lunedì, 7 Settembre 2026
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Pesce e vino rosso, questo matrimonio s’ha da fare

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Pesce e vino rosso? Si fa ma non si dice. Finora. Ci voleva un’estate bollente per sdoganare la coppia di fatto, fin qui praticata da molti ma dichiarata da pochi, per non passare da quelli che non se ne intendono. Abbinare il rosso a un piatto fresco ed estivo fino a poco tempo fa era considerato un peccato mortale, quasi come il parmigiano su un primo di mare.

Un pregiudizio contro il quale si è battuto negli ultimi anni il Consorzio Vino Chianti, lanciando una campagna nazionale dal significativo titolo “Gustalo fresco”. “La scorsa estate l’operazione di sensibilizzazione condotta nella grande distribuzione – dichiara il Presidente del Consorzio Giovanni Busi – ha portato ad un incremento del 10% delle vendite da maggio a settembre”. A dimostrazione che l’abbinamento funziona.

A quale temporatura andrebbe consumato il vino rosso d'estate?

“Circa 16-17°, la stessa identica temperatura di servizio che dovrebbe essere osservata d’inverno. Con la differenza che d’estate un buon bicchiere di Chianti dà anche maggiori soddisfazioni. In che senso? Tannini e aromi del vino rosso consentono maggiori abbinamenti con il cibo rispetto ai bianchi, ad esempio”.

Sfatiamo quindi il pregiudizio per cui il rosso non si sposa con piatti freschi estivi?

“Assolutamente. Basta scegliere il vino giusto e servirlo alla temperatura corretta. Ad esempio con un’insalata di pollo“.

E il vino rosso e il pesce?

“Perché no? Ad esempio un Chianti giovane si sposta benissimo con il cacciucco, ma anche con un guazzetto di pesce con salsa di pomodoro”.

Consorzio Vino Chianti - presidente Giovanni Busi

L'intervistato: il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi

Avete riscontrato una maggiore sensibilità da parte dei ristoratori oltre che dei consumatori finali?

“C’è più attenzione nel prodotto che si va ad offrire alla clientela. Anche perché i consumatori sono sempre più sensibili al prodotto, alla qualità e anche all’immagine dell’azienda. Come Consorzio Vino Chianti abbiamo lavorato molto su questo aspetto, per rendere anche le piccole e medie aziende riconoscibili e per proporle sul mercato estero.

Il Consorzio conta oltre 3.600 produttori, con più di 15.500 ettari di vigneto distribuiti fra Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Il successo di una piccola azienda all’estero è un vantaggio per tutta la denominazione, spinge al continuo miglioramento dell’offerta”.

Come si sono evoluti i mercati esteri?

“Gli Stati Uniti rappresentano sempre un bacino molto importante, ma lo sviluppo delle vendite passerà da Russia, Giappone, Cina e Sudamerica“.

E sul fronte interno?

“Il Chianti sta acquistando un nuovo appeal sulle giovani generazioni. Basti pensare che durante l’ultimo Vinitaly il Chianti è stato il vino più citato nei social”.

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5 mostre da vedere in Toscana durante l’autunno

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La nuova stagione di mostre in Toscana riserva tante sorprese per gli appassionati d’arte durante il prossimo autunno. Si va dal Rinascimento agli enigmi grafici, dai pittori del quattordicesimo secolo al movimento radicale fiorentino.

Andiamo con ordine e vediamo le anticipazioni su alcune delle esposizioni da non perdere. Abbiamo stilato una breve guida per capire quali appuntamenti prenderanno il via nelle prossime settimane (e nei prossimi mesi) a Firenze come a Pisa, Prato e Siena.

Guarda la nostra gallery con tutte le date delle mostre in Toscana 

Mostre in toscana: calendario dell’autunno 2017

Iniziamo da Firenze: Palazzo Strozzi dopo due mostre dedicate all’arte contemporanea (prima il grande successo di Ai Weiwei poi il video artista Bill Viola) torna al “classico”, con la mostraIl Cinquecento a Firenze – Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna”, che apre le porte il 21 settembre mettendo a confronto oltre 70 opere di artisti come Michelangelo, Bronzino, Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Pontormo, Santi di Tito, Giambologna, Bartolomeo Ammannati.

Alla Strozzina, arriva invece un’esposizione per indagare la stagione creativa  fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. “Utopie radicali – Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976” apre i battenti il 20 ottobre. Per la prima volta saranno riunite in un unico percorso le opere di 9999, Archizoom, Remo Buti, Gianni Pettena, Superstudio, Ufo, Zzigurat, tra design, video, installazioni, performance e narrazioni.

