martedì, 18 Agosto 2026
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Sotheby’s, venduto all’asta il diamante rosa che brillò su Maria de’ Medici

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Il ”Beau Sancy”, lo straordinario diamante rosa pezzo forte della collezione di gioielli andato all’asta a Ginevra da Sotheby’s e appartenuto nel 1610 alla regina di Francia, Maria de’ Medici, è stato venduto per 9,04 milioni di franchi (in dollari 9,7 milioni).

L’ASTA. Lo straordinario diamante rosa che brillò sulla testa di Maria de’ Medici è stato aggiudicato all’asta Sotheby’s per 9,04 milioni di franchi, cinque volte il prezzo di stima, tra i 2 ai 4 milioni di dollari. Taglio a pera e quasi 35 cariti, dopo aver brillato sulla testa di Maria de’ Medici, è stato di proprietà di altre quattro famiglie reali. L’anonimo compratore se l’è aggiudicato in 8 minuti, in un’asta in cui la gemma è stata esposta per la prima volta. La vendita giunge a conclusione di un tour internazionale che ha visto il Beau Sancy fare tappa a Hong Kong, New York, Roma (19 aprile), Parigi, Londra e Zurigo. Negli ultimi 50 anni era stato esposto solo quattro volte.

IL BEAU SANCY. Il diamante è stato di proprietà di quattro famiglie reali e, come spiegato da Daniela Mascetti, esperta del dipartimento internazionale di Alta Gioielleria di Sotheby’s, ha ”pedigree ed una storia eccezionali. E’ la prima volta che un diamante con un tale pedigree compare sul mercato delle aste” nei tempi recenti. All’asta, è stato messo dalla Casa di Prussia. Passato in proprietà a famiglie reali di Francia, Gran Bretagna, Prussia e Casa di Orange, la gemma è testimone di ben 400 anni di storia reale europea. Nel 1610 ha ornato la corona di Maria de’ Medici nel giorno della sua incoronazione a regina consorte di Enrico IV. ”La storia del Beau Sancy è inoltre perfettamente ricostruibile, praticamente dal momento in cui è stato tagliato, nel 1580 circa, fino ad oggi. Questo è un fenomeno molto raro”, ha detto Mascetti.

Caso Ragusa, non è lei la donna avvistata in Liguria

Con la stessa velocità con cui è arrivata la segnalazione, arriva la smentita. La donna avvistata in Liguria a fine aprile, non sarebbe Roberta Ragusa. Si spegne così, di nuovo, la speranza di ritrovarla viva.

LA DONNA AVVISTATA. Sarebbe una senza fissa dimora, la donna avvistata il Liguria lo scorso 27 aprile dalla titolare di una scuola guida di Pietra Ligure. e da un albergatore di Borghetto, sempre nel savonese. Non si tratta quindi di Roberta, la donna scomparsa da più di quattro mesi da Gello in provincia di Pisa. I carabinieri di Pietra Ligure e della compagnia di Albenga hanno infatti rintracciato la donna avvistata e hanno constatato che si tratta di un’altra persona. La conferma è arrivata anche dagli inquirenti pisani. Il riconoscimento è avvenuto nella trada mattinata di ieri. La speranza di ritrovare Roberta viva, svanisce nel nulla, così com’è scomparsa lei.

LA PANDA VERDE. Si segue ancora con più convinzione, dopo gli ennesimi avvistamenti riscontrati negativi, la pista dell’omicidio. Sul caso, l’unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, resta Antonio Logli, marito di Roberta, che aveva una relazione segreta con la segretaria, babysitter dei suoi figli e ”amica” di sua moglie. Antonio Fusi invece, l’uomo che dichiarò di aver dato un passaggio ad una donna che somigliava molto alla scomparsa nella notte del mistero, non è più iscritto al registro degli indagati. Anche i minimi sospetti su Fusi, 62 anni di Pontedera, sono crollati dopo i risultati della comparazione del Dna. Le tracce biologiche isolate sulla panda del pontederese non appartengono a Roberta.

