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Si impicca in carcere, sarebbe uscito nel 2014

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Un detenuto 29enne, originario di Lucca, si è tolto la vita nel carcere a custodia attenuata Gozzini, comunemente noto come ‘Solliccianino’, a Firenze. Il ragazzo si è impiccato con le tendine delle finestre del carcere in cui era detenuto per spaccio e rapina.

MORTI NEI CARCERI. Sarebbe dovuto uscire il 29 giugno del 2014, fra due anni, il 29enne che si è tolto la vita a ‘Solliccianino’. E invece la sua corsa verso la libertà finisce così, con l’ennesimo suicidio tra le mura di un carcere. ”Quella delle morti in carcere, per suicidio o per cause naturali – commenta il Sappe – si sta configurando come una vera e propria ecatombe”.

Il Governo: ”Servono nuove norme sulle rotte”. Ecco quelle a rischio

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Il Governo ha dichiarato che c’è bisogno che l’Italia limiti, con apposite norme, il passaggio delle navi e grosse navi, dalle zone a rischio ambientale o troppo vicine alla costa. Nel nostro Paese ci sono molte zone rischiose che devono essere salvaguardate e mantenute in perfetto stato. Insomma, meglio rinunciare ad un ‘inchino’ di una nave che alle bellezze del nostro territorio.

IL GOVERNO VERSO NUOVE NORME SULLE ROTTE. Bisogna limitare il passaggio delle navi nelle zone a rischio ambientale o troppo vicine alla costa. Il governo sta così pensando ad un provvedimento legislativo che imponga nuove norme sulle rotte a rischio. Questo è stato annunciato dal ministero per l’Ambiente, Corrado Clini nel corso dell’informativa al Parlamento sull’incidente di venerdì 13 gennaio, facendo anche riferimento ad una legge dello scorso anno, la numero 51, che gia’ prevede che il suo ministero e quello delle infrastrutture possano introdurre come misure precauzionali ”limitazioni nelle aree a rischio”. Potrebbe già essere questa una prima risposta alle polemiche sui passaggi dei ‘bisonti’ del mare nelle aree a rischio, polemiche che per altro non suonano nuove ma che si accentuano dopo il naufragio.

IL SINDACO DI VENEZIA. Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, aveva annunciato che una decisione sulla limitazione delle rotte sarebbe stata presa entro marzo, al termine di un confronto con l’autorità portuale proprio per trovare una soluzione. “Il sindaco può bloccare il passaggio di una nave se ci sono problemi di grave sicurezza e incolumità, come per la salute pubblica, ma non ha una specifica competenza sul traffico nei canali marittimi” aveva spiegato in mattinata il primo cittadino veneziano. “La questione – aveva spiegato Orsoni – l’abbiamo affrontata da tempo con uno specifico protocollo con l’Autorità Portuale e con la quale ci siamo dati tre mesi di tempo per trovare le soluzioni che permettano di alleggerire il traffico davanti a San Marco”.

LE ROTTE A RISCHIO. Tra le rotte più a rischio troviamo il Santuario internazionale dei Cetacei, un’area marina preziosa per la biodiversità, interessata da oltre 10.000 transiti commerciali ogni anno, senza considerare i privati. Nell’alto Tirreno ci sono poi aree di enorme pregio naturalistico come i parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano, della Maddalena, delle Cinque Terre, come l’Argentario, il Golfo dei Poeti, Lerici, Portofino, la Corsica, le Bocche di Bonifacio o il ponente ligure. C’e’ poi tutta l’area marina della laguna di Venezia, con i problemi connessi alle passeggiate nel bacino di San Marco di quelli che il ministro Clini ha definito ”condomini galleggianti”. Ma anche la Sardegna del sud, con capo Carbonara, lo Stretto di Messina, e le isole Eolie.

