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Ad aprile la Domenica Metropolitana di Firenze ‘cambia’

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Ad aprile per la Domenica Metropolitana di Firenze ci sarà da aspettare 7 giorni in più. La prima domenica del mese coincide con la Pasqua e così slitta in avanti (8 aprile 2018) la giornata che “offre” ai residenti nella Città Metropolitana di Firenze l’ingresso gratuito nei musei civici, oltre a numerose attività collaterale come visite guidate e attività per le famiglie.

2 weekend gratis

Discorso diverso per la “Domenica al museo” del ministero per i Beni e le attività culturali, che invece resta fissata al primo aprile. I fiorentini avranno così a disposizione due weekend consecutivi durante i quali visitare monumenti e luoghi d’arte, a costo zero.

Si inizia a Pasqua, il primo aprile, con una quindicina di musei statali di Firenze (dagli Uffizi alla Galleria dell’Accademia, fino al Museo Archeologico) che apriranno le porte gratuitamente a tutti, a chi vive in città e ai turisti; si continua il fine settimana successivo, l’8 aprile, con la quarta domenica metropolitana del 2018 e i musei civici di Firenze (da Palazzo Vecchio al Museo Novecento fino a Santa Maria Novella) a ingresso libero per i residenti nella Città Metropolitana di Firenze (basterà mostrare la carta di identità in biglietteria).

La Domenica al Museo di Firenze, aprile 2018

Ecco quindi la lista dei musei statali aperti gratuitamente il primo aprile 2018 per la Domenica al museo: Uffizi (8.15 – 18.50), Galleria dell’Accademia (8.15 – 18.50), Giardino di Boboli (8.00 – 18.30), Palazzo Pitti (Galleria Palatina 8.15 – 18.50; Museo della moda 8.15 – 13.50; Museo delle Porcellane 8.15 – 18.30; Galleria d’arte Moderna 8.15-13.50), Museo Archeologico (8.30 – 14.00), Museo del Bargello (8.15 – 17.00), Cappelle Medicee (8.15 – 13.50), Palazzo Davanzati (8.15 – 14.00), oltre ai luoghi d’arte normalmente a ingresso gratuito.

La Domenica Metropolitana dell’8 aprile 2018

Questi invece i musei civici di Firenze a ingresso libero domenica 8 aprile: Palazzo Vecchio (ore 9.00 – 23.00, Torre di Arnolfo fino alle 21.00), Cappella Brancacci (13-17), Museo di Santa Maria Novella (13.00 – 17.30), Fondazione Salvatore Romano (13-17), Museo Bardini (11-17), Museo Novecento (11-20), Museo del ciclismo Gino Bartali (10-16), a cui si aggiunge anche il giardino di Villa Bardini.

Da maggio torna tutto come prima: la Domenica Metropolitana di Firenze è fissata per il 6 maggio, in contemporanea con la Domenica al museo.

Alla ricerca di angoli di Grecia in città

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Se state già pensando alle vacanze per l’estate, perché non iniziare a preparare il vostro viaggio già da ora, scoprendo gli aspetti culturali che riguardano la vostra meta, a partire dalle tracce che si possono trovare in città.

Se ad esempio la vostra destinazione è la Grecia, o le sue isole, facendo due passi vicino a Ponte Vecchio, potete scoprire la bellissima Chiesa costruita proprio sopra il fiume Arno, da cui deriva il nome: San Jacopo Soprarno.
Il tempio – in stile romanico del XI secolo con aggiunte architettoniche in stile barocco del XVIII secolo – è stato concesso alla sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta da parte dell’Arcivescovo Antonelli nel 2006. Lì è situata attualmente la Parrocchia ortodossa di San Jacopo Apostolo di Firenze.

NON SOLO ARTE: CIBO, MUSICA, LINGUA E CULTURA

Numerosi sono i ristoranti greci in città dove poter assaporare i cibi della tradizione culinaria ellenica.
Alcuni centri culturali, inoltre, organizzano spettacoli e corsi di ballo, indispensabili per non farsi trovare impreparati quando vi imbatterete in una festa.

Soprattutto quest’anno, perché la musica tradizionale greca è stata inserita nella lista dei patrimoni intangibili dell’Unesco. Se nella vostra idea di vacanza c’è anche il desiderio di entrare in contatto con la popolazione locale per farsi dare delle dritte dagli abitanti, c’è anche la possibilità di imparare i rudimenti della lingua. A Firenze, alcune scuole organizzano corsi serali di greco moderno o antico.

Occhi aperti anche sui quartieri della città: a Novoli un tempo c’erano delle zone abitate da persone greche, soprattutto di origine italiana. Interessante conoscere le loro storie, a volte positive, a volte dolorose, come tutte le storie di migrazione.