QUELLA SCRITTA SULL’AGENDA. Quello che resta un indizio importante e da non sottovalutare, è proprio quella scritta lasciata da Roberta sulla sua agenda, un diario in cui era solita annotare le cose da fare in futuro e non avvenimenti accaduti. E allora perchè segnare alla data di martedì 10 gennaio ”Tragedia. Caduta dalle scale della soffitta”?. Perchè annotare una caduta? C’è forse altro da sapere? E perchè tragedia? Nasce spontaneo chiedersi anche se non sia accaduto realmente qualcosa di tragico quel giorno come un incidente provocato e non, appunto, accidentale. Una tragedia che, probabilmente, presagiva qualcosa di ancor più tragico: la scomparsa.

LA LISTA DELLA SPESA. La sera in cui Roberta è svanita nel nulla, senza lasciare sue tracce nel buio della notte tra il 13 e il 14 gennaio scorsi, un altro fatto lascia perplessi: la lista della spesa. Roberta, come ogni venerdì sera, stava annotando su un foglietto le cose da comprare il giorno dopo, per la spesa della settimana. Inizia a stilare la lista con una penna blu, scrivendo chiaramente le varie cose da acquistare. Poi la penna cambia, la scrittura di fa frettolosa e bruscamente si interrompe. Perché? Cos’ha scoperto Roberta? Come ipotizzato dalla criminologa Immacolata Giuliani durante l’ultima puntata di Chi l’ha visto?, forse Roberta mentre stava scrivendo la lista della spesa normalmente, come ogni venerdì, ha scoperto il marito a telefono con l’amante. Così potrebbe aver interrotto la lista per ”spiare” quella conversazione segreta che andava a confermare i suoi sospetti. Poi Logli potrebbe essersi accorto della presenza di sua moglie chiudendo la conversazione. Così Roberta torna alla lista, prende la prima penna che le capita sotto mano e continua a scrivere – si spiegherebbe così il cambiamento di scrittura e di colore. Poi la lista si interrompe, finisce a metà. E’ in quel momento che Logli esce di casa per recarsi ”una mezzoretta” nella sua autoscuola? Se così fosse, Roberta potrebbe essersi infilata le scarpe da ginnastica, continuando ad indossare il pigiama, per seguire il marito e scoprire, finalmente, l’identità della donna. Da quel momento, Roberta potrebbe essere sparita. Cos’è accaduto quella sera?.

L’avvistamento: Roberta Ragusa avvistata anche a Borghetto. E’ ancora viva?

La scritta: Una tragedia ”scritta” sul diario. Il cerchio si stringe?

”Undici idee per l’Italia” al Salone dei Dugento

E’ in programma oggi pomeriggio alle 18.30, la seconda edizione di ”11 idee per l’Italia” al Salone dei Dugento a Palazzo Vecchio.

L’APPUNTAMENTO. Oggi alle 18.30, il Salone dei Dugento a Palazzo Vecchio ospiterà la seconda edizione delle ”11 idee per l’Italia” dedicate ai temi del lavoro, della crescita e dello sviluppo. L’incontro è realizzato dalle Officine Democratiche in collaborazione con il Comune di Firenze e con Agi – Associazione Giuslavoristi Italiani.

IL LIBRO. Inoltre, Pietro Ichino, presenterà il libro “Inchiesta sul lavoro” con Matteo Renzi e Stefania Saccardi. Interverranno tra gli altri anche Andrea Marcucci, Giorgio Del Ghingaro, Andrea Del Re, Andrea Di Benedetto, Leonardo Bassilichi, Mauro Fuso e Sandro Piccini. Coordinano l’evento Paolo Ermini, Giuliano Gasparotti e Guido Ferradini. Chi volesse intervenire può scrivere a [email protected].

La Concordia sarà ”recuperata” nel porto di Piombino

La Concordia sarà ”recuperata” nel porto di Piombino.

PIOMBINO. La decisione di effettuare tutte le operazioni di cantiere utili alla rimozione al recupero della Concordia a Piombino, è stata comunicata ieri dal gruppo incaricato ai lavori, la Titan-Micoperi che, durante la Conferenza dei servizi, ha verificato il progetto e ne ha dichiarato la fattibilità. I lavori avranno inizio nei prossimi giorni.

IL PORTO. Nei prossimi giorni saranno anche individuati, di comune accordo con l’Autorità portuale di Piombino, i piazzali e le banchine necessarie all’apertura del cantiere. Il porto, che si trova sulla Costa degli Etruschi in provincia di Livorno, sarà il punto di riferimento per tutti i mezzi coinvolti nel recupero, quali navi, rimorchiatori e pontoni.

