domenica, 1 Novembre 2026
Home Blog Pagina 1837

Anna Maria Luisa De’ Medici: riesumata l’ultima erede del ramo granducale

0

Ieri mattina è stata ispezionata  la sepoltura dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici, secondogenita del granduca Cosimo III, morta nel 1743, ultima discendente del ramo granducale dei Medici rimasta nei cuori dei fiorentini per aver creato quell’editto secondo il quale le ricchezze della città del giglio sarebbero dovute rimanere alla città.

LA PREPARAZIONE DEL CANTIERE. Dopo la delicata fase di preparazione del cantiere – che si è svolta nell’intera giornata di ieri e ha visto impegnati i tecnici della Tecnoimpianti, della Hygien Control, della Dafne e la collaborazione di Fabio Fallai del Polo Biomedico di Careggi -, in condizioni di atmosfera modificata e controllata la doppia cassa contenente le spoglie dell’Elettrice Palatina è stata estratta dall’alveo dove giaceva dal marzo 1858.

L’IMPLOSIONE DELLA CASSA. Ad un primo esame visivo, nonostante i danni provocati dall’alluvione del 1966 – “implosione” del coperchio della cassa interna di piombo e strato di detriti sul fondo di questa – lo scheletro dell’Elettrice Palatina è apparso in connessione e il corredo con cui venne inumata completo; parte di questo sarà estratto e avviato al restauro. Subito dopo l’esumazione hanno preso il via le operazioni di scansione 3D delle spoglie (per analisi antropologiche, della morfologia scheletrica), mentre è iniziata la fase di studi riguardanti la patologia e la campionatura per isotopi del collagene per paleonutrizione.

L’INTERVENTO E IL CORREDO FUNEBRE. Sulla salma verranno effettuati anche interventi volti a conservare le condizioni climatiche (umidità e temperatura) in cui è stata trovata. Per questo motivo è stato deciso di inserire l’intera cassa in una speciale sacca, detta “polibarriera”, collegata a un generatore di azoto che, di fatto, la isolerà dagli agenti atmosferici esterni. Allo stesso tempo proseguiranno le operazioni di rimozione dei detriti sul fondo della cassa di piombo, mentre sarà realizzata una nuova cassa di zinco, entro cui verranno inserite entrambe quelle estratte stamani. L’inumazione definitiva dell’Elettrice Palatina avverrà nei primi giorni della prossima settimana.

Primarie, Spini: ”Se ci sarà la possibilità non mi tirerò indietro”

0

Primarie, Valdo Spini ci prova.

L’INCONTRO. Spini si è riunito ieri a Firenze con i giovani che hanno promosso la sua candidatura. C’erano Antonio Matasso, 29 anni, professore universitario di Diritto romano e dirigente socialista siciliano; Alessandro Guadagni, 26 anni, di Carrara, laureando in Relazioni Internazionali; Umberto Pascucci, 36 anni, Firenze, PhD Economics; Dario Orzali, 27 anni, Firenze, laureato in Scienze Storiche; Paola Barile, 29 anni, Firenze, laureata in Scienze della Politica e dei Processi Decisionali; Sebastiano Di Francesca, 25 anni, siciliano, laureando magistrale in Scienze Politiche e componente Dipartimento Enti locali FGS.

“COMPLETAMENTO”. I giovani presenti – viene spiegato – hanno sottolineato che “dopo l’apertura del primo turno delle primarie a vari esponenti del Partito Democratico, la presenza di un esponente di un’area socialista e civica come Valdo Spini rappresenterebbe un completamento della rosa dei candidati, quindi un elemento unitario, particolarmente significativo  in un momento in cui la dimensione europea si afferma e quindi il socialismo europeo diventa sempre più il punto di riferimento dei riformisti italiani. La capacità di apertura anche ai non iscritti ai partiti, che verrebbe dimostrata dalla presenza della candidatura di Valdo Spini, andrebbe nel senso del rinnovamento e della riforma della politica”.

