La caccia all’opera fantasma di Leonardo da Vinci continua, grazie a una sonda inserita dietro l’affresco di Vasari. Ma non mancano le polemiche. Leggi l’articolo Immagini: David Yoder, Shannon Jensen/National Geographic
Battaglia di Anghiari: buchi nel Vasari per spiare Leonardo / FOTO
La caccia all’opera fantasma di Leonardo da Vinci continua, grazie a una sonda inserita dietro l’affresco di Vasari. Ma non mancano le polemiche.
SONDA. Ieri, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sono riprese le ricerche affidate al National Geographic, affiancato dagli esperti “nostrani” dell’Opificio delle pietre dure. La scorsa estate le analisi effettuate con uno speciale radar hanno rilevato un’intercapedine dietro l’affresco di Vasari che si trova attualmente sulla parete. Adesso si entra nella seconda fase, quella più delicata.
LE ANALISI. In due distaccamenti del muro, due fessure grandi circa 7 millimetri, è stata inserita una sonda endoscopica, dotata di una microtelecamera. Gli esperti hanno così iniziato a spiare cosa si trova dietro la “Battaglia di Marciano della Chiana” di Giorgio Vasari.
IL PASSO INDIETRO. Adesso si valuterà se effettuare alcuni “buchi”. Queste analisi invasive dividono però gli studiosi, tant’è che ieri uno dei principali esperti di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure, Cecilia Frosinini, ha rinunciato all’incarico di seguire la fase finale, rifiutandosi di coordinare la “bucatura” della parete.
L’IPOTESI. L’intera operazione è stata autorizzata dal ministero dei Beni culturali ed è svolta sotto tutela della soprintendenza e con l’affiancamento tecnico dell’Opificio delle Pietre Dure. Secondo gli studi di Maurizio Seracini, uno dei massimi esperti della “Battaglia di Aghiari”, l’opera di Leonardo sarebbe stata salvata da Vasari, a cui fu affidata la riorganizzazione di Palazzo Vecchio.
{phocagallery view=category|categoryid=286|limitstart=0|limitcount=0}
Immagini: David Yoder/National Geographic, Shannon Jensen/National Geographic
Bilancino a secco, scende di 2 centimetri al giorno
Una siccità così grave Bilancino non l’aveva mai vissuta. L’invaso si è dimezzato nell’ultimo anno. E le conseguenze si vedono a colpo d’occhio. Leggi l’articolo
Nasce il teatro dell’Opera
Lavori a ritmo serrato per l’inaugurazione del nuovo teatro dell’Opera di Firenze. In arrivo una serie di eventi, che saranno aperti il 21 dicembre dal concerto di Zubin Mehta. E sul nome del teatro… Leggi l’articolo
Gli indignati smontano le tende e liberano Santissima Annunziata
Da circa tre settimane si sono accampati in piazza Santissima Annunziata. Adesso gli indignati hanno iniziato a smontare il loro campo: alcuni hanno tolto le tende già ieri notte, ma la grande parte dei giovani ha iniziato a lasciare la piazza questa sera.
OCCUPAZIONE FINITA. Soddisfatta della decisione è l’assessore alle politiche sociosanitarie del Comune di Firenze Stefania Saccardi, che aveva più volte sollecitato gli indignati a lasciare l’area. “Una scelta ragionevole – ha commentato – gli indignati hanno deciso spontaneamente di venire incontro alle nostre richieste o comunque di dare alla loro protesta altre modalità e di questo non possiamo che essere contenti”.
ASSEMBLEE OGNI SETTE GIORNI. Intanto domani alle 11,30, si terrà la prima delle assemblee settimanali che Occupy Firenze organizzerà nella piazza.
Notte violenta in Santa Croce: giovane ”abbordato” e rapinato
Ancora una notte violenta in Santa Croce.
L’EPISODIO. Due marocchini sono stati arrestati dagli uomini della squadra volante: intorno alle 4 i due stranieri (di 23 e 36 anni) si sono avvicinati a un giovane italiano di 24 anni, rapinandolo del proprio mp3 contenente, tra l’altro, composizioni musicali elaborate dallo stesso giovane.