Merenda in Sartoria, dove cucire diventa un gioco

Tra i mille impegni della giornata, capita di non avere tempo per seguire un’attività manuale. Così è nata Merenda in Satoria, o più semplicemente Mis, un piccola scuola di cucito in via del Drago d’Oro.
 
La storia di Mis è la storia di tre donne che hanno deciso di cambiare professione. L’idea è di Romana, laureata in Psicologia del Lavoro, capitata un po’ per caso e un po’ per fortuna nell’arte della sartoria, seguendo la passione e un artista per cui realizzava cartamodelli e piccoli abiti.
 
Insieme a lei ci sono Gloria, restauratrice e conservatrice di tessili antichi il cui interesse si è spostato di recente sulle stoffe moderne; e Piera, sarta di professione e insegnate di Mis da pensionata, una passione difficile da abbandonare.
 
Nonostante i piccoli spazi, Mis propone molti spunti per iniziare un’attività manuale e creativa. Offre anche una seconda chance a studenti e disoccupati grazie a corsi professionalizzanti riconosciuti e… ovviamente ai capi che necessitano di un restyling.
 
 
merenda in sartoria
 
 
 
 
Ambiente ufficio
 

Tutti pazzi per il bio, in 12mila alla Fortezza

I biscotti creati artigianalmente con grani antichi e il formaggio 100% bio. E poi ancora le verdure a km 0 coltivate senza pesticidi chimici, le piantine per un orto in terrazzo biologico e anche l’ecocosmesi. Tutti pazzi per i prodotti green: circa 12mila mila persone in 3 giorni hanno visitato FirenzeBio, il primo salone fiorentino dedicato ai prodotti biologici e biodinamici, che si è svolto dal 23 al 25 marzo alla Fortezza da Basso.

Tante produzioni di eccellenza, ma anche angoli per approfondire temi di attualità legati al settore bio, oltre a cooking show per scoprire tutti i segreti per cucinare al meglio i frutti dell’agricoltura pulita.

Guarda la photo-gallery

Da FirenzeBio i dati sul settore

La Toscana con i suoi 5mila operatori biologici e 130mila ettari di coltivazioni bio è la prima regione del centro nord per superfici coltivate e numero di operatori. I dati arrivano dalla Coldiretti che durante la mostra mercato fiorentina ha fatto il punto anche sull’agricoltura biodinamica, che nel giro di 10 anni ha raddoppiato il numero di aziende in Italia, con 400 realtà certificate e 12mila ettari coltivati.

Casa Guidi, dimora-museo per vacanze d’altri tempi

Varchi la soglia di Casa Guidi, nel cuore di Firenze, e sembra di aver fatto un viaggio nel tempo. Mobili d’epoca, una libreria con antichi volumi, i busti dei due inquilini “vip”: la poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning e il marito Robert Browning, che qui dal 1847 al 1861 trovarono un nido d’amore, fuggendo dalla loro patria perché il matrimonio tra i due (celebrato in gran segreto) era malvisto dal padre di lei.

L’appartamento si trova al piano nobile di uno storico palazzo affacciato su piazza San Felice,  vicino Palazzo Pitti. È una dimora-museo, che fa parte anche dell’associazione nazionale delle Case della Memoria: le tre stanze principali sono aperte al pubblico otto mesi l’anno, mentre l’intera abitazione da 250 metri quadri può essere affittata per una villeggiatura d’altri tempi, rinunciando però a qualche confort moderno.

Casa Guidi, il “museo” e gli orari

È possibile entrare nelle tre stanze aperte alle visite da aprile a novembre, tre pomeriggi a settimana: lunedì, mercoledì e venerdì con orario dalle ore 15 alle 18. Non ci sono capolavori da ammirare, ma Casa Guidi è il perfetto esempio di un appartamento arredato secondo il gusto di metà Ottocento, con mobili e quadri acquistati duranti i viaggi in Europa dai coniugi Browning

L’ingresso è libero, non c’è biglietto da pagare e basta suonare il campanello, ad eccezione dei gruppi numerosi per i quali è consigliata la prenotazione ([email protected]).

Museo Casa Guidi Firenze museo orari


Come affittare Casa Guidi

Una visita o anche un pernottamento. Lo storico alloggio fa parte della rete creata da The Landmark Trust, ente no-profit britannico che valorizza dimore storiche in cinque nazioni e che è specializzato in “vacanze nella storia”. Bastano pochi click sul sito ufficiale per affittare Casa Guidi, ma attenzione: bisogna essere pronti a rinunciare a qualche comodità. Scordatevi le diavolerie moderne come radio, tv e wifi: la vita tra queste mura è rimasta come due secoli fa, com’è nello spirito di Landmark Trust. Una delle poche eccezioni è rappresentata dal microonde.