DIECIMILA FIRME. Durante l’incontro si è ricordato che nelle ultime consultazioni primarie di coalizione, quelle del 2005, che dettero l’investitura a Romano Prodi, il numero minimo delle firme per partecipare era di 10.000, e i presenti “si sono detti convinti, alla luce dei consensi ricevuti, di poter conseguire questo obiettivo”.

“NON MI TIRO INDIETRO”. Dal canto suo – viene spiegato ancora – Valdo Spini ha detto che “se vi sarà la possibilità di una candidatura non intende tirarsi indietro, proprio per dare una risposta alle attese dei giovani che vogliono vivere in modo unitario, ma al tempo stesso riconoscibile, la migliore tradizione del socialismo italiano ed europeo”.

Soffitto caduto al Galileo, scatta la protesta degli studenti

Gli studenti non entrano a scuola e chiedono di incontrare l’assessore provinciale.

LA PROTESTA. Stamani, dopo la caduta del controsoffitto, il liceo classico Galileo era aperto regolarmente e le lezioni avrebbero dovuto svolgersi normalmente. Un centinaio di ragazzi però ha improvvisato una protesta e con un corteo (foto d’archivio), scortato dalla polizia, ha percorso alcune vie del centro, senza creare disagi al traffico.

L’INCONTRO. Il corteo, partito dal liceo, in via Martelli, ha percorso via Cavour, si è diretto in piazza Santissima Annunziata, per poi dirigersi verso palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia, dove gli studenti hanno incontrato l’assessore all’edilizia scolastica Di Fede nella sala Luca Giordano. 

LA DICHIARAZIONE. “Un fatto che non era prevedibile. – aveva fatto sapere ieri l’assessore Di Fede – Due anni fa l’edificio che ospita il liceo Galilei era stato ispezionato nell’ambito di un sopralluogo su tutte le scuole. In quell’occasione non erano emersi problemi o elementi di preoccupazione sulla tenuta dei cosiddetti elementi non strutturali”. “Una cosa è certa: la preside dell’istituto sta valutando una risistemazione dei ragazzi all’interno delle aule. I ragazzi dovranno affrontare un periodo di disagio, ma studenti e genitori devono stare tranquilli: se faremo rientrare gli studenti sarà perché abbiamo ricevuto tutte le garanzie da parte dei tecnici sulla sicurezza degli ambienti”.

Leggi anche: Crolla il soffitto al liceo classico: lezioni sospese, tutti a casa – Liceo Galilei, ”ragazzi a scuola solo quando ci saranno tutte le garanzie”

Tetto crollato al liceo, le immagini

Ecco le immagini diffuse dalla Provincia di quanto avvenuto all’interno del Galileo, dove erano caduti quindici metri quadrati di controsoffitto in un corridoio del secondo piano.

IL CROLLO. Il crollo era avvenuto durante il fine settimana, quando la scuola era chiusa. Durante il crollo non c’era nessuno all’interno dell’istituto e quindi non ci sono stati feriti né conseguenze. I primi ad accorgersi di quanto avvenuto erano stati alcuni membri del personale della scuola.

LE IMMAGINI:

{phocagallery view=category|categoryid=486|limitstart=0|limitcount=0}

Allagamenti e disagi in Toscana per il maltempo

 

Maltempo, non sono mancati disagi e conseguenze per le piogge che oggi si sono abbattute sulla nostra regione.

ZONE PIU’ COLPITE. Le zone più colpite sono state le province di Pisa e Lucca: in quest’ultima in tre ore sono caduti fino a 140 mm di pioggia.

LE CONSEGUENZE. E le conseguenze, come detto, purtroppo non sono mancate: si sono verificati allagamenti, smottamenti ed esondazioni di piccoli corsi d’acqua.