IL PROGETTO. Il progetto sarà approfondito in corso d’opera per le fasi attuative e dovrà tenere conto delle prescrizioni indicate dalla Conferenza dei servizi che si è espressa sui documenti trasmessi e depositati dall’armatore e che monitorerà passo passo il progetto in ogni sua fase di attuazione.

LE FASI. La prossima settimana inizieranno le indagini geologiche del fondale marino su cui è arenata la Costa Concordia in modo da definire il dimensionamento delle palificate utili al recupero della nave. Subito dopo sarà perforato il terreno, messi i pali necessari e legato lo scafo con cavi di acciaio. A questo punto la Costa Concordia sarà messa in sicurezza è affronterà senza preoccupazioni l’eventuale peggioramento delle condizioni meteo e del mare in autunno. Terminata la messa in sicurezza, presumibilmente tra ottobre e novembre, la nave sarà raddrizzata attraverso il posizionamento di cassoni sul lato sinistro. Entro l’anno la nave sarà rimessa in galleggiamento grazie ad altri cassoni posizionati a dritta.

AL GIGLIO. Tra gennaio e marzo del 2013 l’armatore Costa insieme al gruppo Titan-Micoperi, ripristinerà la situazione dell’ecosistema preesistente al naufragio per garantire all’Isola del Giglio il naturale svolgimento della stagione turistica.

Figline aspetta il Giro e avvista i cerchi nel grano

Due grandi cerchi nel grano hanno accolto ieri il passaggio del Giro d’Italia in un campo lungo la strada regionale 69 a Figline Valdarno.

AVVISTAMENTO MARZIANO. Mentre i figlinesi aspettavano il passaggio del Giro d’Italia lungo la strada regionale 69 nel comune del Valdarno, hanno notato qualcosa che aveva un aspetto decisamente marziano. Ad accogliere i ciclisti in corsa, infatti, due grandi cerchi nel grano ricavati, a quanto pare, appiattendo le piante. I due cerchi, apparsi in un campo, sono uno più grande e l’altro, all’interno, più piccolo: in mezzo, il grano è alto e forma un anello.

I CERCHI NEL GRANO. I cerchi nel grano sono aree di campi di cereali o simili, in cui le piante sono appiattite uniformemente e formano figure geometriche ben visibili dall’alto. Molti dei cerchi realizzati in tutto il mondo, sono di origine umana come quelli creati da Doug Bower, Dave Chorley e John Lundberg, Bower e Chorley. Sono stati proprio loro a dar vita alla moda del diegno nei campi di grano in Inghilterra negli anni Ottanta. Nel 1992 furono anche insigniti del Premio Ig Nobel per aver ideato questa ”curiosa” burla.

UFO. L’origine umana dei cerchi non è messa in dubbio da alcuna prova che dimostri un’altra origine anche se esistono varie ipotesi – prive di riscontri scientifici – che ricollegano l’origine dei disegni geometrici, ad una spiegazione paranormale: quella degli ufo.

APPARIZIONI. Le prime apparizioni dei cerchi di grano, risalgono agli anni Ottanta con i primi tre disegni in Inghilterra. Da allora si è iniziato a parlare di manifestazione marziana ed il fenomeno ha cominciato ad intensificarsi sempre di più nelle campagne inglesi. Poi la burla, nel 1991, quando Doug Bower e Dave Chorley iniziarono a creare i loro cerchi. Con il passare degli anni, il fenomeno si è allargato a più parti del mondo, anche in Italia, fino ad arrivare al caso di ieri, quella di Figline Valdarno.

Lusi: ”Ho dato soldi anche a Renzi”. Il sindaco replica: ”Mai preso una lira”

Lusi torna a parlare. L’ha fatto ieri, nella sua audizione alla Giunta delle immunità di Palazzo Madama.

LUSI. Secondo quanto si apprende, il senatore della Margherita avrebbe rivelato che Renzi aveva chiesto dei soldi, 120mila suddivisi in tre fatture, poi Rutelli avrebbe chiesto a Lusi di non pagargli la terza e così quest’ultimo avrebbe dato a Renzi solo 70mila euro. Queste alcune delle rivelazioni che Lusi avrebbe fatto. Nella Margherita, avrebbe detto ancora Lusi, lui faceva semplicemente quello che gli veniva detto.