Il prezzo per un soggiorno in stile Ottocento? Parte da 1080 sterline, circa 1.200 euro al cambio attuale, per sei posti letto e quattro notti.

La storia

Proprio in questo appartamento Robert e Elizabeth Barrett Browning scrissero i loro versi migliori, come testimonia anche il poema Casa Guidi Windows (“Le finestre di casa Guidi”), in cui  Elizabeth Barrett Browning esprime il suo stato d’animo e le sue reazioni alle proteste di Metà Ottocento a Firenze, che la poetessa osserva dalle finestre della dimora dov’è costretta a rimanere a causa delle condizioni di salute precarie.

Tutti pazzi per il bio

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Grande affluenza per FirenzeBio, la prima mostra mercato fiorentina dedicata ai prodotti biologici e biodinamici

Modartech: 10 prof speciali per la moda del futuro

Come si insegna il futuro? Si raccontano esperienze e aneddoti, storie di vita e percorsi da fare. E' questo il punto di partenza del convegno “Creatività e professione. Un dialogo tra scuola e impresa”, organizzato da Istituto Modartech e Fondazione Piaggio e giunto alla sesta edizione, che si è svolto stamattina a Pontedera e ha visto partecipare un fiume di ragazzi delle scuole superiori. 
 

Un ponte tra scuola e impresa

L'appuntamento, pensato con l’obiettivo di far conoscere agli studenti le professioni creative legate al design, alla moda e alla comunicazione chiama a raccolta personalità prese in prestito dall'universo della moda e dell'impresa per creare un ponte tra il mondo del lavoro e quello della formazione.
 

Gli ospiti e i relatori

A fare da chairman la giornalista e conduttrice Rai Maria Concetta Mattei, che – davanti ad un pubblico di oltre duecento studenti delle scuole superiori della Toscana – ha moderato gli interventi in agenda nell'auditorium della Fondazione Piaggio. Ad aprire la giornata ci hanno pensato i “padroni di casa”, il presidente di Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, l'Assessore alla cultura, alle politiche socio educative e giovanili del Comune di Pontedera Liviana Canovai e il direttore dell'Istituto Modartech Alessandro Bertini.
 
A seguire, sul palcoscenico dell'auditorium si sono alternati gli interventi del Presidente della maison Gattinoni Stefano Dominella, del Fondatore e Presidente del brand Monnalisa Piero Iacomoni, del ricercatore dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna Mario Milazzo e ancora la caposervizio moda del settimanale Donna Moderna Maria Cristina Nava, Daniela Dondena di Formazione e Moda Assocalzaturifici, Lorenzo Colloreta di Wacom e infine Marco Casali, Ceo di Strategie CAD.
Un dibattito intenso, fatto di scambi di opinione e di racconto di esperienze maturate sul campo, al quale i ragazzi hanno partecipato interessati e attenti.
 
 

Un viaggio nella tecnologia della scuola

La seconda parte della mattinata ha visto aprire le porte dell'istituto per un “Experience lab”, un’occasione per conoscere da vicino i processi creativi, dall’idea alla realizzazione, grazie al supporto di professionisti e dei docenti dell'Istituto. Fashion design, graphic design, stampa 3D, modellistica, alta sartoria, shoes & accessories, tavoletta grafica, scanner 3D, sono alcune delle esperienze che i ragazzi hanno potuto fare entrando nelle aule dell'Istituto Modartech e vedendo al lavoro docenti e allievi.
 

Bertini: “Questa non è la favola del fashion business”

“È un appuntamento che amo molto e che desidero venga organizzato puntualmente in questo periodo dell'anno – ha detto Alessandro Bertini –, perché rappresenta un’occasione concreta di orientamento, durante la quale i ragazzi vengono a contatto con l'esperienza di chi questo lavoro lo fa tutti i giorni. Questa non è la favola del fashion business, questi sono i percorsi e le competenze di chi la moda la fa, la racconta, la progetta. È il primo step verso il futuro”.
 

Mef, 50 anni di storia e un occhio al futuro

Cinquanta candeline per MEF nel 2018. Ma non è il numero più importante che l’azienda fiorentina leader nella distribuzione di materiale elettrico ha festeggiato in questi primi mesi dell’anno.

Con 600 fra dipendenti e collaboratori e 114 assunzioni solo nel triennio 2015-2017, 35 punti vendita a livello nazionale, un aumento del fatturato di 11 punti percentuali nel 2017 rispetto all’anno precedente, MEF continua a guardare lontano.

Il 2018 sarà l’anno dello “sbarco” in Lombardia con tre aperture contemporanee nell’hinterland milanese e del rafforzamento della presenza in Lazio, con un nuovo punto vendita a Civitavecchia, e in Emilia Romagna.