CRITICITA’. A illustrare quanto accaduto è stata la sala operativa della protezione civile regionale: sono segnalate criticità in vari comuni del Pisano, della Versilia e della Piana di Lucca.

Le previsioni per i prossimi giorni. Nuvole, pioggia e temporali: maltempo sulla Toscana

Coppia si perde in centro, donna ritrova marito grazie a un disegno / GUARDA

 

Un’anziana signora olandese si è improvvisata “pittrice” (qua sopra la sua “opera”) per ritrovare il marito tra le vie del centro.

STACCATI DAL GRUPPO. Un coppia di olandesi si trovava nel pomeriggio a Firenze per una gita organizzata: i settantenni, però, si sono staccati un po’ troppo dal gruppo e sono rimasti inevitabilmente indietro.

IL MARITO. La donna, che stava ammirando le bellezze artistiche del centro, non si è accorta che anche il marito si era allontanato da lei. L’uomo è però affetto da molto tempo da un problema di perdita di memoria ed era necessario ritrovarlo in breve tempo.

IN POLIZIA. La donna così non si è fatta scoraggiare: ha preso un taxi e si è diretta verso l’ufficio di polizia più vicino. In pochi minuti si è trovata di fronte al commissariato San Giovanni, dove gli agenti si sono subito messi all’opera per rintracciare il marito scomparso. L’anziana, però, non parlando italiano, non era in grado di fornire elementi utili, né punti di riferimento o nomi di piazze e strade per consentire le ricerche.

IL DISEGNO. La brillante idea è venuta a una poliziotta: taccuino e matita alla mano, la ragazza con un ottimo inglese ha chiesto alla donna di disegnare alla rinfusa i monumenti visitati in modo da ricostruire  il tragitto percorso nel pomeriggio con il marito. 

IL RITROVAMENTO. Con la “mappa” in mano per la pattuglia è stato semplice rintracciare l’uomo vicino al Duomo. Il settantenne è stato trovato in buone condizioni di salute, soccorso nel frattempo dai dipendenti di un’oreficeria della piazza. La coppia poi è stata portata alla stazione per ricongiungersi con il gruppo.

Piombino, il sindaco sul tetto delle acciaierie ex Lucchini

Il sindaco sul tetto della fabbrica per richiamare l’attenzione del governo. Succede a Piombino, dove Gianni Anselmi, il primo cittadino, è salito sul tetto delle acciaierie ex Lucchini per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del polo siderurgico.

LA LETTERA. Ed è lo stesso primo cittadino, in una lettera-comunicato pubblicata sul sito del Comune, a spiegare le ragioni del suo gesto. “La situazione del polo industriale di Piombino è giunta ad un punto gravemente critico, che rende non più rimandabile un intervento concreto del Governo – spiega Anselmi – le crisi degli stabilimenti Lucchini e MittalArcelor, unitamente alle incertezze che riguardano il polo energetico ENEL di Torre del Sale, impongono un cambio di passo, che più volte chi scrive ha sollecitato mettendo in campo ipotesi di procedura e proposte progettuali. Sono crisi diverse per specificità e caratteri ma pericolosamente comuni negli esiti occupazionali e dunque sociali, con prevedibili conseguenze (già in parte in atto) sul sistema delle imprese degli appalti e dell’indotto, oltre che del tessuto commerciale cittadino”.

TARANTO E PIOMBINO. La vicenda di Piombino, continua il sindaco, “non appare meno degna di attenzione rispetto a quella di Taranto per urgenza e gravità: se infatti nello stabilimento pugliese l’intervento della Magistratura ha fatto emergere la necessità di interventi privati e pubblici tesi al risanamento ambientale, è pur vero che l’Ilva ha una proprietà industriale, che ottemperando alle prescrizioni delle autorità competenti potrà dare continuità all’attività produttiva. Questa condizione manca a Piombino in Lucchini, dove nonostante l’intensa attività condotta da chi scrive e dalle istituzioni toscane per garantire la continuità produttiva e la ricerca di un nuovo player industriale, non si è potuto evitare un progressivo peggioramento, in presenza di una durissima e perdurante situazione di mercato debole, delle condizioni economiche e soprattutto finanziarie. Ciò rischia, in assenza di un intervento ad horas dei ministeri competenti, e in particolare del Ministero delle Attività Produttive e del Ministero dell’Ambiente, di generare in Lucchini una situazione di default e di conseguente blocco dell’attività già nei prossimi mesi”.

