa di una famosa marca di bibite a 30 euro, una cartolina dell’isola del Giglio a 2 euro. Altri, invece, hanno optato per una selezione più rigida della merce da esporre. Nel negozio di Amedea, come altrove, i prezzi possono arrivare fino a duemila euro e gli oggetti devono rispettare un certo standard di qualità, anche quando il costo non è elevato. A ciascuna delle due opzioni corrisponde, ovviamente, un diverso tipo di frequentatori. Chi vende di tutto si rivolge a chiunque, mentre chi ha fatto una scelta più “di nicchia” in genere ha come clienti persone a caccia del “buon affare”, a volte collezionisti. Sono molti i negozi dell’usato fiorentino che, negli ultimi anni, hanno intrapreso la seconda strada: selezionare la clientela, spiegano gli addetti ai lavori, aiuta ad averne una fissa. Un elemento, però, accomuna le due tipologie di negozi. Il conto vendita è il meccanismo che va per la maggiore: si portano gli oggetti per una valutazione e, se dopo un certo periodo di tempo rimangono invenduti, il prezzo cala, fino al ritiro dall’esposizione. Spesso la merce è anche visibile online, o addirittura su Facebook. Un esempio è quello della pagina “In conto vendita”, dove l’omonimo negozio fiorentino offre valutazioni gratuite e pubblica fotografie di oggetti di ogni tipo: dalle mazze da golf ai giocattoli di latta. Frequentando i negozi dell’usato, a volte, si possono fare veri e propri affari. Lavorarci, invece, significa anche farsi un’idea abbastanza precisa dell’aria che tira a Firenze e, più in generale, in Italia. “Ultimamente – racconta Amedea – mi sono state portate anche delle dentiere complete di denti d’oro. Non è una tipologia di merce che io propongo, ma episodi di questo genere la dicono lunga su quanto grave possa essere la situazione”. E continua: “Una persona, qualche giorno fa, mi ha messo sul bancone una serie di pezzi di argenteria, bellissimi. Li voleva vendere, come hanno fatto altri, per aiutare il figlio disoccupato”.

Si rovescia col gommone durante un’esercitazione: muore un pompiere

Si rovescia con il gommone, muore un vigile del fuoco.

L’ESERCITAZIONE. Tutto è successo durante un’esercitazione lungo un fiume in provincia di Lucca. L’uomo era a bordo del gommone con altri colleghi quando il mezzo, a un certo punto, si è rovesciato.

IN ACQUA. L’equipaggio, dopo l’incidente, è così finito in acqua. E uno dei vigili del fuoco, in seguito all’episodio, ha perso la vita. A nulla, purtroppo, sono valsi i tentativi di salvarlo.

Caso Aldrovandi, Renzi: ”L’abbraccio della città di Firenze alla famiglia”

Caso Aldrovandi, si fa sentire anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

IL CASO. Il primo cittadino fiorentino interviene attraverso i social network dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Ferrara, espisodio che ha riportato sotto i riflettori la tragedia di Federico Aldrovandi.

L’ABBRACCIO. “Invio l’abbraccio della città di Firenze a Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi e sono vicino al sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani per la sensibilità dimostrata”: questo quanto scritto da Renzi su Facebook.

Piantagione di marijuana scoperta in un casolare del senese

Una vera e propria piantagione di marijuana scoperta in un casolare.

LA PIANTAGIONE. Sono stati i carabinieri di Siena, nel corso di un’operazione antidroga, a scoprire la piantagione e ad arrestare un uomo. In un casolare del senese – viene spiegato – era stata realizzata una vera e propria piantagione di marijuana, 435 piante e quindici chili di droga già pronta per essere venduta.

L’ARRESTO. La marijuana sarebbe poi stata venduta in tutta la provincia. Nel corso dell’operazione, i militari dell’arma hanno arrestato un uomo, italiano.

Loggia dei Lanzi, ancora un dito staccato al ”ratto di Polissena”

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Una turista ha danneggiato, staccandolo di netto, il dito indice della mano sinistra della scultura di Pio Fedi “Il ratto di Polissena”, alla Loggia dei Lanzi. Era lo stesso dito staccato nell’ottobre scorso.

Ponte a Greve, ”collegare via Pisana e tram con un percorso pedonale”

Proposte per la “Ponte a Greve che sarà”.

L’ASSEMBLEA. Ricucire la vecchia via Pisana con la stazione della tramvia attraverso un percorso pedonale in via del Caravaggio, da dotare di aree verdi e spazi per la sosta fatti realizzare direttamente dagli abitanti; connettere i due lati di viale Nenni con una piazza sopraelevata sul modello di Siviglia. Sono le proposte lanciate dall’Ordine degli architetti di Firenze durante”Firenze che sarà”, ciclo di assemblee pubbliche organizzate insieme alla Fondazione Professione Architetto e Image per discutere del futuro urbanistico della città, che ieri hanno fatto tappa a Ponte a Greve. L’incontro – il secondo, dopo l’inaugurazione del 28 febbraio scorso a Novoli – si è svolto al circolo Arci di via Pisana. Presenti alcuni consiglieri del Quartiere 4, Antonio Ardiccioni del coworking Multiverso e tanti cittadini residenti.

PONTE A GREVE. Dal dibattito sulle trasformazioni urbane della città, che come sempre ha preso spunto dalla proiezione di filmati di architettura contemporanea selezionati da Image Archive, è emersa la necessità di dotare Ponte a Greve di un sistema di infrastrutture leggere e sostenibili, in grado di dare vita a un’area spesso avvertita come “quartiere – dormitorio”. “Ciò che è maggiormente carente nella zona – spiegano gli architetti – sono i collegamenti tra i due lati di viale Nenni, e tra la vecchia via Pisana e la stazione della tramvia”. Nel primo caso, “si potrebbe ricorrere a un passaggio sopraelevato, una sorta di piazza rialzata sul modello del Metropol Parasol di Siviglia”, propongono gli architetti.