Non solo, l’azienda continuerà il suo percorso di specializzazione continua nei settori strategici del futuro: dall’elettrotecnica al risparmio energetico, dalla sicurezza alla domotica e all’automazione.
Se l’orizzonte è nazionale, la testa dell’azienda resta ben salda a Campi Bisenzio, lì dove tutto, mentre correva l’anno 1968, è iniziato.

LA STORIA

MEF nasce sotto l’impulso dei soci fondatori, Antonio ed Emilio Giaffreda insieme alle rispettive mogli Vanda e Margherita Picone, con il montaggio delle storiche “circoline” e con la rivendita di piccoli elettrodomestici. Poco meno di mezzo secolo più tardi, precisamente nel 2016, proprio a Campi MEF ha inaugurato il suo centro logistico in un’area di oltre 16mila mq. 

DIRIGENZA%20MEF

“Il Centro Logistico di Campi Bisenzio – spiega il direttore commerciale e marketing di Mef, Daniele Giaffreda – è fondamentale per MEF perché quando si arriva a certe dimensioni e certi livelli di fatturato, una struttura di coordinamento ci dà la possibilità di migliorare il livello del servizio offerto al mercato e contestualmente di recuperare efficienza nella gestione.

Il Centro Logistico rappresenta anche l’investimento più importante della nostra storia e non potevamo non farlo nella nostra città natale. La parola chiave è rispetto: nei confronti del nostro territorio, ma anche e soprattutto nei confronti dei nostri collaboratori.

Oltre il 60% della nostra forza lavoro risiede infatti tra Firenze e Prato ed è stato per mantenerla inalterata che abbiamo deciso di costruire il Centro Logistico proprio a Campi Bisenzio. Edificarlo in un’area più depressa avrebbe voluto dire ottimizzare i costi, ma la nostra etica e i nostri valori ci portano a mettere al centro della scena le persone, in tutte le scelte intraprese”.

I consigli per fare un orto sul terrazzo

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L’orto fai da te è una pratica sempre più diffusa e, in mancanza di un giardino o di un appezzamento di terreno a disposizione, sono sempre di più coloro che si cimentano nella realizzazione di un orto casalingo in terrazza o sul balcone.

Ma quali sono gli accorgimenti e le buone pratiche da tenere presenti affinché entusiasmo ecologico e pollice verde non siano vani? Innanzitutto bisogna considerare il microclima del terrazzo, meglio se esposto a sud o sud est e ventilato, in ogni caso deve essere soleggiato per almeno quattro ore al giorno. Il secondo parametro riguarda dimensioni e portata della superficie in modo da scegliere contenitori e impianti di irrigazione adeguati.

Vasi sì, ma anche in verticale

A tal proposito si può optare per la progettazione in verticale al posto o insieme a quella classica orizzontale e si può scegliere la coltivazione idroponica, acqua e argilla espansa, al posto della terra.

L’ideale sarebbe mixare le tecniche preparando vasi e fioriere con argilla o ghiaietto sul fondo, terriccio mischiato a sabbia nella percentuale del 10% e concime. In commercio è possibile scegliere tra terricci tradizionali già fertilizzati e terricci bio già concimati.

Orto in terrazza, cosa piantare 

Per la scelta delle piante da coltivare, il consiglio green è di informarsi sui prodotti di stagione e dotarsi di un calendario delle semine con le fasi lunari. Marzo è un buon mese per la semina ma, soprattutto che per chi è alle prime armi, utilizzare piante già germogliate potrebbe essere la soluzione migliore.
Le piante di più facile gestione e resa sono la maggior parte delle aromatiche, in primis prezzemolo e basilico, e le insalate, dalla lattuga alla rucola. Sono molto adatte alla coltivazione sul balcone anche le zucchine, le bietole, le cipolle, le fragole, i pomodori, i peperoncini,le melanzane e il sedano.

Idee e consigli green per i “contadini” del balcone

L’importante è dedicare cure quotidiane all’orto, provvedere all'innaffiatura giornaliera – possibilmente al tramonto e in estate due volte al giorno, mattina e sera – e gestire correttamente semina, interramento, concimazione. Consiglio ecosostenibile: i fondi del caffè, l’acqua di cottura delle verdure (fredda) e la cenere della legna sono ottimi concimi naturali. Idea originale: erbe aromatiche coltivate in verticale usando un’asse di legno e bottiglie di plastica.

Modartech: dieci docenti speciali per imparare la moda del futuro

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Si è svolto al Museo Piaggio di Pontedera l'incontro di orientamento che ha visto duecento ragazzi delle scuole superiori ascoltare la storia imprenditoriale di un gruppo di relatori coordinati dalla giornalista Rai Maria Concetta Mattei