Prato e la sua Cintola

A inizio settembre, venerdì 8 settembre, è prevista l’inaugurazione della mostra “Legati da una Cintola – L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città” al Palazzo Pretorio, un’esposizione tutta incentrata su un simbolo di Prato: la cintura della Madonna custodita in Duomo.

Per la prima volta sarà possibile ammirare, grazie a prestiti dal Metropolitan Museum di New York e dai Musei Vaticani, la ricostruzione della Pala di Bernardo Daddi, realizzata per la cattedrale ma smembrata nel corso del tempo. Ci saranno anche tante opere toscane legate all’iconografia della Madonna. Durante la mostra sarà visitabile la  Cappella della Cintola, nel Duomo di Prato, affrescata da Agnolo Gaddi.

Escher a Pisa

Al Palazzo Blu di Pisa dal 13 ottobre  arrivano i capolavori ipnotici e spiazzanti di Maurits Cornelis Escher incisore olandese che nel Novecento ha appassionato e affascinato scienziati e grande pubblico con le sue distorsioni geometriche e i suoi rompicapi grafici. All'interno dell’esposizione saranno date anche  alcune curiose soluzioni a questi enigmi grazie all’uso di strumenti multimediali.

Siena e Lorenzetti

Ambrogio Lorenzetti è stato uno dei più grandi pittori europei nel Milletrecento ma finora è stato poco conosciuto. La mostra al Santa Maria della Scala, anche grazie a importanti prestiti internazionali, ripercorre la vicenda artistica del pittore reso famoso dal ciclo pittorico allegorico del “Buon Governo” conservato nel Palazzo Pubblico di Siena. L’esposizione aprirà le porte il 22 ottobre.

Evolversi o estinguersi

Lo abbiamo imparato a scuola, è una legge della natura: non sopravvive il più forte, ma chi si
adatta meglio ai cambiamenti
. Lo sa bene chi lavora nel mondo dell’informazione da qualche anno (e chi lavora in generale, almeno negli ultimi 10 anni): chi non si evolve, corre il serio rischio di estinguersi. Tanto semplice da capire, quanto arduo da attuare, in un mondo che cambia a ritmo sempre più serrato.

A Il Reporter ci stiamo provando, lo vedete anche dall'ultimo numero del mensile. Mentre lo chiudevamo in redazione, adattando spazi e articoli a un nuovo formato e a un nuovo taglio, non ho potuto fare a meno di riflettere su un altro fattore che ci salverà e ha salvato fin qui l’umanità dall’estinzione: il branco. O per meglio dire, nel nostro caso, la squadra.

Molte volte negli ultimi due mesi, da quando ho intrapreso questa avventura a Il Reporter, ho pensato che questo progetto non avrebbe potuto vedere la luce senza un team di persone appassionate per il proprio lavoro e affezionate alla testata. Quelle persone hanno abbracciato con entusiasmo il nuovo Reporter, si sono adattate al cambiamento senza battere ciglio, hanno messo in campo nuove idee e nuove energie per rinnovare il giornale e la nostra presenza sul web.

Non è sempre facile accettare la sfida di mettersi in gioco. Ma abbiamo il dovere di provarci, se vogliamo evitare di estinguerci. Farlo con entusiasmo, però, non è obbligatorio. E per questo mi sento di ringraziare tutto lo staff che ci ha messo l’anima e il sorriso.

Credo che trapeli dalle pagine del giornale e che possa contagiare chi lo legge, in una stagione – meteorologica ma non solo – che di sorrisi ha più bisogno che mai.

Beat Festival 2017, a Empoli i Franz Ferdinand (e non solo)

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Il Beat Festival 2017 di Empoli scalda i motori: quattro date (25, 26, 27 agosto e primo settembre) per la terza edizione della kermesse che porta nel Parco di Serravalle un programma di grandi concerti, dalle band internazionali agli artisti emergenti, oltre ad aree aperte a ingresso libero con food truck, birrifici artigianali, mercatini, sport, iniziative per grandi e piccoli.

Beat Festival 2017 a Empoli: il programma

Per quanto riguarda il programma musicale, a fare la parte del leone è il concerto del gruppo scozzese dei Franz Ferdinand che fa tappa a Empoli il primo settembre dopo tre anni di assenza in Italia (biglietti a 28 euro più diritti di prevendita disponibili sui circuiti Ticket One e Boxol). La band di Glasgow, a cui sarà affidata la chiusura della kermesse, ha venduto più di 7 milioni di dischi e secondo i rumors sta preparando un nuovo disco.