LA RAPINA. La rapina, secondo quanto riferito, è andata così. Dopo aver avvicinato il 24enne con una scusa e aver intavolato con lui una conversione, uno dei due marocchini gli ha infilato una mano nella tasca del giubbotto, mentre il complice si è posto minacciosamente alle sue spalle. Subito dopo i due si sono allontanati e dileguati tra la gente.
POLIZIA. A quel punto è sopraggiunta una volante: gli agenti, dopo essersi fatti descrivere i due marocchini, si sono messi subito alla loro ricerca, rintracciandoli nei pressi del sagrato della Chiesa in mezzo ai tantissimi giovani seduti sulle scale. Il marocchino 36enne, nella tasca del giubbotto, aveva l’Mp3 poco prima rubato al giovane, che è stato restituito al legittimo proprietario. Tratti in arresto, i due malviventi sono finiti a Sollicciano.
Armistizio su Santa Croce, il rettore della Basilica: ”Concordiamo gli eventi”
Bilancino a secco, scende di 2 centimetri al giorno: è allarme / VIDEO
Una siccità così grave Bilancino non l’aveva mai vista. L’invaso che disseta quasi un milione e mezzo di persone tra Firenze, Prato e Pistoia, è uscito più che dimezzato dagli ultimi mesi, caratterizzati da precipitazioni cadute con il contagocce. I rubinetti, se le condizioni meteo non cambieranno, potrebbero rimanere a secco la prossima estate.
SEMPRE PIU’ GIU’. Ogni giorno, da ottobre a questa parte, Bilancino scende al ritmo di due centimetri al giorno. Oggi è arrivato a quota 243,92 metri sul livello del mare, contro gli abituali 252; meno di 34 milioni di metri cubi d’acqua contro una media di 69 milioni. Le conseguenze si vedono a colpo d’occhio: il lago si è letteralmente ritirato lasciando sulle sue sponde colonie di cozze ormai secche. In alcuni punti dell’invaso non è possibile passare con le imbarcazioni, per il fondale troppo basso.
LIVELLO DI ALLERTA. La riserva strategica d’acqua è già stata intaccata. Di questo passo, se le condizioni atmosferiche non muteranno, la scorta si assottiglierà fino ad arrivare a una situazione tragica nella primavera 2012. Il rischio è quello di rimanere a secco la prossima estate. A fare il punto sulla situazione l’Autorità di bacino dell’Arno, l’ente che per legge monitora il fiume e i suoi affluenti, insieme a Publiacqua.
{youtube}eiivdRm3qJY{/youtube}
POCHE, POCHISSIME PIOGGE. “Generalmente tra ottobre e novembre il lago arrivava quasi al colmo di piena e invece proprio nella stagione autunnale è mancata la ricarica e la scorta di piogge che garantiva una riserva in vista dell’estate successiva – spiega Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua -sorgenti, torrenti, fiumi sono in secca da settimane e purtroppo le previsioni non ci tranquillizzano, ci sarà qualche spruzzo per il fine settimana, ma niente di risolutivo a breve”.
NUOVI INVASI. Per far fronte alla siccità sul lungo periodo servirebbero nuove infrastrutture. “Vanno creati altri ‘piccoli Bilancino’ – prosegue D’Angelis – dalla diga di Gello a Pistoia ai due invasi nel Chianti sulla Pesa e la Greve e sul Bisenzio pratese. Possiamo mettere in sicurezza anche le zone collinari e montane con riserve idriche fondamentali per ogni emergenza. I cambiamenti climatici, ormai sotto gli occhi di tutti, rendono questi passaggi ancora più urgenti”.
Nasce il teatro dell’Opera / FOTO e VIDEO
Lavori a ritmo serrato per l’inaugurazione del nuovo teatro dell’Opera di Firenze.
