mercoledì, 29 Aprile 2026
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Giunti Rugby alla prova verità

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Arriva al Padovani, domenica 19 ottobre, una delle pretendenti alla promozione. Il Giunti Firenze Rugby affronta infatti, alle 15.30, l’Aquila. Dopo le prime due vittorie, contro il Marchiol San Marco e nel derby contro il Livorno, i biancorossi di Ghelardi sono chiamati alla prima partita difficile del torneo di serie A1. Ancora assenti Morace, Roveta Sordini ed il capitano Musetti. In forse Lacatus e Falleri. Si spera in una bella prova dei fiorentini anche se non sarà facile tener testa agli abruzzesi.

Bel pari per le Rari girl

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Un pareggio (6-6 contro l’Ortigia Siracusa) ottenuto con una prova convincente e grazie anche ad un po’ di fortuna visto che sul 6 a 5 per le siciliane Pelle, dell’Ortigia Siracusa, ha sbagliato clamorosamente un penalty mandando la sfera su un palo.

Ferri è sceso in Sicilia con solo 11 titolari ma, nonostante questo handicap, ha ottenuto un punto importantissimo. Ottima la Canetti, autrice di una doppietta. In gol anche Masip, Marzi, Ceccarelli e Lucia Giannetti. Una trasferta che fa ben sperare per il proseguo del campionato.

Gli altri risultati della prima giornata: Roma Pallanuoto–Linea Mediterranea Imperia 10-11; Orizzonte Catania–Rari Nantes Bologna 19-9; Fontalba Messina–Yamamay Varese 14-14; Beauty Star Plebiscito–Diavolina Nervi 12-7. In classifica comandano in quattro: Fiorentina, Orizzonte, Imperia e Plebiscito Padova con 3 punti. Un punto per Rari girl, Ortigia, Messina e Varese. Ancora a zero Roma, Bologna, Nervi e Rapallo.

Fiorentina a valanga a Rapallo

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Le liguri hanno retto solo un tempo, il primo, terminato sul punteggio di 3-3. Poi le ragazze di Gianni De Magistris hanno messo il turbo, come capita spesso, e non c’è stato più niente da fare.

Triplette per Biancardi e Dravucz e gran gioco per tutto il resto del match. Nel Rapallo in evidenza la Queirolo. “Dopo un inizio stentato – ha commentato il coach De Magistris – dovuto anche alle piccole dimensioni della piscina, abbiamo preso il largo portando a casa la vittoria. Sono contento di come ha giocato la squadra, anche perché sono scese in acqua tutte le ragazze a disposizione. Purtroppo – ha concluso il tecnico – non ha giocato la Lapi per le vicissitudini che ormai conosciamo, anche se era in tribuna a sostenerci; la sua assenza per noi è un problema morale oltre che tecnico”.

Pazzo & Gila: Reggina stesa

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Tre a zero dei viola alla ripresa del campionato dopo la sosta per la nazionale. Prandelli non fa giocare dal 1° minuto Montolivo, tiene in panchina Gilardino, manda in tribuna Mutu e si affida all’accoppiata Pazzini – Jovetic. Diciamolo subito: il montenegrino è bravo, piace molto al pubblico del Franchi, ha delle ottime giocate ma spesso è troppo lezioso. A volte deve cercare con più incisività la conclusione ed evitare di scartare pure il portiere prima di fare il tiro. A dicembre compirà 19 anni, è giovane e si vede. Ricorda Roberto Baggio, deve crescere, ma vorremmo vedere ancora qualcosa di più.

E’ proprio Jo-Jo che al 16′ sbaglia un’occasione clamorosa davanti a Campagnolo. Al 19′ la risposta della Reggina che gioca bene la prima mezz’ora poi, complice alcuni episodi scompare: Cozza impegna Frey che respinge con i pugni. Ancora Jo-Jo al 30′ con un tiro di sinistro che non impensierisce Campagnolo. Svolta al 38′. Pazzini s’invola a rete, Campagnolo lo stende in area di rigore. Espulsione del numero 30 calabrese con Orlandi che fa uscire Vigiani (fiorentino di nascita) ed entra Puiìggioni e Pazzo che s’incarica del tiro dagli 11 metri e sigla l’1-0. Prima del riposo episodio dubbio in area viola. Melo stende Brienza. E’ fallo da rigore ma Orsato non vede e la Fiorentina chiude il primo tempo in vantaggio.