Facendo un passo indietto, il Beat Festival 2017 si aprirà il venerdì 25 agosto con uno dei maggiori esponenti della musica raggae contemporanea, Alborosie accompagnato dal suo Shengen Clan (biglietto a 18 euro). Sabato 26 è la volta di The Zen Circus e Fast Animals and Slow Kids per una serata a tutto rock (10 euro).

Domenica 27 invece una Beat Night a ingresso gratuito con Giorgio Poi, Andrea Maestrelli, Antonio Bollettino, Diego Conti ed Emma Maestrelli, mentre tutti i giorni sarà attiva anche la Jump Rock Arena (ingresso gratuito) con dj set ed esibizioni di gruppi emergenti.

Beat Festival 2017 Empoli - Parco di Serravalle programma e date

Non solo musica: street food e birra artigianale

Ma nel Parco di Serravalle, il polmone verde di Empoli a nord est della cittadina, non arriveranno solo le note. Dal tartufo al pesce, dagli hamburger gourmet fino alle birre artigianali, ogni giorno dal 25 al 27 agosto, a partire dalle ore 17 fino alle 2 di notte, sarà possibile passeggiare tra tanti truck dove gustare le migliori proposte di street food e in una zona tutta dedicata ai birrifici.

Anche per l’edizione 2017 del Beat Festival saranno allestite aree a ingresso libero dedicate allo sport e ai mercatini.

Tutte le informazioni sul sito del Beat Festival 2017 di Empoli.

Opificio delle Pietre Dure: visite anche in notturna

Non chiamatelo “minore”.  Il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze è una chicca, fuori dalle rotte tradizionali del turismo di massa, che conserva alcuni dei pezzi unici della prestigiosa manifattura medicea specializzata nell’utilizzo di preziose pietre per creare opere che oggi si trovano in mezzo mondo.

Dal 21 agosto al 27 settembre ci sono due opportunità in più per visitarlo: quest’anno, per la prima volta, non sarà aperto solo al mattino, ma l’orario si “allungherà”, grazie al piano di valorizzazione del Ministero dei Beni e delle attività culturali.

Le aperture straordinarie

Il museo sarà visitabile anche il lunedì pomeriggio fino alle ore 18 e ogni mercoledì sera dalle 20 alle 23. L’Opificio delle Pietre Dure fu istituito da Ferdinando I de’ Medici nel 1588, qui venivano creati, utilizzando pietre dure, mirabili manufatti, che la casata fiorentina portava in dono nelle corti europee.

Alcuni di questi esempi sono oggi conservati nel museo: tra le tante opere che si possono ammirare anche “pitture di pietra”, quadri realizzati grazie all’intarsio o che sfruttano lastre minerali come tela su cui dipingere. Il percorso sopraelevato spiega poi i segreti di quest’arte, con gli strumenti, usati ancora oggi, per creare il mosaico fiorentino.

Museo Opificio Pietre Dure Firenze - aperture straordinarie, orari e biglietti

Il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure: orari e biglietto

Il museo dell’Opificio delle Pietre Dure si trova nel centro di Firenze, in via degli Alfani  78. Il biglietto di ingresso costa 4 euro (ridotto 2 euro) ed è aperto il lunedì dalle 8.15 alle 18 (come detto, apertura straordinaria nel pomeriggio dal 21 agosto al 27 settembre); martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 8.15 alle 14; mercoledì dalle 8.15 alle 14 e poi apertura straordinaria dalle 20 alle 23, sempre dal 21 agosto al 27 settembre. Il giorno di chiusura è la domenica.

Tutte le informazioni sul sito del museo dell'Opificio delle Pietre Dure.

Lirica, cibo e vino nel Giardino di Palazzo Corsini

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Star e giovani talenti musicali da mezzo mondo arrivano a Firenze per la prima edizione italiana di The New Generation Festival, una kermesse nata anche per avvicinare nuove generazioni alla musica classica, con biglietti ridotti per gli under 30 e la possibilità di ascoltare una varietà di artisti, bande jazz, orchestre sinfoniche e cantanti lirici.

Dal 31 agosto al 3 settembre il Giardino di Palazzo Corsini al Prato è protagonista di un weekend di musica per vivere la magia senza tempo dell’opera con esibizioni dal vivo, esecuzioni orchestrali, insieme a cibo e vino di qualità, oltre che a party segreti.