Giglio, la Regione si costituisce parte offesa. Primi risultati analisi marine

Giglio, identificate due vittime. Schettino sospeso da Costa / VIDEO – FOTO

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Ieri la Concordia si è mossa ancora, ruotando di un metro e mezzo verso l’abisso. Il mare continuerà ad ingrossarsi fino a raggiungere il culmine domani con l’arrivo del maestrale che porterà onde alte fino a 4 metri. Ma dopo la giornata di stop di ieri, oggi sono riprese le ricerche dei dispersi sia nella parte sommersa che in quella emersa. Resta alto il livello di preoccupazione per l’ambiente marino dell’Arcipelago. “C’è già un danno ambientale, molto contenuto” relativo “ai fondali dell’Isola del Giglio”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che ha inoltre spiegato che e’ in programma l’avvio dello svuotamento dei serbatoi, ma solo dopo la fine del recupero persone all’interno della nave naufragata.

I DISPERSI. Ieri è stata accertata l’identità di una delle vittime, si tratta di Sandor Feher, ungherese membro dell’equipaggio. Mentre una donna dispersa è stata rintracciata in Germania. La signora Gertrud Goergens è viva. Entrambi sono stati cancellati dalla lista dei dispersi facendo scendere il numero a 24, di cui non si hanno ancora notizie. Mancano ancora all’appello i sei italiani Girolamo Giuseppe, 30 anni membro dell’equipaggio; Dintrono Maria, biellese; Trecarichi Maria Grazia, siciliana; Virzì Luisa Antonia, siciliana; Arlotti Dayana, 5 anni; Arlotti Williams, riminese padre della piccola Dayana. Dodici tedeschi Bauer Elisabeth (f); Ganz Christina Mathi (f); Ganz Norbert Josef (m); Grube Gabriele (f); Hoer Egon (m); Neth Margarethe (f); Schall Inge (f); Stumpf Siglinde (f); Werp Brunhild (f); Werp Josef (m); Galle Horst (m); Schroeter Margrit (f). I due francesi Blemand Michael (m); Litzler Mylene (f). Gli statunitensi Heil Barbara (f) e Heil Gerald (m). L’indiano Rebello Russel Terence e la peruviana Soriamolina Erika Fani entrambi membri dell’equipaggio.

MICROCARICHE ESPLOSIVE. Oggi i sommozzatori del Gos della Marina Militare faranno esplodere quattro microcariche per sfondare i vetri delle cabine situate lungo il muro sommerso della nave a meno di 18 metri di profondità. Questo permetterà ai sommozzatori di ispezionare in sicurezza più spazio possibile anche grazie all’ausilio di videocamere a fibra ottica.

LO SQUARCIO SULLA NAVE (video dei vigili del fuoco):

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VERSO L’ABISSO. La Concordia ieri si è mossa nuovamente, puntando dritta verso l’abisso. Una rotazione di circa un metro e mezzo che ha provocato lo stop delle ricerche dei dispersi. Ma oggi gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Guardia Costiera e della Marina riprenderanno le ricerche sia nella parte emersa che in quella sommersa. La paura di un ulteriore movimento è tanta, visto anche l’arrivo del maestrale previsto per la giornata di domani che porterà onde altre tra i 3 e i 4 metri. Ma la speranza di trovare qualche altro sopravvissuto è alta e le ricerche andranno avanti fino ad un nuovo ordine di stop.

SCHETTINO AI DOMICILIARI, SOSPESO DALLA COSTA. Sbagliò clamorosamente la rotta avvicinandosi eccessivamente all’Isola del Giglio. Si dimostrò incapace di gestire l’emergenza del naufragio. Abbandonò la nave quando a bordo c’erano ancora 300 persone in difficoltà, rifiutandosi di risalire a bordo, godendosi lo spettacolo in tutta sicurezza. Queste le colpe gravissime che il gip Montesarchio imputa al comandante Schettino. Ma nonostante questo non crede che ci sia un pericolo di fuga. “I reati contestati sono molto gravi e considerata la sua personalità non credo stia a casa ad aspettare che lo andiamo a prendere”, ha polemizzato il procuratore capo Francesco Verusio che ha aggiunto “stiamo preparando un ricorso al tribunale del riesame, lo presenteremo oggi o domani”. Intanto Schettino, è libero, ai domiciliare casa di Meta di Sorrento. Intanto la Costa Crociere ha sospeso il comandante dalla compagnia. ci sono stati i primi contatti tra la compagnia e i passeggeri della Concordia per determinare gli indennizzi relativi ai disagi sostenuti a causa del naufragio della scorsa settimana. Costa Crociere riferisce che li sta contattando, così come le associazioni dei consumatori.

