martedì, 4 Agosto 2026
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Toscana, niente studio né lavoro per il 17% dei giovani

 

Non lavorano né studiano, vivono a carico della famiglia e pochi di loro sono laureati: ecco la ”generazione Neet”.

ALTA PERCENTUALE. Vengono definiti con una sigla: sono la cosiddetta generazione “Neet” (acronimo inglese di “Not in education, employment or training”) ovvero i giovani compresi tra i quindici e i trentaquattro anni che non studiano né lavorano.  Nel 2011 in Toscana i giovani appartenenti a questa categoria sono stati ben il 17%. Questo è quanto emerso dalla ricerca dell’Irpet che è stata presentata oggi alla commissione sviluppo economico del consiglio regionale.

CHI SONO. Tra i Neet, fino a 24 anni non esiste una differenziazione di genere. Con il crescere dell’età, invece, le ragazze aumentano sensibilmente rispetto ai maschi. Sulla base del livello di istruzione, il fenomeno riguarda per il 43% chi possiede bassi livelli di istruzione, per il 42% chi possiede un diploma e per il 15% chi possiede una laurea. 

LE INTERVISTE. Per capire chi siano i giovani riferibili a questa generazione, l’Irpet ha svolto quaranta interviste (dodici laureati, ventisei diplomati e due con licenza media inferiore). Tra tutti gli intervistati, i tredici che hanno dichiarato di aver rinunciato alla ricerca di un lavoro vivono nella casa di proprietà dei genitori e in piccoli centri della Toscana, hanno tra i venticinque e trentuno anni, sono in maggioranza diplomati e hanno perso il lavoro nel 2008. I ventidue che sono disoccupati e stanno cercando un lavoro, invece, vivono anch’essi con i genitori ma a Firenze e Prato o in altri capoluoghi, otto sono laureati e gli altri diplomati con classe di età differenziate, e hanno svolto l’ultimo lavoro tra il 2008 e il 2011 con contratti, quasi sempre, di precariato. I territori di appartenenza e il livello di istruzione, dicono i ricercatori, hanno dunque un peso rilevante sulle aspettative.

I COMMENTI. Ivan Ferrucci (Pd) ha sottolineato come alle aspettative dei giovani non corrisponda una risposta del mercato del lavoro. Marco Spinelli (Pd) si è interrogato su quali cambi di linee politiche e istituzionali vadano introdotti sulla base della ricerca, che “evidenzia un problema forte riguardo a una mutazione genetica del mercato del lavoro ma anche una serie di gravi problemi rispetto al settore dell’istruzione e della formazione”. I ricercatori dell’Irpet hanno confermato che il nodo che emerge con maggior forza è proprio quello della qualità del sistema della formazione, della scuola e anche dei percorsi universitari. Rispetto a questo, hanno sottolineato che, per quanto sia vero che ci siano richieste di figure professionali particolari, non esistono luoghi di formazione per rispondere a questa domanda.

Marchionne: ”I miei commenti su Firenze estratti fuori dal contesto”

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Alla fine ha voluto spiegare le sue parole, o è stato costretto a farlo. Sergio Marchionne, ad di Fiat, è tornato a parlare di Firenze dopo il vespaio di polemiche che le sue parole (”Firenze città piccola e povera”) avevano suscitato un po’ ovunque.

LA NOTA. L’ha fatto attraverso un comincato stampa, pubblicato nella serata di ieri sul sito della Fiat. “Due agenzie di stampa – recita la nota firmata da Marchionne – hanno riportato oggi (ieri, ndr) alcuni commenti che avrei fatto a Bruxelles con un gruppo di giovani durante un pranzo privato. L’incontro era un evento organizzato tra i dirigenti del settore automobilistico e alcuni giovani al termine dei loro studi che si stanno affacciando nel mondo del lavoro. Tema era la mobilità futura e le sue implicazioni sull’industria automobilistica”.

