sabato, 29 Agosto 2026
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Clini, illustrato il decreto sulle rotte. Pm: no ‘inchino’ ma dimostrazione bravura

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Tutela del mare con conseguente prevenzione dei danni ambientali in zone particolarmente vulnerabili e sensibili. Questo lo spirito che permea il testo del provvedimento sulle rotte a rischio, illustrato in Consiglio dei Ministri. Domani verrà esaminato e verrà inoltre dichiarato lo stato di emergenza per l’area dell’Isola del Giglio. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha spiegato che la norma sarà “più flessibile di un decreto”: si tratterà di un provvedimento interministeriale tra il dicastero dei Trasporti e quello dell’Ambiente, pertanto immediatamente esecutivo. La possibilità viene offerta da una legge già esistente, la 51 del 2001 (art. 5, comma 2). Una possibilità, rileva pertanto Clini, che “esiste da ben 10 anni, e che ora applichiamo per la prima volta”. Nella stessa legge inoltre si parla del doppio scafo. E intanto il pm di Grosseto pensa che l’avvicinamento alla costa non sia stato un ‘semplice inchino’ ma un’eccissiva dimostrazione di bravura da parte di Schettino.

LA NORMA SULLE ROTTE NAVALI. A questo proposito il ministro, nel corso dell’informativa del governo al Senato, annuncia che si sta “valutando la possibilità di una norma, applicabile in Italia, ma suggerita anche a livello internazionale”, affinché sia previsto il doppio scafo anche per le grandi navi passeggeri il cui “stoccaggio di carburanti” superi certi limiti. I punti essenziali della norma sulla rotte in prossimità di aree a rischio sono due: il primo, le linee guida per le Capitanerie di Porto con cui – spiega il ministro – si cerca di “individuare le competenze” delle Capitanerie; il secondo aspetto riguarda “l’indicazione di criteri” sulla navigazione, e “non necessariamente la rotta”. Le prime due aree più critiche a cui saranno indirizzate le misure ‘anti-inchino’ sono l’Arcipelago Toscano e la Laguna di Venezia, che poi sono anche quelle maggiormente esposte a questi ‘condomini galleggianti’. In effetti l’intero Mediterraneo si può considerare esposto, tenendo presente che ogni anno c’é un traffico di navi con prodotti petroliferi pari a 400 mila tonnellate, di cui 125 mila che interessano direttamente l’Italia. E il Tirreno sembra quello più esposto: le rotte più a rischio sono, per esempio, il Santuario internazionale dei Cetacei (un’area interessata da oltre 10.000 transiti commerciali all’anno), i parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano, della Maddalena, delle Cinque Terre, la riserva di Portofino. Lo stesso vale per il traffico petrolifero: 49 milioni di tonnellate di prodotti sono movimentate dal porto di Genova, 14 da quello si Savona, quasi 5 da quello di Livorno.

NON FU UN INCHINO, MA UNA DIMOSTRAZIONE DI BRAVURA. ”Piu’ che a un ‘inchino’, l’eccessivo avvicinamento all’isola del Giglio della Costa Concordia potrebbe attribuirsi ad una dimostrazione di bravura del comandante Francesco Schettino”, a pensarlo è il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio. Un pensiero venuto fuori durante la valutazione della manovra di avvicinamento al Giglio. Intanto sono state disposte anche delle indagini sul timone: secondo quando appreso, fu completamente virato a dritta, come se la nave, arrivando ad alta velocità, dovesse evitare lo scoglio all’ultimo momento. Se ‘l’inchino’ fosse stato fatto veramente per un’eccessiva dimostrazione di bravura, risulterebbero ancor più necessarie ed urgenti nuove norme sulle rotte navali.

LA PAURA PER L’ABISSAMENTO. L’incubo del ministro Clini è infatti che la nave Costa Concordia, “in equilibrio precario” su un gradino affacciato sull’abisso, affondi del tutto per via delle “mareggiate” con il rischio di dispersione in mare delle 2.300 tonnellate di carburante e olio lubrificante stivate nei 21 serbatoi. “Il rischio di scivolamento è molto alto”, osserva, infatti, il titolare dell’Ambiente, ed il piano per l’aspirazione e lo stoccaggio del combustibile su navi cisterne non durerà infatti meno di due settimane e avrà inizio solo quando le ricerche saranno concluse del tutto. Un lasso di tempo ampio, durante il quale Clini ricorda che siamo “appesi al filo delle condizioni meteo”. Ma se la nave affondasse “bisognerà predisporre un altro Piano”, che preveda interventi subacquei. Per avere qualche garanzia in più, “abbiamo anche chiesto alla Compagnia di ancorare la nave”, ma si tratta di “un’operazione molto complessa”.