DIFFICOLTA’. “Al quadro già critico – aggiunge il primo cittadino – si sono aggiunte di recente in modo conclamato le difficoltà di MittalArcelor Piombino (ex Magona), che subisce le scelte del gruppo di appartenenza in presenza di una situazione di forte sovracapacità produttiva nel comparto dei laminati piani zincati. Da tempo ci siamo permessi di suggerire ai nostri interlocutori istituzionali la convocazione di due tavoli permanenti: uno di rango nazionale che affronti il tema della messa in sicurezza competitiva ed ambientale del settore siderurgico italiano, con il coinvolgimento di Federacciai, degli enti locali che ospitano aziende del settore, dei sindacati confederali e di categoria. Il secondo relativo al territorio di Piombino, per provare a costruire un quadro strategico che individui obiettivi comuni, risorse e procedure snelle in tema di infrastrutture, bonifiche, riuso di aree dismesse, spazi per la logistica portuale, contenimento dei costi energetici”.

GOVERNO. “Giorni fa – racconta Anselmi nella sua lettera – abbiamo inoltrato alle segreterie dei ministri Passera e Clini richiesta di incontro urgente per accelerare l’esame e la messa in campo di soluzioni industriali e territoriali che consentano di difendere l’occupazione, ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, aprire nuove prospettive: restiamo convinti che l’intervento dello Stato secondo modelli non assistenzialistici bensì orientati a consolidare e rinnovare il tessuto produttivo e a sostenere la competitività del territorio non siano solo auspicabili, ma necessari e non delegabili. E’ necessario accendere, prima che sia troppo tardi, una luce fissa sulla vertenza piombinese, che non può restare vittima dimenticata del senso di responsabilità e della serietà che le istituzioni e i lavoratori hanno dimostrato in questi mesi. Le imprese si assumano le loro responsabilità con soluzioni e progetti sostenibili mettendo al centro la salvaguardia dei livelli occupazionali. Lo Stato intervenga con tutti gli strumenti disponibili, definendo priorità che evochino un ritorno a serie politiche industriali e territoriali”.

“RESTO QUA”. “Noi collaboreremo come sempre con progettualità e visione, con le consapevolezze che ci derivano dalla conoscenza delle specificità e delle potenzialità del nostro territorio. Col rispetto e la fiducia che ancora conservo come cittadino e come sindaco nelle istituzioni italiane, chiedo al Governo, e segnatamente ai ministri Passera e Clini, di farsi urgentemente carico dei problemi di questo territorio, invitandoli a fissare una riunione operativa congiunta qui a Piombino, coinvolgendo tutte le rappresentanze istituzionali, produttive e sociali interessate, in una data a brevissimo compatibile con le loro agende. Sono sin d’ora grato ai ministri per l’attenzione che vorranno dimostrarci. In attesa di comunicazioni in tal senso resterò nel luogo dove mi trovo da questa mattina, con la certezza di rappresentare le preoccupazioni di tante famiglie e la volontà di un territorio intero di non stare a guardare”, conclude il sindaco Gianni Anselmi, che indossa la fascia tricolore e che dunque, per il momento, resta lassù.

È la Gioconda? Continuano le ricerche a Sant’Orsola. Attraverso gli insetti

Sant’Orsola, continua la “caccia” alla tomba di Lisa Gherardini.