FIRENZE. “Un giornalista free-lance – continua l’ad di Fiat – fingendo di essere un invitato all’evento, è entrato all’interno della sala mentre stavo parlando con alcuni studenti. I miei commenti su Firenze sono stati, a mia conoscenza, estratti fuori dal contesto. La città di Firenze e la sua economia erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del Presidente Obama con quelle di Matteo Renzi. La differenza mi sembra evidente. I miei presunti commenti – aggiunge – non devono essere interpretati come un mio giudizio sul valore di Firenze, che è una città per arte, cultura e scienze apprezzata e rispettata a livello mondiale, una valutazione che condivido pienamente”.

RENZI. Ma se Firenze viene in qualche modo “salvata”, Marchionne non arretra di un passo su Renzi. “Le mie valutazioni su Matteo Renzi – spiega infatti l’ad di Fiat – restano invariate e sono personali e non attribuibili alla Fiat. Penso infatti che per la sua età e per l’esperienza limitata sia, almeno per il momento, non adeguato ad assumere una posizione di leader in un contesto economico e sociale complesso come è oggi quello italiano. A mio parere, una maggiore esperienza, che può solo accumularsi nel tempo, lo renderà più maturo e di conseguenza gli eviterà di esprimere opinioni senza logica contro la Fiat e la sua posizione industriale nel Paese, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica a livello europeo. Tutto questo senza valutare minimamente l’impatto negativo, permanente e che comporterebbe gravissimi rischi, rispetto alle scelte industriali che abbiamo fatto”.

ALTRE SCUSE? “Ho ribadito in varie occasioni la nostra logica e le ragioni delle nostre scelte. Ho anche avuto l’opportunità, un paio di settimane fa, di illustrare personalmente la posizione della nostra azienda al Presidente Monti e ad alcuni ministri del suo Governo. Sto cercando di ottenere la registrazione dei commenti che mi sono stati attribuiti e poi impropriamente raccolti, e sulla base del suo contenuto deciderò se rinnovare e ampliare le mie scuse alla città di Firenze e ai suoi cittadini per commenti estratti fuori dal loro contesto”, conclude Marchionne nella sua nota.

L’ironia della rete. Caso Marchionne, il web si scatena. ”Ma è il nuovo slogan per la Punto?”

Hashish e marijuana per posta dall’Olanda: indagati sette giovani

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Hashish e marijuana per posta dall’Olanda, indagati sette giovani.

PER POSTA. I sette sono indagati per traffico illecito di sostanze stupefacenti nell’ambito di un sequestro di corrispondenza eseguito ieri al centro smistamento di Poste Italiane a Sesto dalla Polizia postale e delle comunicazioni di Firenze.

LE LETTERE. A segnalare l’anomalia alle forze dell’ordine è stata la stessa S.p.a. che da tempo collabora con le autorità per contrastare il fenomeno dell’invio di droga per corrispondenza. Nei casi accertati ieri dagli inquirenti, le sette lettere incriminate, provenienti tutte dai Paesi Bassi, erano destinate a giovani di età compresa tra i 20 e i 26 anni.

IN CASA. Nelle loro abitazioni, a Firenze e provincia, gli agenti diretti dal dottor Alfredo Pinto hanno trovato e sequestrato altro stupefacente, per un totale di 50 grammi tra hashish e marijuana.

Luce accesa, droga disponibile: stroncato un giro di spaccio tra giovanissimi

Accoltella e cerca di strangolare la fidanzata, arrestato

La colpisce con un coltello e tenta di strangolarla: tutto per gelosia.

L’AGGRESSIONE. È successo la notte scorsa, verso le 1.30, a Prato: un uomo di trentasette anni ha tentato di uccidere la fidanzata diciottenne con un coltello da cucina. I due stavano litigando per una questione di gelosia in casa di lui, quando l’uomo ha preso il coltello e ha colpito la ragazza al collo. Successivamente ha anche cercato di strangolarla.

SALVATA. Insospettiti da alcune grida provenire dalla stanza del figlio, i genitori dell’uomo sono entrati e hanno salvato la ragazza. Lei nel frattempo era riuscita a liberarsi dal coltello e, portata immediatamente all’ospedale, è stata giudicata guaribile in venticinque giorni.