Il Governo: ”Servono nuove norme sulle rotte”. Ecco quelle a rischio

Concordia, il lavoro sulla nave

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I Vigili del Fuoco continuano le ricerche sia a bordo della nave che nella parte immersa.

I sommozzatori nella parte della nave sommersa dall’acqua

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I sommozzatori dei vigili del fuoco sono tornati a bordo della Concordia, per continuare le ricerche nella parte dell’imbarcazione finita sott’acqua.

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I sommozzatori nella parte della nave sommersa dall’acqua / VIDEO

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I sommozzatori dei vigili del fuoco sono tornati a bordo della Concordia, per continuare le ricerche nella parte dell’imbarcazione finita sott’acqua.

RICERCHE. Nella nave naufragata all’isola del Giglio si lotta contro il tempo (e contro il mare, previsto mosso) per portare avanti le ricerche dei dispersi e le operazioni di messa in sicurezza della Costa Concordia.

IL VIDEO DEI VIGILI DEL FUOCO:

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CONCORDIA, GLI ALTRI VIDEO: 1234

Vento forte e mare mosso: la situazione all’isola del Giglio

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Vento forte e mare mosso: la situazione all’isola del Giglio.

LE PREVISIONI. La circolazione a grande scala – spiega il bollettino del Lamma – appare dominata dall’Anticiclone delle Azzorre (massimo di 1038 hPa), in fase di moderata espansione verso latitudini più settentrionali, che favorisce sulla nostra penisola correnti nord occidentali. Tale circolazione determina in queste ore l’approfondimento di un minimo sul Ligure che nelle prossime ore tenderà a spostarsi verso sud. Nel fine settimana non sono previste grosse variazioni sulla nostra penisola con una tendenza a temporaneo aumento della pressione nella giornata di Sabato e nuova formazione di un blando minimo sul Ligure Domenica (1010-1012 hPa).

VENERDI’. Oggi, venerdì 20 gennaio, il tempo previsto è “poco o parzialmente nuvoloso. Vento inizialmente debole di direzione variabile e in prevalenza meridionale. Dal pomeriggio rotazione dei venti da nord ovest (Maestrale) in rinforzo fino a temporaneamente forti. In serata venti moderati da nord est. Mare in mattinata mosso con direzione d’onda da sud ovest (probabili zone d’ombra sui versanti orientali). Nel pomeriggio moto ondoso in aumento fino a mare molto mosso con altezza d’onda fino a 2 m al largo e su tutti i versanti esposti e direzione d’onda da ovest-nord ovest(possibili modeste zone d’ombra nei versanti sottovento). Tendenza a moderata attenuazione del moto ondoso in serata. Previsione livello medio del mare: in aumento”.

SABATO. Sabato 21 gennaio tempo “sereno o poco nuvoloso salvo transito di inconsistenti velature. In serata possibili modesti addensamenti di tipo basso. Venti deboli variabili in rotazione da sud ovest e rinforzo fino a moderati. Moto ondoso in rapida attenuazione fino a mare poco mosso (0.5 m d’altezza d’onda) già in mattinata con direzione d’onda occidentale; tendenza a nuovo e moderato aumento del moto ondoso dalla serata con direzione d’onda da sud ovest. Previsione livello medio del mare: stazionario”.

DOMENICA. Domenica 22 tempo, sempre secondo le previsioni del Lamma, “in prevalenza poco nuvoloso con nubi in aumento dal pomeriggio quando non si escludono brevi e deboli pioviggini. Venti meridionali moderati o temporaneamente tesi. Mare mosso con direzione d’onda da sud ovest e altezza d’onda fino a circa 1 m al largo e sulle coste esposte (possibili zone d’ombra nei versanti sottovento); dal pomeriggio moto ondoso in lenta attenuazione. Previsione livello medio del mare: stazionario “.