Nella ripresa la Reggina cerca di reagire ma senza essere mai veramente pericolosa. Prandelli, in vista del match di martedì a Monaco inizia il valzer dei cambi. Esce Kuzmanovic per Montolivo mentre Osvaldo rivela Jovetic, infine Pazzini esce per Gilardino e qui c’è la seconda svolta della partita. Il bomber di Biella al 75′ aspetta l’uscita di Puggioni e sigla il 2-0 con un tiro che si va ad insaccare nell’angolo basso alla destra della porta calabrese. Dopo sei minuti il secondo centro ed il centesimo gol di Gilardino. Bene la difesa della Fiorentina con un grande Dainelli.

Si va a Monaco col morale alle stelle! Tra l’altro il Bayern ha vinto 1-0 con Toni che si è fatto sostituire per un brutto colpo preso ad un fianco. Un infortunio non grave ma che sta preoccupando Klinsmann.

Il Cigoli in mostra a Figline Valdarno (FI)

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L’iniziativa ha lo scopo di far conoscere quelle opere custodite nella riserva della Galleria che hanno rapporti con le terre fiorentine e toscane.
La mostra di Figline, curata da Novella Barbolani di Montauto e Miles Chappelli, considera le relazioni che, sullo scorcio del Cinquecento, legarono Lodovico Cardi, detto il Cigoli (Cigoli 1559 – Roma 1613) a Figline Valdarno. Sono esposti bozzetti, disegni, ritratti e altre opere del Cigoli realizzate negli anni figlinesi che consentiranno di ricostruire il percorso di questo artista meno noto ma di grande fascino.
L’esposizione è allestita negli spazi espositivi del Palazzo Pretorio di Figline e nella vecchia chiesa che faceva parte dell’antico Spedale Serristori, in piazza Marsilio Ficino. Nel cosiddetto “Chiesino delle Monache” i visitatori potranno quindi ammirare l’Annunciazione del Cigoli nella sua originaria collocazione, proprio all’interno di quella chiesa per la quale l’opera era stata concepita nel 1580. Il “Chiesino”, ora di proprietà di un privato cittadino, verrà riaperto al pubblico in via del tutto eccezionale nei giorni della mostra.

Il Cigoli a Figline
Dal 18 ottobre 2008 al 18 gennaio 2009
Palazzo Pretorio di Figline Valdarno
Piazza S. Francesco, 16
Tel. 055 9153509 oppure 055 9125247
Orario: 9-13 e 15-19

Nasce “Medicea”, rivista dedicata ai Medici

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Il 22 ottobre ci sarà la presentazione al pubblico presso il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio: interverranno Eugenio Giani, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Roberto Cecchi, Direttore generale MIBAC – Ministero per I Beni e le Attività Culturali; Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana; Carlo Sisi, Presidente del Museo Marino Marini e Cristina De Benedictis, Docente di Museologia presso Università degli Studi di Firenze.
Medicea, che vede la luce dopo due anni di gestazione, propone come leit motiv la Storia e le storie di casa Medici, questi ultimi considerati non solo come “attori” o “registi” dei fatti che li videro protagonisti, ma anche come semplici “spettatori” di avvenimenti svoltisi tra il XIV e il XVIII secolo. Infatti la caratteristica principale della rivista è l’interdisciplinarietà, dove l’arte ha la stessa “dignità” della botanica, l’architettura della marineria, l’urbanistica della storia delle scienze etc…
La pubblicazione, che avrà cadenza quadrimestrale – sarà diffusa per abbonamento, in libreria e nell’edicole più fornite – si avvale dell’esperienza della casa editrice fiorentina Centro Di per l’impaginazione, la grafica e la distribuzione.
L’ambizione principale di Medicea è innanzitutto di dar vita a una pubblicazione dove possano trovare spazio, accanto a studiosi di chiara fama, anche quei giovani ricercatori che spesso sono costretti a tenere “nel cassetto” i frutti delle proprie “indagini” perché trovano le vie d’accesso sbarrate. Nel selezionare gli autori, Medicea intende puntare esclusivamente sulla meritocrazia e sull’impegno, con la volontà di rappresentare un prodotto svincolato da regole di sistema.
In ogni numero di Medicea, quindi, saranno pubblicati i contributi di vari autori, esperti nelle singole materie; troveranno poi spazio sezioni dedicate agli approfondimenti, alla diffusione di documenti inediti, alla selezione di pubblicazioni “medicee”, oltre alla cronologia degli appuntamenti in cui in Italia e nel Mondo, si parla dei Medici. In occasione poi di particolari ricorrenze, un ampio settore della rivista (se non addirittura l’intera pubblicazione) sarà dedicato a un tema specifico. Come per esempio il secondo numero – previsto per febbraio 2009 – che proporrà contributi legati alla figura del granduca Ferdinando I, di cui ricorrerà il 400° della morte.
Banca Etruria rinnova con entusiasmo il proprio impegno a favore di progetti come la nuova rivista Medicea, con l’intento di alimentare il fermento culturale dei territori e delle comunità in cui opera. Un omaggio dunque alla città di Firenze dove il Gruppo Banca Etruria è presente con gli otto sportelli di Banca Federico del Vecchio.