LE IMMAGINI DELLE RICERCHE (Foto dei Vigili del Fuoco):

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LA CASSAFORTE. I sommozzatori dei carabinieri, appena riprenderanno le ricerche, cercheranno anche di entrare nella cabina del comandante Schettino per recuperare la cassaforte dove potrebbero essere custoditi documenti utili all’inchiesta. La cabina è situata a prua della nave, sulla murata di dritta e quindi nella parte sommersa. Una volta che verrà individuata, i carabinieri dovranno prelevare la cassaforte ma anche ogni altro eventuale documento o materiale all’interno della cabina che potrebbe essere utile per la ricostruzione di quanto avvenuto venerdì notte. Inoltre dovranno recuperare gli hard disk e i supporti informatici di bordo, situati nella sala comando, che insieme alla scatola nera hanno registrato ogni momento della tragica notte

Schettino a cena con Domnica prima dell’impatto, lei lo difende

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Spunta una donna nell’agghiacciante vicenda della Concordia. Il comandante Francesco Schettino era a cena con lei poco prima dell’impatto con lo scoglio. I due, dopo aver cenato sarebbero andati sulla plancia di comando.

LA DONNA. Il giallo attorno alla giovane moldava che ha cenato con il comandante si sta piano piano chiarendo. Lei si chiama Domnica Cermotan, 25enne e vive a Bucarest. Un quotidiano rumeno ha affermato che la ragazza faceva parte fino a poco tempo fa dell’equipaggio della nave. Venerdì 13 era in vacanza, in crociera, un regalo ricevuto per il suo compleanno. La donna in un intervista tv conferma che era con il comandante al momento dell’impatto e lo difende: “Ha salvato migliaia di persone”. Alle tv rumene ha raccontato inoltre che sarebbe salita sul ponte per tradurre in russo le informazioni fornite dagli ufficiali.

COSTA CROCIERE. Dalle prime indiscrezioni sembrava che Domnica Cermotan non risultasse nell’elenco dei passeggeri. Ma oggi è arrivata la smentita di Costa Crociere che afferma che la ragazza si era “regolarmente imbarcata” sulla nave nel porto di Civitavecchia, aggiungendo di essere “pronta a fornire alle autorità competenti identità della persona e numero di pratica del biglietto acquistato”. Costa Crociere precisa inoltre che “le leggi vigenti, le norme di sicurezza e i sistemi di controllo che l’azienda adotta con assoluto scrupolo, non consentono l’imbarco di persone non registrate”.

Su Facebook la tragedia diventa satira. E il protagonista è il capitano / FOTO

 Facebook: la pagina pro Schettino. “Il comandante? Persona eccezionale”

Giglio, la Regione si costituisce parte offesa. Primi risultati analisi marine

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La Regione Toscana si costituirà parte offesa nel procedimento penale contro i responsabili della tragedia del Giglio. Ai sensi dell’art. 90 del Codice di procedura penale, secondo il quale è consentito alla Regione intervenire per la lesione degli interessi da essa tutelati in materia di protezione civile, trasporto marittimo per i servizi di continuità territoriale, infrastrutture portuali di interesse regionale. La parte offesa può presentare memorie ed indicare elementi di prova.

L’INCIDENTE “NON PUO’ RESTARE IMPUNITO”. “Ciò che è accaduto all’isola del Giglio non può restare impunito – afferma il presidente Enrico Rossi – C’è un bisogno di verità e di giustizia. Tutti i cittadini si augurano di conoscere in tempi rapidi come sono andati realmente i fatti, di sapere chi ha sbagliato e chi paga per gli errori e per i danni causati alle persone, all’ambiente e al contesto sociale, economico e civile. Per questo abbiamo preso questa decisione. Presenteremo una memoria e porteremo tutti gli elementi di prova sui danni che la Costa Concordia ha provocato agli interessi che la Regione vuole e deve tutelare. La Regione interverrà già a partire da questa fase iniziale delle indagini”.