PROSSIMA ASETTIMANA. Per la settimana prossima, la tendenza per lunedì e martedì è quella di tempo “nuvoloso con precipitazioni più frequenti Martedì. Mari tra poco mossi e mossi Lunedì con direzione d’onda da sud est; Martedì mari poco mossi con moto ondoso in rapido aumento fino a molto mossi con direzione d’onda da nord-nord ovest. Venti deboli meridionali Lunedì fino a forti settentrionali Martedì”.

Niente taxi? All’aeroporto si va col bus

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Niente taxi? E allora all’aeroporto si va in bus. Nella giornata di ieri, infatti, Ataf ha svolto un servizio straordinario di collegamento con l’aeroporto di Firenze.

GRANDE AFFLUENZA. Nel pomeriggio, a causa dello stato di agitazione dei tassisti, si è registrata una grossa affluenza di passeggeri che, dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, dovevano raggiungere lo scalo di Peretola: lo spiega Ataf che, in coordinamento con Adf, ha quindi messo a disposizione quattro corse in più rispetto al normale piano d’esercizio.

CORSE STRAORDINARIE. In serata, dopo le 23.30, su esplicita richiesta di Adf è stata fatta una ulteriore corsa straordinaria di collegamento fra Santa Maria Novella e Peretola. Ogni corsa ha trsportato circa 90 passeggeri. L’esercizio ordinario di Ataf prevede 66 corse di collegamento quotidiane con l’aeroporto di Firenze, dalle 5.30 alle 23.30, con una frequenza di 30 minuti.

Donne moderne e antiche a ”confronto”. Al museo archeologico

Cosa ci fa una mostra fotografica moderna accompagnata da reperti etruschi, al museo Archeologico di Firenze? Semplice: descrivere un parallelismo tra la figura della donna moderna e la figura femminile dell’antichità attraverso il fil rouge del significato del “velo” e dello “svelarsi”. I 33 scatti sono stati realizzati dalla fotografa Fiorella Ilario in Turchia (nell’immagine uno scatto della fotografa), e ritraggono in prevalenza donne in attimi di vita quotidiana.

IL PROGETTO. Da domani pomeriggio, a partire dalle 17, sarà possibile visitare la mostra “Et In Arcadia Ego – L’eterno ritorno di Ninfa”: la rassegna fotografica nasce dal progetto realizzato dall’autrice alla Galleria degli uffizi nel 2009, con una foto scattata ad una donna seduta con indosso il suo chador, davanti alla “Primavera” del Botticelli. L’iscrizione latina ‘Et in arcadia ego’, apparsa in celebri dipinti antichi e rimasta nei secoli mai concordemente interpretata, è stata usata come titolo a questo lavoro fotografico per mettere a confronto da una lato un aspetto dell’attuale condizione femminile e dall’altro gesti e consuetudini delle donne antiche, raffigurati nei reperti archeologici esposti nel percorso della mostra. “La questione velo affonda le radici nell’antichità classica: coprirsi la testa o il volto  era un’abitudine usata non solo dalle donne, ma anche dagli uomini – spiega la direttrice del museo Carlotta Cianferoli –  Si vuole sottolineare il valore di questo gesto, del ‘velarsi’ o ‘svelarsi’ che si tramanda ma che non in tutte le culture ha lo stesso significato”.

ETRUSCHI. I reperti archeologici con i quali le fotografie ‘dialogano’ sono tutti di origine etrusca, e fanno parte di quella sezione del Museo del territorio in fase di riallestimento. Il più significativo dei pezzi esposti è il ‘Bottarone’, un sarcofago in alabastro del II secolo a.C. proveniente da Monteriggioni (Siena), raffigurante un uomo e una donna: lui la cinge con il braccio destro, e lei si ‘svela’. “Questo gesto è un segno di profonda intimità tra i due – spiega la direttrice – teso a simboleggiare il legame che li unisce, quello del matrimonio e ci fa capire che lei è sua moglie e non una donna qualsiasi”. La seconda urna funeraria,  sempre in alabastro, raffigura i capostipiti della famiglia etrusca Calisma Socu: entrambi sono ‘velati’ dallo stesso mantello, ma qui è la donna che cinge le spalle del marito: “La società etrusca – continua a spiegarci la direttrice – era l’unica delle civiltà classiche che godeva di rapporti paritari tra uomo e donna”.