RENZI. E non si è fatta attendere la replica di Renzi. “Leggo sui siti solo adesso che Lusi due la vendetta – ha scritto su Facebook il sindaco di Firenze – torna alla carica e riprova a coinvolgermi nella vicenda dello scandalo ex Margherita. Dice di avermi dato dei soldi. Due mesi fa erano 140mila euro. Oggi siamo scesi a 70mila. Sarà la crisi… Torno a chiedere ciò che dico dall’inizio di questa vicenda. Lusi e la Margherita pubblichino sul sito tutte le fatture e tutto ciò che è stato finanziato. Tutto. A quel punto non c’è trucco, non c’è inganno. E vediamo chi dice bugie. Quanto a me, non solo confermo che non ho mai preso una lira, come è facilmente riscontrabile dai bonifici, dagli assegni e dai documenti. Ma continuo a dire come faccio dalla Leopolda 2010 che il finanziamento ai partiti va abolito, subito. Se qualcuno pensa di usare di mezzucci per mandare messaggi in codice, sappia che mi hanno insegnato che si deve aver paura di tante cose, ma mai dei ladri. E che il posto dei ladri non è (o non dovrebbe essere) il Parlamento…”: queste le parole pubblicate da renzi sulla sua pagina Facebook.

TRE PUNTI. Ma non solo: il sindaco ha poi replicato più dettagliatamente alle ultime parole di Lusi. “Rispondere alle accuse di Lusi – ha spiegato Renzi – non è difficile. È umiliante, casomai. Perché il giochino è chiaro: si vuol far credere che siamo tutti uguali. E che anche quelli che chiedono di abolire il finanziamento pubblico ai partiti sono come gli altri. Anzi, peggio degli altri. Vogliono farci passare da ladri, e per di più da ladri di polli. Era già accaduto un paio di mesi fa, prima con un pezzo di Franco Bechis su Libero e poi con un’intervista al tesoriere della Margherita da Michele Santoro. Oggi si torna alla carica, con la notizia che ‘Lusi ha dato 70mila euro a Renzi’. A dire il vero erano 140mila euro tre mesi fa e oggi sono diventati la metà: neanche i titoli di stato greci hanno perso così tanto. Ma ovviamente non è questo il punto. Tre considerazioni molto semplici.

1 – I miei soldi. Credo alla trasparenza assoluta, come dovere di un pubblico amministratore. Possiedo insieme a mia moglie una casa acquistata con un mutuo acceso presso la Cassa di Risparmio di Firenze, muto che termineremo di pagare nel 2034. Mia moglie ha una Volkswagen Sharan, io mi muovo in bici o con l’auto elettrica del Comune. Non ho titoli azionari, non ho seconde o terze case, non ho patrimonio da dichiarare. In banca in questo momento ho 23.147 euro, comprensivi dell’anticipo del mio libro. Non tutti sono uguali: c’è chi usa i soldi del partito per comprarsi la casa, c’è chi ha la paghetta, c’è chi compra la laurea. Io faccio come tutti gli italiani: se ho da comprarmi la casa, faccio il mutuo. Se ho da laurearmi, vado all’università. Vivo (bene) con il mio stipendio di circa cinquantamila euro netti all’anno e con lo stipendio di mia moglie, insegnante precaria della scuola pubblica.

2 – Le mie iniziative politiche. Per le campagne elettorali (primarie e amministrative) e per gli eventi (a partire dalle due Leopolde) non ho ricevuto un centesimo né dal PD, né dalla Margherita, né dai DS. Vorrei essere chiaro, come ho già detto tante volte: se me li avessero dati li avrei presi volentieri. Perché i soldi del finanziamento pubblico servono (o dovrebbero servire) alle campagne elettorali, non alle case dei tesorieri. Ma non me li hanno dati. Anzi. I soldi li ho dati io – come tutti gli amministratori – alla Margherita, finché ero iscritto a quel partito (circa 5.000 euro di contributo) e al PD, subito dopo (circa 6.000 euro di contributo). Visto come li spendono penso di aver fatto male a contribuire, ma era un obbligo statutario e le regole si rispettano, sempre, anche quando non siamo d’accordo. Siccome su questo punto qualcuno mente, faccio una proposta: tutti i tesorieri (Margherita, DS, IDV, An, Forza Italia, Lega, Rifondazione, eccetera) eliminino ogni dubbio. Mettano on-line tutti i soldi che hanno dato e a chi, con fatture, bonifici e assegni. Così vediamo chi spara balle.