DANNI PROVOCATI. Secondo il parere dell’avvocatura regionale quando ci sarà un rinvio a giudizio la Regione potrà costituirsi parte civile nel processo e quindi avanzare la richiesta di risarcimento danni. La Regione potrà far valere oltre al danno all’immagine i dammi al turismo, al trasporto marittimo per i servizi di continuità territoriale, alle infrastrutture portuali, richiedere le maggiori spese sostenute per il servizio di protezione civile ed eventualmente per l’assistenza sanitaria garantita.

L’AMBIENTE MARINO. Il dipartimento Arpat di Grosseto, lo scorso martedì mattina ha effettuato un sopralluogo bordo di una motovedetta della Guardia Costiera nei pressi del relitto della nave per prelevare campioni di acqua al fine di ricercare l’eventuale presenza di idrocarburi. Gli operatori Arpat visivamente non hanno riscontrato sulla superficie del mare chiazza di idrocarburi od altre sostanze oleose. Successivamente sono stati effettuati 5 campionamenti di acqua di mare: uno circa a centro nave a dritta della medesima, gli altri tre rispettivamente a prua, al centro e l’ultimo a poppa sul lato sinistro della nave. Il quinto campionamento è stato effettuato al largo, a circa un miglio di distanza dalla Concordia. I campioni sono stati inviati al laboratorio Arpat di Area Vasta di Siena. Nei giorni successivi presso l’isola del Giglio si è recato anche il battello oceanografico Arpat, “Poseidon”, che ha effettuato ulteriori campionamenti nelle acque del Giglio. Stamani, dal laboratorio, hanno anticipato che sui campioni prelevati martedì 17 gennaio non sono stati rilevati idrocarburi.

Costa, lunga attesa per la rimozione del relitto. Tempi minori per il carburante

Tentato furto: bloccato il ladro, ricercati i due complici

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Ieri pomeriggio un automobilista di passaggio, dopo aver notato due uomini che scavalcavano il muro di un palazzo, ha dato l’allarme alla polizia. In pochi minuti le volanti hanno raggiunto via Nomellini. Appena le ‘pantere’ si sono avvicinate, un terzo complice, il palo, ha lanciato un segnale ai due che sono subito saliti in auto e sono scappati.

LE RICERCHE. Le ricerche sono scattate subito e grazie ad alcune testimonianze hanno accertato che i tre ladri si erano dati alla fuga su un’auto rubata. Dopo poco due di loro sono stati rintracciati in via Corcos, già in cerca di un nuovo appartamento da derubare. Appena notata la polizia, i due hanno iniziato a correre in direzioni opposte. Gli agenti per fortuna sono riusciti a bloccare uno dei tre ladri, il 27enne, in un giardino in via Pampaloni recuperando anche due grossi cacciavite. Le ricerche dei due complici proseguono insieme all’auto rubata.

CONTROLLI. Insieme a questo fatto sono scattati una serie di controlli nel centro e in periferia. In questa operazione sono state identificate 185 persone. Tra questi, 13 sono finiti in Questura per essere sottoposti a fermo per identificazione e denunciati perchè irregolari. Con loro anche una prostituta 24enne originaria dell’Albania rintracciata in via Generale Dalla Chiesa.

Arrestato per spaccio vicino alla casa del popolo

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Ieri mattina, intorno alle 11, dopo numerose segnalazioni, i carabinieri hanno arrestato un uomo, 44 anni, per spaccio di stupefacenti in piazza di Vittorio a Scandicci, vicino alla Casa del Popolo di Csellina.