L’ARRESTO. La ragazza, dopo aver ricevuto le prime cure dai medici, ha raccontato la vicenda ai carabinieri che sono andati immediatamente a cercare l’uomo a casa sua. I genitori hanno inizialmente negato la presenza del trentasettenne, ma sono stati traditi da sospetti rumori provenienti dal retro. I carabinieri lo hanno trovato chiuso a chiave all’interno di uno stanzino sul ballatoio. Scoperto, l’uomo ha confessato di aver cercato di uccidere la ragazza e ha consegnato il coltello da cucina con cui l’ha colpita. È stato arrestato per tentato omicidio ed è stato portato al carcere di Prato.

Scippa l’ex moglie: arrestato un 40enne

”Mezzo milione di disoccupati e cassintegrati in Toscana”

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Sono più di 445mila i disoccupati o sottoccupati in cerca di un impiego in Toscana. Un esercito pari ad oltre il 19% della popolazione attiva.

LA RICERCA. Il dato, pressoché uniforme in tutte le provincie, emerge dalla ricerca effettuata dai consiglieri regionali Marina Staccioli (Gruppo Misto, Vicepresidente Commissione Emergenza Occupazionale) e Nicola Nascosti (Pdl, Vicepresidente Commissione Attività Produttive). “Quasi un toscano su cinque è senza lavoro o ha un’occupazione precaria – dichiarano i consiglieri – non ci sono solo la Lucchini o la Ginori, a soffrire sono anche tante altre piccole e medie realtà distribuite su tutto il territorio”.

CASSA INTEGRAZIONE. “Basti pensare che – aggiungono – sono 8.950 le aziende sotto i 15 dipendenti che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga. Un segnale inequivocabile di sofferenza del settore, soprattutto se confrontato con i dati dell’anno precedente”. La maggioranza delle richiste proviene da aziende con sede in provincia di Prato (24%) e Firenze (21,9%). Rilevante anche la quota di richieste di aziende aretine (14,9%), pisane e pistoiesi (rispettivamente 11,1% e 10,9%). Una partita, quella della cig in deroga, da più di 600 milioni di euro.

CRISI AZIENDALI. A far paura – spiegano – anche il numero delle crisi aziendali: solo in provincia di Firenze sono 50 le vertenze aperte, di cui 20 nel capoluogo, 14 tra Sesto, Campi e Calenzano, 4 tra Scandicci e le Signe, altrettanti nell’Empolese Valdelsa e nel Chianti, 3 nel Mugello e una nel Valdarno.

MOBILITA’ IN DEROGA. Oltre 3.600 le richieste pervenute per la mobilità in deroga, da ottobre 2010 a luglio 2012, di cui 3.400 autorizzate, per la maggior parte nei confronti di lavoratori con domicilio a Firenze (24%), seguiti da Lucca (11%) e Pisa (10%). “Di fronte a un’emergenza di queste proporzioni – affermano Staccioli e Nascosti – è necessaria una strategia complessiva da parte della Regione. Auspichiamo perciò una seduta straordinaria del Consiglio per dare una risposta concreta”.

PROVINCE. Più nel dettaglio, a guidare la classifica della disoccupazione in termini assoluti è ancora una volta Firenze, con oltre 100mila iscritti ai Centri per l’impiego, di cui 10mila registrati solo nei primi 5 mesi del 2012. Seguono Lucca (56mila circa), Livorno (47.342), Pisa (46.040), Arezzo (40.200), Pistoia (37.932), Prato (33.582), Massa Carrara (30.429), Siena (27.159) e Grosseto (26.225).

È morto a Pisa l’endocrinologo Aldo Pinchera

 

Aldo Pinchera, studioso delle malattie della tiroide, è morto questa notte a Pisa.

LA MORTE. La tragica scomparsa è avvenuta nella notte scorsa: l’endocrinologo Pinchera si è spento la notte scorsa nella sua casa pisana all’età di settantotto anni a causa di problemi cardiaci.