3 – Le mie idee. Io propongo da mesi l’abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti. Lo dicevo alla Leopolda, l’ho scritto in Stilnovo, lo ripeto oggi. Abolire tutto, abolire subito. Porteremo anche questo tema nella campagna elettorale delle primarie – se ci saranno, come spero – perché sul punto specifico sono certo che gli elettori del PD siano molto più avanti dei loro rappresentanti.

Il Senatore Lusi avrebbe il dovere di dimettersi immediatamente visto che è reo confesso di furto. Se un cittadino ruba un portafoglio va dentro, se un parlamentare ruba milioni di euro si fa scudo dell’immunità. Questo atteggiamento è insopportabile. Ma io non avevo paura dei ladri neanche da bambino. Non inizierò certo adesso. Possono usare tutti i messaggi in codice che vogliono. Io vado avanti a viso aperto, sapendo che le insinuazioni passano, la realtà dei fatti resta”.

Firenze è ”connessa”, wi-fi gratis in 120 punti della città

Biblioteche, mercati, giardini, parcheggi dal centro alla periferia: sono i nuovi punti wi-fi di Firenze, centoventi in totale, da cui, a partire da oggi stesso, è possibile collegarsi senza fili e navigare gratuitamente per due ore. Il servizio è già attivo e rientra nel progetto FiWiFi studiato dal Comune insieme all’Ateneo fiorentino(che ci ha messo l’infrastruttura), che con 450 hotspot sparsi in tutti i quartieri ha creato in città una delle reti wireless più estese d’Europa.

FIRENZE E’ CONNESSA. “Non bastano gli opendata – spiega il sindaco Matteo Renzi che ha presentato il progetto insieme al Rettore Alberto Tesi – c’è bisogno di una rete a disposizione da utilizzare se vogliamo davvero diventare una smart city”. Se si conta che i punti di accesso wi-fi di Firenze due anni e mezzo fa erano solo 12, la rete wireless inaugurata oggi ha il gusto della rivoluzione. Un traguardo raggiunto con la collaborazione dell’Università, che ha messo a disposizione le sue infrastrutture in grado di coprire 52 zone della città.

NAVIGARE E’ FACILE. Basta un clic per accedere  a FiWiFi  e navigare gratuitamente per due ore fino a un massimo di 300 Mb al giorno. La piattaforma offre un sistema di contenuti gratuiti e illimitati che spaziano dal traffico alle news, dal meteo agli eventi, oltre alle info dei siti universitari. I contenuti saranno ‘personalizzati’ a seconda della posizione geografica da cui avviene la connessione. “Si tratta di una scommessa sull’innovazione e sul dinamismo della città – prosegue Renzi – Vogliamo dimostrare che la tecnolopgia non è una cosa da addetti ai lavori ma può cambiare la vita quotidiana delle persone”.

LEGGI ANCHE L’elenco dei punti wi-fi

La Cassazione su Schettino: ”E’ inaffidabile e non adatto al comando”

 

La quarta sezione penale della Cassazione spiega perché lo scorso 10 aprile sono stati confermati gli arresti domiciliari a Francesco Schettino, il comandante della Concordia accusato di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo – 32 vittime – abbandono della nave e deturpamento dell’habitat.

LA CASSAZIONE. La Cassazione spiega così la decisione presa lo scorso 10 aprile è una persona “inaffidabile” e “non adatta allo svolgimento di funzioni di comando e comunque di responsabile della sorte di persone a lui affidate” quindi incapace di garantire l’incolumità delle persone.

LA DECISIONE. Piazza Cavour, bocciando il ricorso della difesa dell’ex comandante della Concordia, sottoscrive la valutazione del Tribunale della libertà di Firenze dello scorso 6 febbraio che “ha ritenuto concreto il pericolo di reiterazione del reato sulla base della gravità del fatto e del comportamento tenuto da Schettino che non solo con le gravi imprudenze e negligenze che hanno determinato il naufragio della nave, ma anche con il comportamento tenuto nelle successive fasi della vicenda con il ritardo nella segnalazione del fatto all’autorità portuale, con la perdita del controllo della nave e con delle operazioni di salvataggio dei passeggeri, gestite da altri, con il ritardo nell’ordine di abbandono nave ai passeggeri, con il proprio abbandono della nave e il rifiuto di ritornarvi, con la sottovalutazione dell’emergenza creatasi e il tentativo di accreditarsi comunque come un bravo capitano con la manovra di accostamento della nave, ha dimostrato di non essere in grado di gestire una situazione di pericolo tipica della sua professione, nonostante la specifica preparazione professionale e l’esperienza maturata”.