IL CONTROLLO. Dopo alcuni minuti, i carabinieri hanno notato uno strano via vai di persone, che si è intensificato dopo l’arrivo dell’uomo sceso da una Fiesta grigia. Così sono intervenuti. L’uomo, 44enne originario di Montelupo Fiorentino, ha presentato uno stato di agitazione e nervosismo che ha spinto gli agenti nel procedere con la perquisizione. Nel giubbotto sono stati trovati un pacchetto di sigarette con 10 involucri di plastica trasparenti contenti 10 grammi di eroina e 330 euro.

L’ARRESTO. L’uomo è stato subito accompagnato nella sede della stazione di Scandicci in via Vivaldi ed è quindi stato arrestato per detenzione di stupefacenti.

Muore a 71 anni Giancarlo Bigazzi, il padre di ‘Lisa dagli occhi blu’

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E’ morto stanotte, a 71 anni, il compositore e paroliere Giancarlo Bigazzi. Era ricoverato da qualche giorno nell’ospedale Versilia di Viareggio. Nato a Firenze, Bigazziè stato produttore, compositore e parolieri. Il suo nome è meno famoso delle sue canzoni che hanno accompagnato ben tre generazioni, ma non per questo meno importante.

IL REPERTORIO. Di Bigazzi ricordiamo sicuramente le famose ‘Rose rosse’ cantata da Massimo Ranieri, ‘Lisa dagli occhi blu’ di Tessuto. Oppure ‘Gloria’ del grande Umberto Tozzi, ‘Si puo’ dare di piu’ canzone vicintrice di Sanremo. La straordinaria ‘Gli uomini non cambiano’ interpretata dall’immortale Mia Martini. Ma di Bigazzi ricordiamo anche l’impegno della band degli Squallor e l’attività di compositore di colonne sonore, tra le quali quella del premio oscar Mediterraneo. Inoltre per Firenze ha anche composto “Viva Fiorenza” che dal 2001 è l’inno del calcio storico. Certamente rimarrà nel cuore e nel costume di milioni di italiani.

IL CORDOGLIO DI RENZI. “Ha scritto le parole di canzoni che sono entrate nel cuore e nel costume di milioni di italiani accompagnando momenti di gioia e tenerezza di almeno tre generazioni. Voglio esprimere il mio cordoglio e quello della città ai familiari, gli amici e a tutti quanti hanno apprezzato la sua qualità artistica”. È quanto dichiara il sindaco Matteo Renzi appresa la notizia della morte, avvenuta questa notte.

Stupratore arrestato dopo due anni, violentò e segregò in casa una donna

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Un 54enne di origini polacche nel 2010 violentò e segregò una connazionale di dieci anni più giovane. L’uomo dopo due anni è stato arrestato, adesso si trova ai domiciliari.

LA VITTIMA. La donna che lo accusa, fu rintracciata in stato di choc dai carabinieri a casa dell’uomo a Castel Fiorentino. A dare l’allarme fu una sua amica, che ne denunciò la scomparsa. La donna raccontò che fu legata al letto e violentata ripetutamente. Il 54enne venne subito denunciato e ieri, dopo due anni, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia.

Lavoravano in giardino e in un campo, due morti

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Un uomo di 46 anni è morto a seguito di una caduta dalla scala sulla quale era salito per potare la siepe del suo giardino in via dei Tulipani a Lido di Camaiore. Non è chiaro il motivo della brusca caduta, ma a contatto con il suole si è spezzato il collo.

LA MOGLIE. La moglie, non vedendolo rientrare in casa in tarda serata, ha provato a chiamarlo con il telefono che ha sentito squillare poco distate dal giardino. Una volta fuori casa, ha scoperto il corpo del marito. Immediati gli interventi sia dei carabinieri che della municipale. L’uomo lascia la moglie e due figli di 13 e 5 anni.

LE STERPAGLIE. Sempre ieri, un 79enne è morto carbonizzato mentre bruciava delle sterpaglie in un terreno a Bagnone, Massa Carrara, vicino a casa. L’anziano avrebbe accusato un malore probabilmente per il troppo fumo respirato ed è svenuto troppo vicino alle fiamme.