LA CARRIERA. Pinchera era un endocrinologo di fama internazionale ed era riconosciuto come uno dei massimi esperti mondiali nello studio e nella cura delle malattie della tiroide. Responsabile di numerosi programmi di ricerche finanziate da enti nazionali e internazionali ha coordinato per l’Unione Europea gli studi clinici sul carcinoma tiroideo infantile post Chernobyl. All’università di Pisa era direttore della prima scuola di specializzazione in endocrinologia e malattie del ricambio.

CONTRO L’OBESITÀ. Il suo ultimo progetto era quello di volere realizzare una città che combatte ogni giorno l’obesità. Il medico stava portando avanti questa idea insieme al comune di Pisa e il progetto era attesa di finanziamenti regionali. L’obiettivo era quello di porre la città della torre pendente tra le nazioni europee all’avanguardia nella lotta all’obesità e il miglioramento degli stili di vita. Proprio a Pisa, Pinchera aveva infatti fondato l’istituto europeo per la prevenzione e la terapia dell’obesità.

IL CORDOGLIO. Il presidente regionale Enrico Rossi ha espresso il suo cordoglio per la morte del medico: “Una perdita enorme non solo di una persona di scienza e cultura, ma anche di un cittadino illustre, di grande impegno morale e civile. Alla famiglia le più sincere condoglianze, da parte mia e di tutta la giunta regionale”. “Quando ho avuto l’opportunità di incontrarlo – ha aggiunto Rossi – ho potuto apprezzare, oltre alla sua competenza e professionalità, anche la grande disponibilità e attenzione verso gli altri. La ricerca medica internazionale dovrà fare a meno di una figura di grande rilievo che ha lasciato un’eredità fondamentale nel campo dello studio e della cura dei disturbi della tiroide”.

Scippa l’ex moglie: arrestato un 40enne

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Quarantenne italiano arrestato dai carabinieri per scippo nei confronti dell’ex moglie.

L’AGGRESSIONE. E’ successo ieri pomeriggio, quando una telefonata giunta al 112 segnalava un’aggressione in atto nei pressi della Scuola Russel-Newton di Scandicci. Sul posto i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, seguendo le indicazioni di alcuni testimoni, hanno bloccato un uomo, identificandolo in un 40enne di origine pugliese, pluripregiudicato, nullafacente e da tempo in cura presso una comunità per tossicodipendenti.

SOLDI. L’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di bevande alcoliche, farfugliava qualcosa di incomprensibile, armeggiando con una borsa che impugnava. I carabinieri hanno allora ricostruito quanto accaduto: l’uomo si era presentato alla scuola Russel-Newton, dove lavora l’ex moglie, con l’intento di chiederle dei soldi per pagare una presunta multa.

LO SCIPPO. La donna, di fronte all’ennesima richiesta di soldi da parte dell’ex marito ubriaco, ha risposto di no cercando di allontanarlo, ma lui, non contento, dopo aver urlato qualche frase incomprensibile, con un gesto fulmineo le ha strappato di mano la borsa, allontanandosi velocemente in direzione della fermata della tramvia.

L’ARRESTO. Per questo motivo i carabinieri, dopo aver condotto l’uomo in caserma e aver provveduto alla riconsegna della borsa alla donna, l’hanno arrestato per scippo. Su disposizione del P.M. di turno, l’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa della celebrazione del processo per direttissima disposto per oggi.

Miss Italia turista per le vie di Firenze / FOTO

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A lei, Firenze, è piaciuta molto. Moltissimo. Ed evidentemente non l’ha trovata una città “piccola e povera” secondo l’ormai celebre definizione data dall’ad di Fiat Sergio Marchionne.

TURISTA. Giusy Buscemi, da poco eletta Miss Italia, ha trascorso qualche ora a Firenze da turista. Ha fatto tappa sul Ponte Vecchio, dove è stata riconosciuta da fiorentini e anche da tantissimi stranieri che l’hanno a lungo fotografata.

PRIMA VOLTA. Era la prima volta che Giusy Buscemi visitava Firenze (“ma della città e delle sue ricchezze artistiche – ha detto – so tutto. Firenze si studia anche a scuola”).