LA MOSTRA. All’inaugurazione della mostra saranno presenti, oltre alla direttrice del Museo Archeologico Cianferoni, l’autrice Fiorella Ilario, Francesca De Luca, direttore del Dipartimento Arte del Cinquecento e Seicento della Galleria degli Uffizi ed il filosofo Sergio Givone, Ordinario di Estetica e filosofo. La mostra fotografica sarà esposta fino al 15 aprile; gli orari in cui è possibile vederla sono dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 19, il sabato e la domenica dalle 8.30 alle 14 (chiuso il lunedì). Il costo del biglietto è di 4 euro.

La Cupola del Brunelleschi? Tranquilli, sta bene

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I fiorentini possono dormire sonni tranquilli: la Cupola del Brunelleschi sta bene. Parola di esperti. 

IL CONVEGNO. A confermare la buona salute della Cupola del Brunelleschi sono i dati del monitoraggio in corso da 60 anni. Un patrimonio di informazioni, unico caso al mondo su un monumento di questo genere, capace di far conoscere in tempo reale eventuali variazioni delle sue condizioni, come di intervenire per la sua futura tutela. E’ quanto emerso dalla prima giornata del convegno ‘Il monitoraggio delle grandi fabbriche storiche ‘aperto stamani al Centro arte e cultura dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Lo scopo dell’incontro, promosso dall’Opera di Santa Maria del Fiore in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Firenze e Pistoia, è stato quello di presentare per la prima volta la grande quantità di informazioni raccolte sul capolavoro del Brunelleschi e confrontarle con altre esperienze internazionali.

LE LESIONI. In questo lungo periodo sono stati raccolti più di 6 milioni di dati che hanno permesso di ricostruire l’evoluzione delle principali lesioni della cupola e il suo attuale trend. Questi dati costituiscono un patrimonio di conoscenza unico e prezioso per proseguire nel lavoro di salvaguardia del monumento. Una delle più grandi cupole in muratura al mondo è, infatti, soggetta a un complesso sistema di lesioni, in lentissima evoluzione. Le maggiori sono quelle che interessano le vele pari nella parte absidale che misurano oramai circa 6 cm di ampiezza. Di queste, le due principali lesioni hanno avuto un’iniziale rapido incremento negli anni dopo il completamento della cupola, registrando un modesto incremento costante di circa 5,5 mm/secolo. Un aumento talmente modesto da non porre problemi di stabilità, nemmeno per i prossimi secoli, se, in assenza di eventi particolarmente traumatici, il trend fino ad ora registrato sarà confermato.

MONITORATA. Nel periodo di circa 17 anni, dal 1978 al 1996, nel quale è stato montato il ponteggio per il restauro delle pitture murali, gli incrementi delle lesioni hanno subito una drastica diminuzione. Tali effetti di rallentamento, una volta che il ponteggio è stato rimosso, si sono via via attenuati. Si tratta quindi di valutare, con estrema prudenza, la possibilità di studiare una cerchiatura provvisoria e reversibile, riprendendo l’indicazione, più volte discussa nel corso dei secoli, a partire da Vincenzo Viviani, allievo di Galileo, che per primo la formulò nel 1695; ma anche Carlo Fontana, Giovan Battista Nelli e, recentemente, Andrea Chiarugi. La cupola fiorentina, infatti, è l’unica tra le grandi cupole che non sia stata cerchiata (a parte il Pantheon, che ha una struttura particolare). Dal 1952, la cupola fiorentina è monitorata con strumenti di tipo meccanico, i cui dati sono stati regolarmente registrati dai tecnici dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

FONDI. Un importantissimo salto qualitativo è stato determinato dall’intervento diretto dello Stato che, nell’arco di un quindicennio (1980-1996), ha stanziato circa sei milioni di euro. Di questi ingenti fondi oltre un milione è stato impegnato per l’installazione di un nuovo sistema di monitoraggio, la sua manutenzione e l’interpretazione dei dati fino al 1999; circa un milione e mezzo sono stati destinati per l’allestimento e la manutenzione del cantiere, mentre circa tre milioni sono serviti per effettuare rilievi, indagini e documentazione, nonché i restauri delle pitture murali e della lanterna. Il nuovo sistema automatico, attivo dal 1988, è stato impostato sulla base delle fondamentali indicazioni fornite dal Rapporto elaborato nel 1985 dalla Commissione presieduta da Guglielmo De Angelis D’Ossat, ed è costituito da 165 strumenti che misurano le variazioni delle lesioni, delle temperature, degli spostamenti relativi e delle quote della falda freatica. L’insieme delle risorse di rilevamento messe al servizio della Cupola, la promuove come la principale grande fabbrica storica sottoposta a un così complesso controllo elettronico.