Al Museo Torrini la parure che incantò la Casa Bianca

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Un’impresa degna di un grande orafo e mosaicista fiorentino dell’800, capace di esportare – dalla sua bottega sul Lungarno Nuovo a Firenze fino alla sede presidenziale della Casa Bianca – la sua maestria e il suo gusto raffinato, con un’intraprendenza e un’intuizione commerciale davvero straordinari per quei tempi.
E’ la storia di Giocondo Torrini, antenato del casato orafo più antico al Mondo per continuità familiare, fondato nel 1369, e che ancora oggi a Firenze continua una tradizione ultracentenaria filtrata dall’esperienza di oltre 20 generazioni. Proprio a Giocondo Torrini ed a una parure a lui commissionata nientedimeno che dall’allora presidente statunitense Ulysses Simpson Grant e dalla moglie, è dedicato l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri 2008 in programma al Museo Torrini.
La mostra “Giocondo Torrini (1827-1896)…il Presidente Grant, la Casa Bianca e una parure ritrovata” è aperta fino al 2 dicembre nelle rinnovate sale del Museo Torrini (Piazza Duomo 1 e 10R, orario martedì e giovedì 15-17, ingresso su prenotazione).
Curata dalla studiosa Laura Bresciani, l’esposizione è incentrata su un ‘pezzo’ d’oreficeria rarissimo, di eccellente fattura, recentemente rinvenuto sul mercato antiquario americano: una parure a tema floreale, in commesso di pietra dura e montatura in oro in stile neoclassico, composta da pendente, orecchini e con uno dei due bottoni ad impreziosire l’abbigliamento.
Le opere di Giocondo Torrini – piani di tavolo e i gioielli in commesso – realizzate per l’importante Esposizione Universale di Philadelphia del 1876 (celebrativa del Centenario della Dichiarazione d’Indipendenza americana), costituirono una delle grandi attrazioni internazionali di quell’evento, come riportarono i Journals dell’epoca, conferendo ulteriore fama internazionale all’artista fiorentino.
Tra i pochi orafi dell’800 a firmare i suoi gioielli, e già protagonista delle precedenti Esposizioni Universali dell’800, nelle quali aveva ricevuto importanti riconoscimenti – Medaglia del Progresso a Londra 1862; 1° Premio e Medaglia d’argento a Parigi 1867; Croce d’Oro a Londra 1870; Medaglia del Progresso a Vienna 1873 – Giocondo Torrini superò, grazie alla sua intraprendenza, molti fattori organizzativi, per essere presente oltreoceano all’Esposizione di Philadelphia, insieme a un piccolo gruppo di espositori italiani.
Anche negli Stati Uniti l’antenato di casa Torrini conquistò grande successo: i suoi capolavori furono esposti nelle sale del Memorial Hall e nell’Art Gallery’s Annex a Fairmont Park, e riscossero ampi consensi di pubblico, influenzando successivamente la produzione corrente e il gusto dell’epoca.
Tra i gioielli di Torrini anche una bellissima parure tuttora conservata con la sua scatola originale. Di fronte a quest’arte raffinata, di cui l’Italia non sembrava aveva competitori, rimasero estasiati il presidente statunitense Grant e sua moglie Julia, grande appassionata di gioielli. A tal punto che all’interno del coperchio, oltre al nome di Giocondo Torrini e all’indirizzo, compare lo stemma di Casa Savoia affiancato da quello dell’aquila americana. Un privilegio rarissimo, concesso ai fornitori di entrambe le istituzioni.
Il rinnovato Museo, con i suoi 200 mq espostivi e le 3 sale suddivise per epoche che coprono lo spazio temporale di 400 anni, si propone come una delle testimonianze più affascinanti dell’oreficeria italiana e internazionale.