The New Generation Festival, il programma

Il festival, diretto da Roger Granville, è stato fondato in collaborazione con il direttore d’orchestra Maximilian Fane e con i produttori internazionali Granville & Parham. Nel programma figura anche Charlie Siem, uno dei più virtuosi violinisti del momento, che è stato nominato direttore artistico della manifestazione e che si esibirà durante tutto il fine settimana.

Sul palco anche il soprano di origine armena, Anush Hovhannisyan, e il giovane tenore sudafricano Khanyiso Gwenxane in una nuova produzione dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, che inaugurerà manifestazione con una serata di gala, giovedì 31 agosto, alle ore 19.30, con replica sabato 2 settembre (ore 19,30). I costumi e la scenografia sono stati affidati a Michael Howells, acclamato designer, noto per aver lavorato nel mondo del cinema e della moda.

Giardino Corsini al Prato Firenze - The New Generation Festival programma

Dal Barbiere di Siviglia a Beethoven, nel Giardino Corsini

Il cartellone di eventi va avanti venerdì 1 settembre, sempre con inizio alle 19.30, con una serata interamente dedicata a esibizioni orchestrali, con grandi classici come l’overture de Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, il Concerto No.1 in sol minore Op.26 per Violino di Max Bruch, eseguito da Charlie Siem, e un’interpretazione della Sinfonia no.5 in do minore di Ludwig van Beethoven, diretta da Maximilian Fame ed eseguita dall’Orchestra del New Generation Festival.

Gli ospiti del festival potranno esplorare e rilassarsi nel Giardino Corsini e per loro saranno a disposizione lussuosi cestini da picnic (a pagamento) con specialità culinarie fiorentine e l’esclusiva bottiglia di vino ‘Elisir d’amore’ del Principe Corsini, insieme a Champagne, bevande e spuntini al Bar La Limonaia. Per chi poi volesse proseguire in questa immersione musicale, ci saranno eventi esclusivi, performance e feste segrete, che culmineranno in un concerto di mezzanotte che si terrà in una location top secret, svelata solo all'ultimo momento.

Info e biglietti sul sito di The New Generation Festival

A San Salvi “Il film lo scegli tu”

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Che vinca il migliore. Solo il titolo che sarà votato dal numero maggiore di spettatori avrà l’onore di essere proiettato dentro “l’arena” estiva, un po’ come succedeva in molti cinema italiani degli anni Settanta.

Torna anche quest’anno un appuntamento fisso dell’estate a San Salvi, organizzata dai Chille de la Balanza: da mercoledì 16 a venerdì 18 agosto è in programma la rassegna-gara “Il Film lo scegli tu”, con ingresso gratuito.

Sfida tra spettatori

Il funzionamento della kermesse è semplice: è il pubblico a decidere cosa vedere sul grande schermo decidendo tra una rosa di pellicole disponibili presentata a inizio serata. I due titoli più votati vanno al ballottaggio finale con tanto di “tifoserie” avverse.

Il tema scelto per le tre date di quest’anno è “La coppia… scoppia?”. L’evento inizia ogni sera alle ore 21.30, per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare i numeri telefonici 055.6236195 e 335.6270739, scrivere una mail a [email protected] oppure visitare il sito www.chille.it nella sezione dedicata alla rassegna “Il Film lo scegli tu”.

La Misericordia di Firenze dà i suoi numeri

Oltre 127mila servizi forniti ai cittadini in un anno tra visite, prestazioni infermieristiche gratuite e a domicilio, ma anche più di 1.700 volontari attivi che in 12 mesi hanno effettuato 30mila trasporti sanitari e 12mila trasporti sociali di cui 13mila emergenze, mentre il servizio di aiuto alimentare ha sfamato 925 famiglie, per un totale di quasi 3mila persone.

Sono i numeri relativi al 2016 resi noti dalla Misericordia di Firenze, arciconfraternita nata ufficialmente in città sette secoli fa. “Dal 1244 ad oggi la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze non ha mai interrotto la sua missione di carità e solidarietà a favore dei più bisognosi, sapendosi adattare ai cambiamenti storici e sociali in cui ha operato, senza cambiare i suoi principi fondativi”, si spiega in una nota.

I servizi della Misericordia di Firenze

La Misericordia è impegnata in diversi campi: dalle emergenze all’assistenza a domicilio di anziani e malati, dal trasporto degli infermi al servizio di telesoccorso, dal prestito gratuito di attrezzature sanitarie alle donazioni del sangue, fino ad arrivare alla Protezione Civile. E poi ancora: l’unità cinofila da soccorso, il centro di ascolto anti-usura, gli ambulatori specialistici e di diagnostica strumentale, la Fondazione San Sebastiano che si occupa di persone affette da disabilità intellettiva grave e alle residenze per anziani.