PREVISIONI. Grazie ai dati raccolti in un così ampio arco di tempo, è stato anche possibile realizzare, presso il Dipartimento di Statistica dell’Università di Firenze, un primo modello statistico del comportamento atteso della cupola: un moderno strumento di previsione che consentirà di prevedere l’eventuale variazione delle lesioni in funzione dei cambiamenti termici, permettendo di verificare, in tempo reale, eventuali anomalie nel suo comportamento. L’esempio della Torre di Pisa è a tale proposito significativo: la Torre è stata, infatti, “raddrizzata” sotto monitoraggio continuo. L’Opera di Santa Maria del Fiore, in accordo con la Soprintendenza, intende continuare nell’analisi del grande patrimonio di dati raccolti al fine di utilizzare le preziose informazioni per una sempre più approfondita conoscenza e tutela del monumento.

Emergenza sangue, ancora una catena di sms ”bufala”

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Sms di emergenza sangue, occhio alla nuova “bufala”.

LA CATENA “BUFALA”. Sta circolando infatti una nuova catena di sms “bufala”, con una richiesta di sangue. Questo il testo del messaggio: “Giralo per favore. Bimbo di 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante. Fai girare sms è urgente. Mi fido di te, inviala a tutti i tuoi numeri, è importantissimo”. Nel testo compaiono anche un nome e un numero di cellulare.

“QUEL SANGUE NON SERVE”. Dal Centro Regionale Sangue fanno sapere che, al numero in questione non risponde nessuno, il bambino citato nel messaggio è ormai grande, è stato trapiantato dieci anni fa, non ha mai avuto bisogno di sangue e sta bene. “Peraltro – aggiunge Simona Carli, direttore del Centro Regionale Sangue – di sangue B positivo ne abbiamo addirittura in eccedenza”.

L’ASSESSORE. Non è la prima volta che circolano sms o mail con richieste di questo tipo. “Sono messaggi scorretti, fuorvianti e pericolosi – dice l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – e chiediamo ai cittadini che li ricevono di non rilanciarli. Il rischio è che in questo modo le persone affluiscano ai centri trasfusionali in maniera disordinata, creando solo confusione. Chi vuole fare un gesto di solidarietà, vada pure a donare, ma non in seguito a sollecitazioni di questo tipo”.

L’APPELLO “VERO”: ”Venite a donare sangue per i bambini”

”Non siamo ospiti a casa nostra”: e gli avvocati disertano l’inaugurazione

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Si inaugura il Palagiustizia, ma senza avvocati.

LO “SCIOPERO”. Lunedì 23 gennaio – giorno del taglio del nastro dell’opera – gli avvocati fiorentini non parteciperanno infatti all’inaugurazione del nuovo palazzo. A renderlo noto è stato il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Firenze Sergio Paparo, che ha scritto una lettera aperta al presidente della corte d’appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, e al sindaco di Firenze Matteo Renzi.

“NON SIAMO OSPITI A CASA NOSTRA”. Gli avvocati fiorentini – spiega una nota – lamentano di aver appreso dell’inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia solo dalla comunicazione del presidente della corte d’appello. “E’ un evento che l’avvocatura fiorentina attende da oltre un secolo – scrive il presidente Paparo – non possiamo accettare che l’Ordine forense sia considerato alla stregua di uno dei tanti soggetti ai quali, di certo più tempestivamente, è stato rivolto l’invito per l’inaugurazione. Non possiamo essere considerati meri ospiti del palazzo di giustizia che è la nostra casa”.

L’ESCLUSIONE. Inoltre – continua il comunicato – Paparo si dice sorpreso per l’esclusione degli avvocati dall’organizzazione dell’evento inaugurale, “anche in considerazione dell’impegno e della disponibilità che l’Ordine ha manifestato per la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia. Ci saremmo aspettati un segno tangibile di considerazione nei confronti di noi avvocati”. Il presidente Paparo ha scritto anche al ministro della giustizia Paola Severino, che sarà presente all’inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia, garantendo la disponibilità del consiglio dell’ordine degli avvocati di Firenze a un incontro con il guardasigilli.