L’ENTOMOLOGO. È arrivato a Firenze dall’Inghilterra l’entomologo Stefano Vanin, professore dell’univiesrità degli studi di Huddersield, che cercherà di dare una mano per risolvere il mistero sugli scheletri trovati nell’ex convento di Sant’Orsola. Il suo compito sarà quello di studiare gli insetti che si sono nutriti di quel corpo e, così facendo, potrà dare delle informazioni riguardanti il decesso. “Io sono qui – ha specificato il professor Vanin – per applicare le tecniche dell’entomologia forense, la branca dell’entomologia che si occupa dello studio della fauna che colonizza il cadavere dopo la morte dell’individuo. Primo step è quello di andare alla ricerca degli insetti nel suolo, partendo dalla terra contenuta all’interno della scatola cranica”.

LA STAGIONE. L’entomologo ha fatto sapere che studiando gli insetti non si potrà definire l’anno del decesso, bensì la stagione. Sarà molto importante sapere se questa è riferibile al periodo estivo, poiché dai documenti si sa che Lisa Gherardini, la nobildonna che si dice abbia ispirato Leonardo Da Vinci nel dipingere la “Gioconda”, è stata sepolta proprio nel mese di luglio.

LA MOSCA DEI SARCOFAGI. “Il mio sogno – ha confessato Vanin – è quello di trovare gli insetti che hanno colonizzato il corpo, in particolare vorrei trovare quella conosciuta come la mosca dei sarcofagi che ci fornirebbe molti indizi sull’eventuale corpo della Monna Lisa”.

LE RICERCHE CONTINUANO. Silvano Vinceti,  presidente del comitato per la valorizzazione dei beni storici artistici e culturali, che sta compiendo la ricerca sugli eventuali resti della Monna Lisa ha fatto sapere che le ricerche sono arrivate alla prima metà della prima fase:“Una volta terminata, tutti i resti saranno trasferiti a Ravenna, dove verranno esaminati con il carbonio 14 per determinare il periodo storico, poi l’esame istologico per indicare l’età, infine l’esame del dna che ci dà la prova regina e che ci permetterà di accertare se si tratta della Gherardini oppure no. Infine si procederà alla ricostruzione del viso e la confronteremo con la Gioconda per rispondere all’affascinante domanda su chi è stata la vera modella o i modelli di Leonardo”.

Leggi anche: Sarà la Monna Lisa? Aperta una nuova tomba a Sant’Orsola / FOTO

L’Oda festeggia quarant’anni. Con una mostra fotografica

0

Palazzo Medici ospiterà fino al 16 ottobre la mostra fotografica: protagonisti i disabili della fondazione Opera Diocesana Assistenza. Per festeggiare quaranta anni di attività.

Tenta di rubare a casa di un’anziana, la vicina dà l’allarme

La vicina chiama la polizia: arrestato un macedone che voleva rapinare la casa di un’anziana fiorentina.

LA TENTATA RAPINA. E’ successo all’Isolotto, in via San Bartolo a Cintoia: un pregiudicato macedone di ventisette anni stava per rapinare la casa di un’anziana signora fiorentina di ottant’anni.

LA VICINA. Per fortuna però la rapina non è andata a buon fine: una vicina della signora ha, infatti, visto un uomo aggirarsi nel giardino dell’anziana ed ha avvertito la polizia. La volante di zona, intervenuta in pochi istanti, ha sorpreso sul retro dell’abitazione due uomini che alla vista degli agenti si sono dati immediatamente alla fuga. 

L’ARRESTO. Uno dei due fuggitivi è stato bloccato e arrestato, il suo complice invece è riuscito a far perdere le sue tracce. Quando la padrona di casa, che era uscita per fare la spesa, è rientrata, ha accompagnato i poliziotti all’interno del giardino dove i ladri avevano già forzato la finestra della camera da letto arrampicandosi su un pancale di legno. Adesso sono in corso le indagini per individuare il fuggitivo che dovrà rispondere del reato di tentato furto aggravato.