Di recente, dall’esperienza della Misericordia di Firenze e di OFT S.p.A. (Ofisa), è nato anche il Consorzio servizi funebri della Misericordia per offrire ai cittadini un servizio professionale e conveniente. Svolge anche l’assistenza e l’accoglienza alle famiglie ed è contattabile 24
ore su 24.

Da segnalare anche l’apertura del nuovo museo all’interno della sede della Misericordia in piazza del Duomo, il 20 gennaio 2016, per raccontare la lunga storia di questa organizzazione, che ha aiutato i fiorentini in numerose occasioni, nelle pestilenze medioevali, come durante alluvione del 1966.

La Villa del Bandino si tinge di giallo

Da monastero a scena del crimine, da dimora della nobiltà fiorentina a luogo attorno al quale ruotano storie e leggende. È la Villa del Bandino, la più antica costruzione di Gavinana e della piana di Ripoli, protagonista del libro “I trabocchetti del Bandino”.

Il suo autore è Lorenzo Andreaggi, gavinanino classe 1990, desideroso “di scoprire le storie del posto in cui sono nato e di permettere a chi le ha dimenticate o a chi è arrivato da poco nel quartiere di conoscerle”, spiega. Ed è per questo motivo che, all’età di 15 anni, ha iniziato le sue prime ricerche sul luogo, attingendo dalla tradizione orale ma anche e soprattutto dagli archivi storici fiorentini, tra cui il Niccolini.

Segreti e misteri della Villa del Bandino

È lì che ha preso appunti sui vari passaggi di mano della Villa (una parte della quale, dal 1941, appartiene al ramo materno della sua famiglia) e ne ha raccolto mille anni di storia nel suo primo volume, pubblicato da Polistampa nel 2011 e presentato nuovamente a fine maggio scorso
nel cortile della Villa, durante una serata patrocinata dal Q3. Una serata arricchita anche dalla presenza di personaggi in costume d’epoca, dalla proiezione di mappe inedite del quartiere e di alcune scene tratte dal film (autoprodotto dalla casa di produzione cinematografica indipendente
Andreaggi Film, sempre nel 2011) ispirato al libro.

Il film rouge che lega personaggi e aneddoti raccontati da Lorenzo nelle sue 140 pagine è il dramma, collegato a vicende amorose che si sono consumate all’interno della storica location dall’anno 1000 in poi. È il caso, per esempio, di Marietta de Ricci, che intorno al 1530 rapiva i giovani del contado, li ammaliava e li uccideva all’interno del suo casale, mentre li violentava. “All’epoca erano in tanti
gli scomparsi e le famiglie, naturalmente, andarono alla ricerca dei loro cari e ne trovarono i cadaveri
nella cantina della villa – racconta l’autore -. Successivamente, Marietta finì al rogo a Firenze”.

Villa Il Bandino - Trabocchetti del Bandino, Lorenzo Andreaggi

Oltre alla storia di questa sorta di mantide religiosa dal sangue blu, però, l’edificio nasconde tanti altri segreti e curiosità. “Io preferisco definirli trabocchetti, come suggerisce il titolo stesso, perché le storie che ho raccolto, nel bene e nel male, sono tutte vicende o situazioni ingannevoli, difficili da far emergere o da immaginare come potenzialmente reali, soprattutto rispetto all’epoca in cui si verificavano”, continua.

Un cunicolo sotterraneo

Basti pensare al cunicolo sotterraneo in via del Paradiso, “al quale mio nonno accedeva da una botola e che ha utilizzato per scappare ed evitare la morte per mano nazifascista – spiega – ma che, in realtà, risale al 1300 e serviva a favorire gli incontri amorosi tra i frati e le suore della zona”. Via del Paradiso, infatti, era sede dell’omonimo monastero, di proprietà di Antonio Alberti, dove dimoravano le suore dell’ordine benedettino, mentre una porzione della villa del Bandino era occupata dai frati.

E furono proprio loro a costruire questo cunicolo sotterraneo all’insaputa del proprietario, da dedicare agli incontri amorosi con le suore oppure allo svago, “come dimostrano i bicchierini medievali trovati, durante delle ricerche archeologiche, nel cunicolo e che ricordano tanto degli shottini medievali”, sottolinea lo scrittore.