DUOMO E NON SOLO. Già ieri sera la ragazza siciliana, al suo arrivo, era andata subito in piazza della Signoria e poi davanti al Duomo e al Battistero: “Incantevole! Ma voglio tornarci con calma, almeno per tre giorni, da vera turista”, ha commentato.

VERSO AREZZO. Nel pomeriggio è poi partita per Arezzo per il Salone Nazionale dell’Agriturismo, che apre domani.

Guida de L’Espresso: enoteca Pinchiorri è al top. E il piatto dell’anno è fiorentino

Il miglior ristorante e il migliore piatto dell’anno: tutto targato Firenze.

L’ENOTECA. Si trova a Firenze la migliore enoteca toscana: la cantina Pinchiorri è stata infatti confermata al top della classifica dei ristoranti toscani nella guida 2013 de L’Espresso. Questa mattina la guida è stata presentata proprio nel capoluogo toscano e in questa occasione all’enoteca è stato consegnato anche il premio alla carriera “L’Espresso – La Vis”. Ottimo risultato per questa enoteca: ha ricevuto infatti un punteggio di 18,5 su 20.

LO CHEF. Altro premio all’insegna della buona cucina è andato anche a Vito Mollica, lo chef dell’hotel fiorentino Four Season. Il cuoco si è aggiudicato il premio per il “piatto dell’anno”: cavatelli cacio e pepe con gamberi rossi e calamaretti. In totale sono stati ventisei i ristoranti toscani che hanno ottenuto un riconoscimento.

Luce accesa, droga disponibile: stroncato un giro di spaccio tra giovanissimi

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Spaccio di hashish e cocaina: arrestati dai carabinieri due giovani nel Mugello.

GLI ARRESTI. All’alba di ieri, una ventina di uomini della Compagnia Carabinieri di Borgo S. Lorenzo, con la collaborazione del Nucleo Cinofili di Firenze, hanno arrestato due giovani che secondo quanto spiegato dai militari dell’arma – a partire dal gennaio 2011 – avevano dato vita, a Luco di Mugello dove risiedono, a una florida attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

GIOVANI CLIENTI. I due ragazzi – viene spiegato – erano riusciti a ritagliarsi un significativo bacino d’utenza di giovani consumatori, tra cui anche alcuni minorenni, tutti prevalentemente residenti nella piccola frazione. I clienti, con frequenza settimanale, andavano ad acquistare cocaina e hashish dai due spacciatori, che a loro volta si rifornivano a Firenze.

LUCE ACCESA. Il segnale convenzionale concordato tra spacciatori e acquirenti – spiegano i carabinieri – era una luce accesa nell’ingresso dell’abitazione di uno dei due, che stava a indicare, sia di giorno che di notte, la disponibilità di stupefacente. Quando la luce era spenta, il commercio illegale si fermava. Lo scorso 12 luglio un primo riscontro: i carabinieri arrestano per detenzione ai fini di spaccio un ragazzo di Borgo San Lorenzo, sorpreso a Luco con 55 grammi di hashish. Da quel momento le indagini hanno consentito di sequestrare ulteriori quantitativi di stupefacente (cocaina e hashish) per uso personale ad altri giovani del posto, tanto da acclarare il coinvolgimento dei due indagati nella vicenda.

INDAGINI. L’indagine, durata circa due mesi, e diretta dal pm dottor Gianni Tei, ha permesso al Gip Tommaso Picazio di emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 26enne italiano di origine cilena, arrestato ieri mattina a casa della convivente, anch’essa indagata. Le perquisizioni domiciliari, eseguite con i cani antidroga, hanno consentito di ritrovare circa 130 grammi di hashish suddivisi in 12 ovuli, trovati in un garage nella disponibilità di un diciottenne italiano. Anche questo è stato arrestato e portato a Solliciano.

IL SOLLIEVO DEL PAESE. Durante l’esecuzione degli arresti e delle perquisizioni, sono state numerose le attestazioni di stima da parte della comunità locale, esasperata – concludono i carabinieri – dalla situazione che era divenuta tristemente nota e coinvolgeva più giovani della piccola realtà, accogliendo anche con applausi l’operato dei Militari dell’Arma.