Un’impresa degna di un grande orafo e mosaicista fiorentino dell’800, capace di esportare – dalla sua bottega sul Lungarno Nuovo a Firenze fino alla sede presidenziale della Casa Bianca – la sua maestria e il suo gusto raffinato, con un’intraprendenza e un’intuizione commerciale davvero straordinari per quei tempi.
E’ la storia di Giocondo Torrini, antenato del casato orafo più antico al Mondo per continuità familiare, fondato nel 1369, e che ancora oggi a Firenze continua una tradizione ultracentenaria filtrata dall’esperienza di oltre 20 generazioni. Proprio a Giocondo Torrini ed a una parure a lui commissionata nientedimeno che dall’allora presidente statunitense Ulysses Simpson Grant e dalla moglie, è dedicato l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri 2008 in programma al Museo Torrini.
La mostra “Giocondo Torrini (1827-1896)…il Presidente Grant, la Casa Bianca e una parure ritrovata” è aperta fino al 2 dicembre nelle rinnovate sale del Museo Torrini (Piazza Duomo 1 e 10R, orario martedì e giovedì 15-17, ingresso su prenotazione).
Curata dalla studiosa Laura Bresciani, l’esposizione è incentrata su un ‘pezzo’ d’oreficeria rarissimo, di eccellente fattura, recentemente rinvenuto sul mercato antiquario americano: una parure a tema floreale, in commesso di pietra dura e montatura in oro in stile neoclassico, composta da pendente, orecchini e con uno dei due bottoni ad impreziosire l’abbigliamento.
Le opere di Giocondo Torrini – piani di tavolo e i gioielli in commesso – realizzate per l’importante Esposizione Universale di Philadelphia del 1876 (celebrativa del Centenario della Dichiarazione d’Indipendenza americana), costituirono una delle grandi attrazioni internazionali di quell’evento, come riportarono i Journals dell’epoca, conferendo ulteriore fama internazionale all’artista fiorentino.
Tra i pochi orafi dell’800 a firmare i suoi gioielli, e già protagonista delle precedenti Esposizioni Universali dell’800, nelle quali aveva ricevuto importanti riconoscimenti – Medaglia del Progresso a Londra 1862; 1° Premio e Medaglia d’argento a Parigi 1867; Croce d’Oro a Londra 1870; Medaglia del Progresso a Vienna 1873 – Giocondo Torrini superò, grazie alla sua intraprendenza, molti fattori organizzativi, per essere presente oltreoceano all’Esposizione di Philadelphia, insieme a un piccolo gruppo di espositori italiani.
Anche negli Stati Uniti l’antenato di casa Torrini conquistò grande successo: i suoi capolavori furono esposti nelle sale del Memorial Hall e nell’Art Gallery’s Annex a Fairmont Park, e riscossero ampi consensi di pubblico, influenzando successivamente la produzione corrente e il gusto dell’epoca.
Tra i gioielli di Torrini anche una bellissima parure tuttora conservata con la sua scatola originale. Di fronte a quest’arte raffinata, di cui l’Italia non sembrava aveva competitori, rimasero estasiati il presidente statunitense Grant e sua moglie Julia, grande appassionata di gioielli. A tal punto che all’interno del coperchio, oltre al nome di Giocondo Torrini e all’indirizzo, compare lo stemma di Casa Savoia affiancato da quello dell’aquila americana. Un privilegio rarissimo, concesso ai fornitori di entrambe le istituzioni.
Il rinnovato Museo, con i suoi 200 mq espostivi e le 3 sale suddivise per epoche che coprono lo spazio temporale di 400 anni, si propone come una delle testimonianze più affascinanti dell’oreficeria italiana e internazionale.

Museo Torrini Piazza Duomo, 1 e 10/R – 50122 Firenze
Fino al 2 dicembre (martedì e giovedì ore 15-17, su prenotazione).
Tel. +39 055 230 2401 – Fax +39 055 28 44 57 –
www.torrinimuseo.it