GAVINANA. Nel secondo caso, si potrebbe “invece creare un percorso pedonale in via del Caravaggio che raccolga al suo interno tutte le funzioni necessarie per la vita pubblica del quartiere come sedute, percorsi e aree di sosta, orti urbani e spazi gioco per i bambini”. Interventi del genere potrebbero consentire a questa ampia porzione di città di essere ”liberata” dalle auto, pedonalizzata e munita di percorsi verdi funzionali alla socialità. I costi di simili operazioni, spiegano gli architetti, “potrebbero essere contenuti, se fossero il risultato di un processo di costruzione partecipativa condiviso direttamente tra gli abitanti del quartiere”. Gli incontri di “Firenze che sarà” torneranno giovedì 18 aprile: prossima tappa, Gavinana.

Roberta Ragusa, una (nuova) Pasqua senza certezze

Sarà la seconda Pasqua da quando è iniziato il mistero di Roberta Ragusa, la donna scomparsa dalla sua casa nel pisano dal gennaio del 2012 e di cui, da allora, non si sa più niente.

IL MISTERO. Quella ormai alle porte, infatti, sarà la seconda Pasqua senza avere ancora notizie della donna. Un mistero iniziato ormai più di quattordici mesi fa, un mistero che in qualche occasione, soprattutto negli ultimi tempi, è sembrato vicino a una soluzione, ma a cui ancora non è stata messa la parola fine.

LA RABBIA. E anche per questo, per un’attesa che continua a protrarsi, oltre che per la serie di novità e indiscrezioni che hanno recentemente riacceso diverse speranze, tra le moltissime persone che stanno seguendo il caso torna a montare la rabbia.

LA VERITA’. In tanti si chiedono quanto ancora ci sarà da aspettare prima di conoscere l’invocatissima verità, in tanti sperano di poter chiudere questa vicenda il prima possibile. Per capire che cosa sia realmente successo quella notte di gennaio di oltre un anno fa, per capire che fine abbia fatto Roberta Ragusa.

SULLA RETE. L’attenzione sui social network, dove fin da subito si sono “radunate” migliaia di persone per seguire la vicenda da vicino, è sempre altissima, e sono centinaia i commenti, le richieste e gli sfoghi che quotidianamente vengono pubblicati.

PASQUA. Anche perché – come detto – un’altra Pasqua è ormai alle porte. E come sempre in occasione di vacanze e festività in tanti tornano a pensare ai figli di Roberta Ragusa e a preoccuparsi: per loro, questa, sarà una nuova Pasqua senza la loro mamma.

La risata dei babbuini? Contagiosa come quella dell’uomo

Quante volte, nella nostra vita, ci siamo trovati nella situazione, magari dopo aver sentito o visto qualcuno ridere, di essere preda di un irrefrenabile riso, senza capire perché tutto ciò stia succedendo? Sappiamo già da tempo che essere contagiati dalle risate altrui è una nostra caratteristica innata.

BABBUINI. In uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, che vede la stretta collaborazione tra Università di Pisa, Università di Parma e Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr, i ricercatori Giada Mancini, Pier Francesco Ferrari ed Elisabetta Palagi hanno dimostrato che la capacità di essere contagiati dalle risate di altri individui è presente però anche in alcuni parenti più “lontani”, in particolare in una specie di babbuino che abita gli altopiani etiopici, il gelada. “Il dato incredibile è che non solo questi primati vengono contagiati con tempi di latenza tipicamente ‘umani’ (meno di un secondo), ma che la risposta è perfettamente a specchio. Risate a denti stretti evocano risate a denti stretti, risate ampie e intense risuonano sulla faccia del compagno di gioco in modo esattamente congruente”, spiega Elisabetta Palagi, biologa del Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa e associata all’Istc-Cnr, co-autrice, assieme a Giada Mancini e Pier Francesco Ferrari delle Università di Pisa e Parma, dell’articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

ANALISI. I dati sono stati ottenuti con un’accurata video-analisi che ha visto la raccolta di più di mille sessioni di gioco in un arco di due anni su 38 soggetti. Lo studio, pubblicato grazie al contributo del Ministero Istruzione Università e Ricerca e del National Institute of Health (USA), dimostra inoltre che quando il gioco avviene tra madre e figlio il contagio è più frequente e più veloce, come se la connessione emotiva tra i due soggetti facilitasse lettura e processamento dello stesso pattern motorio. “Nell’uomo le risposte a specchio tra madre e figlio sono state interpretate sulla base della risonanza emotiva che caratterizza il più forte e intenso dei legami sociali, quello presente tra un bambino e la propria mamma – aggiunge Palagi – Tale dialogo facciale sembra fondamentale per la maturazione e il completo sviluppo neurofisiologico del bambino”. Come nell’uomo, anche nei primati non umani, il contagio della risata potrebbe rappresentare uno degli elementi fondamentali della relazione madre-figlio ed essere un importante indicatore della qualità di tale relazione.

LEGAMI. “La struttura sociale del babbuino gelada è mono-maschile in quanto i gruppi sono formati da un solo maschio, diverse femmine adulte, da giovani e piccoli”, conclude Palagi. “Una volta raggiunta la maturità sessuale i maschi lasciano il gruppo natale per cercare altre femmine con cui poter riformare un gruppo riproduttivo. La particolarità di questa specie, è l’incredibile legame che si instaura tra le femmine adulte, le quali si impegnano in molti comportamenti affiliativi, come grooming (toelettatura del pelo) e gioco”.