La decisione: Costa Concordia, confermati i domiciliari a Schettino

Costa Concordia, via libera alla rimozione. Ecco le tappe del recupero

”La nave verrà messa nelle condizioni di galleggiare”. I lavori avranno inizio nel giro di qualche giorno.

RIMOZIONE. Si è conclusa ieri sera la conferenza dei servizi convocata a Roma dal commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della Concordia, Franco Gabrielli. Il tavolo convocato, aveva come obbiettivo quello di approvare il progetto sulla rimozione e recupero del relitto dal Giglio. Così, in serata, arriva il via libera alla rimozione. La nave sarà messa nelle condizioni di galleggiare per essere trasportata poi in un porto. I lavori saranno effettuati dal consorzio italo americano Titan-Micoperi che si metteranno all’opera, nel giro di qualche giorno.

LE LINEE GUIDA. La commissione tecnica del ministero dell’ambiente parte dalle tappe del progetto di rimozione ed evidenzia i possibili rischi per il mare e per i fondali. La fase più critica è quella del raddrizzamento della Concordia: il ministero raccomanda un approvvigionamento di acqua potabile per i consumi dell’isola e di valutare l’opportunità di indire il divieto di pesca. Un elenco di indicazioni “infinito” riguarda anche il capitolo ”Santuario dei mammiferi marini”, con la previsione di stop dei lavori in caso di avvistamenti di cetacei, soprattutto se accompagnati da piccoli.

LE TAPPE DI RECUPERO. Ecco le tappe del recupero: il 15 giugno dovranno terminare i sondaggi, il 31 luglio le ispezioni sul sito, il 31 agosto la messa in sicurezza del relitto, il 15 novembre l’installazione dei cassoni di spinta sul lato sinistro e delle piattaforme sottomarine. Il primo dicembre la fase delicata, la rotazione del relitto, con l’installazione dei cassoni sul lato destro. Il 15 gennaio il galleggiamento e il 31 la consegna al porto. La bonifica del sito sarà completata entro il 30 aprile del prossimo anno. “Nessuno pensi di operare per la rimozione della Costa Concordia sull’isola senza tenere presente che le priorità, ambientali, economiche e sociali, sono e rimangono quelle del Giglio”, ha affermato oggi il sindaco del Giglio Sergio Ortelli. “Occorre mantenere, come già fatto con grande senso civico fino al completamento delle operazioni di rimozione del carburante, senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, senza fughe in avanti o altri intendimenti”, ha rilevato ancora il sindaco chiedendo infine “il rispetto delle famiglie delle vittime e dei dispersi e il rispetto della popolazione del Giglio che ha il diritto di tornare alla normalità prima possibile”.

INTORNO AL RELITTO. Intanto prosegue l’ordinaria attività attorno al relitto. Unità navali delle forze dell’ordine hanno svolto regolarmente l’ordinaria attività di vigilanza e assistenza in mare, condotta nello specchio d’acqua circostante il relitto, mentre il personale della Capitaneria di Porto ha verificato il corretto posizionamento del sistema di panne antinquinamento e assorbenti dopo il maltempo dei giorni scorsi, caratterizzati da venti forti e mare mosso. Non risultano anomalie da segnalare ne’ nei movimenti del relitto, monitorati dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, ne’ nei rilevamenti ambientali assicurati da Ispra e Arpat. Il Commissario delegato per l’emergenza, Franco Gabrielli oggi sarà sull’isola per assicurare, come di consueto, la puntuale informazione della cittadinanza sulle prossime tappe delle attività volte al superamento dell’emergenza.

La denuncia: Concordia, l’allarme del Codacons: ”Processo a rischio”

Il tavolo: Rimozione Concordia, Ortelli: ”ridurre il rischio ambientale”

Al cinema: In arrivo ”Benvenuti a bordo”, il film girato con Schettino