SOPRALLUOGO. Oggi il sindaco Matteo Renzi e la soprintendente Francesca Colombo hanno fatto un sopralluogo al nascituro Parco della Musica, per presentare quelli che saranno gli eventi che di fatto inaugureranno la nuova opera, prima del completamento dei lavori.
IL PROGRAMMA. Ma facciamo un passo alla volta. Dal 21 al 31 dicembre sono in programma una serie di eventi che segneranno l’inizio dell’attività del teatro. Inaugurazione ufficiale il 21 dicembre, con il concerto di Zubin Mehta alla presenza, tra gli altri, del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il 22 è in programma lo spettacolo di Bollani, il 23 mattina la città potrà visitare il nuovo teatro (ore 11, ingresso libero) nell’ambito della visita guidata “Teatro aperto”. La sera del 23 sarà la volta di Claudio Abbado.
ULTIMO DELL’ANNO. Si riprenderà poi dopo Natale: il 27 dicembre a esibirsi sarà il pianista Andras Schiff, il giorno successivo il duo composto da Fabio Luigi e Radu Lupu, per un concerto classico. Spazio alla danza il 29 dicembre con “Ballet concept”, mentre grande festa il 31 dicembre, per l’ultimo dell’anno, con Zubin Mehta e alcune sorprese.
{phocagallery view=category|categoryid=285|limitstart=0|limitcount=0}
IL NOME. Poi, dopo questo antipasto di fine 2011, il teatro chiuderà nuovamente i battenti, in attesa della fine definitiva dei lavori. L’obiettivo è chiudere il cantiere entro la fine di novembre del 2012, quando dovrà essere sciolto anche un altro “giallo” che sta tenendo banco in queste ore, quello del nome della struttura. Per il momento, l’ipotesi più accreditata sembra essere quella di “Teatro dell’Opera di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino”, ma ancora c’è tempo per decidere.
ESTATE 2012. Nel frattempo, uno spiraglio per vivere il nuovo spazio si apre già per la prossima estate, quando la cavea all’aperto potrebbe essere aperta per ospitare piccoli eventi. Ma al momento questa è soltanto un’ipotesi.
RENZI. “Stiamo parlando di una delle pochissime opere che vedrà definitivamente la luce di tuttte quelle che sono satte immaginate per il 150 anni – ha detto Renzi – siamo in un luogo incredibile, che cambierà il volto di Firenze, destinato a incidere profondamente sulla vita culturale di questa città”. Renzi ha poi “invitato” tutti i fiorentini a visitare il nuovo teatro.
{youtube}kGqQ3xRw_n8{/youtube}
”Nasce” il teatro dell’Opera
Presentato il programma dei primi appuntamenti del futuro teatro dell’Opera. E il nome…
Mario Monicelli, un anno fa l’addio
E’ passato un anno da quando il regista viareggino è scomparso. Mario Monicelli si è spento il 29 novembre 2010 a 95 anni: era nato il 16 maggio 1915.
OSPEDALE. Monicelli si è tolto la vita un anno fa, lanciandosi dalla finestra dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato per un tumore alla prostata. Erano stati alcuni sanitari del nosocomio a trovare a a terra, disteso nei viali vicino alle aiuole, a pochi metri dal pronto soccorso, il corpo ormai senza vita di Monicelli. Anche suo padre Tomaso, scrittore e giornalista, si era tolto la vita, nel 1946.
LUTTO. La sua scomparsa aveva provocato un profondo lutto nel mondo dello spettacolo. Tanti gli attestati di cordoglio arrivati fin da subito per la scomparsa del grande regista. Anche il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, aveva decretato il lutto cittadino in ricordo del grande regista che, in questa città, era nato e ci aveva vissuto fino al trasferimento a Roma.
RENZI. ”Se ne va un protagonista del ‘900, un regista di capolavori della commedia all’italiana”: questo invece era stato il ricordo del sindaco di Firenze Matteo Renzi. “Cittadino onorario della nostra città – avevaaggiunto Renzi – per noi fiorentini il suo nome sarà sempre legato anche, ma non solo, ai personaggi indimenticabili di ‘Amici miei'”.