Museo Torrini Piazza Duomo, 1 e 10/R – 50122 Firenze
Fino al 2 dicembre (martedì e giovedì ore 15-17, su prenotazione).
Tel. +39 055 230 2401 – Fax +39 055 28 44 57 –
www.torrinimuseo.it

La visual art sposa l’arte orafa fiorentina

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Pezzi unici che portano a sintesi le due espressività in maniera da completarsi: un video di visioni con luci e di colori caleidoscopici, esalta la cornice aurea con una cascata di pietre pregiate. Sull’alternarsi delle stagioni in un bosco secolare, Penko ha ideato un variegato repertorio di foglie e di fiori, tutti cesellati ed incisi a bulino, che abbracciano le immagini.
Il progetto di Videojewel, brevettato a livello internazionale, rappresenta una novità di assoluto pregio nel panorama internazionale. E’ già oggetto di culto, che abbina un sofisticato video ultrapiatto, con l’oro e le pietre preziose. Un tutt’uno che ha come punto di forza l’arte espressiva del video che esalta la creazione.
Il mondo artistico guarda con grande attenzione la nascita di questo gioiello che non è un prodotto, ma esprime soprattutto una capacità, un’espressività fuori dal comune. Scrive la professoressa Anita Valentini (Storico e Critico d’Arte, Docente di Storia dell’Arte all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, Consulente dell’Assessorato alla Valorizzazione delle Tradizioni Popolari del Comune di Firenze) «Un nuovo linguaggio artistico, dunque, è nato a Firenze, dalla mente e dal fare di Paolo Penko, per proseguire l’eterno dialogo dell’uomo con l’uomo attraverso l’arte».
Pezzi unici, destinati a impreziosire il collo di una donna, ma anche a dare un messaggio espressivo e di grande artisticità.
La prima presentazione del Videojewel è avvenuta nel corso delle Giornate europee dei mestieri d’arte, che si sono tenute fino al 19 ottobre, con una videoconferenza internazione. L’iniziativa è dell’Osservatorio dei Mestieri d’Arte, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, in collaborazione con Fondazione di Firenze per l’Artigianato Artistico e Istituto Francese. E fino al termine della manifestazione Wine & Fashion, quindi fino al 30 ottobre, il gioiello sarà esposto nella chiesa di Orsanmichele.

Trovati assegni da 2milioni

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Chissà che faccia ha fatto, la signora che ieri, a spasso per Santa Croce, si ètrovata davanti due assegni della modifica cifra di 2 milioni. 

Certo è, che la prima cosa che le è venuta in mente è stata di chiamare la Polizia. Che è intervenuta subito, ha recuperato i due titoli, e ha iniziato ad indagare per ricostruirne la storia.

Per ora si sa solo che i due assegni erano intestati a due persone diverse, una italiana ed una straniera. Tutta da verificare invece la regolarità degli assegni.

“Sei mesi di carcere per Cioni”

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Sei mesi di carcere per l’assessore Cioni, imputato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Li ha chiesti il pm Luca Turco al processo relativo al presunto rapimento di un bambino da parte di una nomade di Firenze.

I fatti risalgono all’ottobre di tre anni fa, quando la madre del piccolo denunciò ai Carabinieri un tentativo di rapimento da parte di due rom in via Calzaioli. La donna dichiarò di aver chiesto aiuto alla polizia municipale sostenendo di non averlo ricevuto. Pochi giorno dopo, i  vigili interessati presentarono una relazione in cui ricostruivano l’evento in modo differente e spiegavano che la mamma si era sì rivolta a loro,ma per un tentativo di furto di un braccialetto indossato dal bimbo.

 Per quei vigili oggi è stato chiesto un anno e mezzo di reclusione con le accuse di falso, calunnia e omissione d’atti d’ufficio: a loro infatti è stato contestato di aver scritto una relazione falsa, calunniato la donna e di non aver informato tempestivamente l’a.g. del tentato sequestro.

Per Cioni, invece, il pm ha chiesto la condanna per aver dato alla stampa la famosa relazione priam che arrivasse nelle mani dell’autorità giudiziaria.

Per ascoltare le ragioni dei difensori, bisognerà attendere il 23 gennaio prossimo. Cioni intanto, dice la sua:

“Apprezzo la richiesta del pubblico ministero dalla quale si evince che il 25 ottobre 2005 a Firenze nessuno abbia tentato di rapire un bambino. E sono altrettanto felice che un innocente non sia in galera“.

“Ho agito nell’esclusivo interesse della città – ha aggiunto – nell’ambito delle prerogative che mi dà la legge e che mi impone un dovere di vigilanza sul Corpo di Polizia Municipale. Ritengo che la richiesta di condanna sia totalmente infondata in quanto mi sono limitato a diffondere le risultanze di un’indagine amministrativa tendente ad accertare eventuali responsabilità disciplinari a carico di appartenenti al Corpo. Resto comunque pienamente fiducioso che alla fine il tribunale riconoscerà la verità dei fatti e la totale correttezza della mia azione”.